Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 09/02/2012 16:45 - Online: 333 - Visite: 8388607
03/09/2010 17:13
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“Da sindaco non ne ho le competenze, ma se fossi chiamato a dare delle autorizzazioni per nuove piattaforme petrolifere in mare, anche alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, sarei portato a guardare con 1000 occhi ogni singolo aspetto prima di decidere”. Con queste dichiarazioni, rese in diretta oggi pomeriggio a Sky Tg24, in collegamento da piazza San Giovanni, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale è intervenuto nello speciale approfondimento “Unità di crisi” che è andato in onda in diretta dal Festival di Venezia con la conduzione del direttore Emilio Carelli. Dipasquale è intervenuto all’interno di un dibattito che ha fatto il punto sui danni causati dagli sversamenti di greggio lungo le coste della Louisiana. In trasmissione, due ambientalisti di fama mondiale, ovvero Kerry Kennedy, presidente onorario della Fondazione Robert F. Kennedy impegnata in prima linea sul fronte per la difesa dei diritti umani e l’ecologista Stephen Bradberry co-promotore insieme alla Fondazione Rfk, della campagna per le opere civiche del Golfo. Fra i contributi del programma, un’intervista a Spike Lee, autore di un film documentario sulla fuoriuscita di greggio da una piattaforma petrolifera che ha provocato conseguenze pesantissime per le coste della Louisiana e un’altra a Philippe Costeau jr, erede della celebre dinastia di esploratori e oceanografi. Dipasquale è stato chiamato in diretta dal direttore di Sky Tg24, Carelli, in quanto “fautore delle trivellazioni a mare”. Il sindaco ha subito però precisato: “Le avranno dato informazioni sbagliate. Non sono mai stato fautore delle trivellazioni a mare. Anzi in mare tutto va affrontato con grande oculatezza perché anche semplici distrazioni possono diventare catastrofi immense. Ovviamente tutto ciò cambia quando discutiamo di estrazioni a terra. Da 60 anni a questa parte sul nostro territorio avvengono perforazioni petrolifere a terra. Non hanno creato danni, anzi il nostro è un territorio che è cresciuto, la nostra città è divenuta patrimonio dell’Umanità grazie all’Unesco. E’ necessario, piuttosto, pensare alle eventuali ricadute economiche sul territorio, non è possibile pensare che imprese e cittadini non ricevano nulla da queste estrazioni”. Carelli ha poi chiesto al sindaco Dipasquale una replica rispetto alle accuse secondo le quali “da sindaco ha messo a rischio le coste siciliane pur di batter cassa, quasi infischiandosene della difesa dell’ambiente”. Anche in questo caso Dipasquale ha ribadito di non aver nulla a che vedere con le trivellazioni a mare: “Non abbiamo mai rilasciato autorizzazioni per pozzi petroliferi a mare, non ne abbiamo nemmeno la competenza, e chi mi ha accusato di questo lo fa a sproposito. Abbiamo la Vega, l’unica piattaforma che si trova al largo dei nostri mari, ma le autorizzazioni, come quelle a terra, non vengono rilasciate dal Comune ma dalla Regione e non mi risulta tra l’altro che ci siano ulteriori autorizzazioni. Ci sono a terra, ma è un altro discorso, spesso si richiamano ad interventi che sono in atto da 60 anni”. Infine il direttore Carelli ha chiesto cosa farebbe Dipasquale se dovesse essere chiamato a decidere sulle trivellazioni nel mare di Sicilia. Il sindaco ha risposto di non aver dubbi, ci penserebbe tantissimo alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, “la questione andrebbe valutata in tutti i suoi aspetti e non certo con decisioni prese a cuor leggero”.
Redazione
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05/09/2010 08:36
SANGUE FREDDO, MA....HA RAGIONE..PURTROPPO
Piero Noto
Mio malgrado, devo dire che il sindaco ha ragione. e’ assolutamente giusto andare con i piedi di piombo, le trivellazioni in mare potrebbero creare disastri, anche se , tecnicamente esistono i metodi che scongiurano tali eventi, sono le compagnie petrolifere come quella “imputata” che non li adottano, ovviamente per i costi elevati (valvole di fondo a chiusura automatica, studiate e funzionanti per qualsiasi evento in cui le cose vadano storte, ma….del costo di circa 3.0 milioni di dollari…cadauna!).tuttavia il sindaco, in tale questione, è il soggetto giuridico sbagliato!!le autorizzazioni come giustamente sottolineato, li dà la regione e mentre le trivellazioni continuano, ci si scontra con posizioni politiche di propaganda del tipo “a ragusa solo sole e mandolino” o con ambientalisti isterici, che tali appaiono quando mancano confronti di merito. il “nocciolo” vero, e che mentre si discute, le trivellazioni ci sono, le esplorazioni (terra ferma) del 2009 hanno mostrato grandi giacenze, soprattutto di metano, in una terra, non lo scordiamo, che sin dagli anni ’50 ha tratto profitti e lavoro dagli idrocarburi e dall’industria petrolchimica dell’eni, assolutamente ecoinserita nel contesto unesco. quindi dice benissimo nello (aimè!) nell’intervista , mettendo in evidenza il bisogno immediato di mettere su un tavolo, che ridefinisca le ricadute sul territorio in termine di ricchezza e lavoro per i cittadini di questa provincia ( basta con le misere royal!!), non si può cioè puntare economicamente su ciò che verrà (turismo) e lasciare ciò il passato e forse ancor più il presente, ci offre. si “armi” quindi il collegio dei sindaci la provincia le forze politiche sociali e sindacali per condurre una battaglia nel merito dei “numeri” e per le politiche del lavoro e della sicurezza, ma niente “autolesioni per far dispetto alla moglie”( a venezia dissero “no triv”la laguna potrebbe sprofondare…cosi altri dall’est , a mezzo di trivellazioni orizzontali se lo ciucciano loro!!)