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Lunedì 06 Febbraio 2012 - Aggiornato 05/02/2012 21:09 - Online: 82 - Visite: 8388607

07/09/2010 01:22

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Gli orsi arcobaleno

Uomo villoso, uomo virtuoso

Gli orsi arcobaleno

Modica - La notizia che in Sicilia esistessero gli orsi mi colse di sorpresa. Che vivessero a Marina di Modica non me lo aspettavo. Che si trasferissero nel loro territorio di caccia preferito compreso tra la vecchia fornace Penna e dintorni fino alle dune della spiaggia di Pisciotto, definite "un salotto", proprio mi lasciò di sasso.
Sorrisi e lasciai che la battuta provocasse l'attesa risata nei presenti. Dovetti però ricredermi subito. L'amico che m'informava faceva una faccia serissima.
Mi resi allora conto che gli orsi non erano quegli animali dalla pesante pelliccia che da piccoli spesso hanno abitato le nostre fiabe e hanno impaurito i nostri sogni ma una categoria di omosessuali che si distingue per un'abbondanza di peli presente sul loro corpo.
Curioso cercai in google e, digitando Marina di Modica gay bear (orso in inglese per l'appunto), venne fuori un portale con tanto di foto, di riferimenti geografici, di prezzi, di notizie riguardanti i luoghi d'incontro o, se si preferisce, di scontro.
Perché di scontro davvero si tratta.
Proprio su questo giornale on line una lettera di un signore "modicano" incendiò il chiacchiericcio ferragostano stigmatizzando, risentita e scandalizzata, il comportamento di una coppia omosessuale che si scambiava sulla spiaggia di Sampieri Pisciotto qualche carezza incurante degli sguardi curiosi e morbosi dei passanti.
Si scatenò in quell'occasione una vera e propria crociata nella quale non mancarono i soliti grossolani luoghi comuni; gli immancabili riferimenti ai prodotti dell'orto; gli spavaldi proclami di una virilità da galletti siculi ruspanti; gli appelli disperati a censurare, oscurandola, la foto a corredo dell'articolo, lanciati da pulpiti catto-farisaici.
Molti buontemponi si sentirono oltraggiati nel loro pudore e si lanciarono, perciò, in una battuta omofoba spietata che aveva come scopo l'avvistamento in tutto il litorale sciclitano e la conseguente segnalazione di coppie strane, inermi e pacifiche.
Una vera e propria caccia alle streghe, stimolata da un desiderio bacchettone che storicamente ha instillato nel comportamento dell'uomo l'idea del peccato per rendere necessaria, poi, la sua salvezza escatologica per mano di un Dio onnipresente, onnisciente e onnipotente, in realtà solo opprimente la sua libertà concettuale e il suo libero arbitrio.
Incurante di tutto questo "scarmazzo", direbbe Montalbano, nel suo colorito e ambiguo siciliano, c'è stato finalmente chi ha incominciato a ragionare con le categorie del presente, accantonando, con intelligenza e per sempre, i vecchi e logori luoghi comuni, figli di un pregiudizio che stenta a scomparire.
Gli alberghi, le pensioni, i B&B "gay friendly" (così s'identificano le strutture che accettano sempre più frequentemente coppie omosessuali) sono diffusissimi in tutta l'Europa e nel mondo. Come pure le spiagge nudiste e con elevata presenza gay. Gli alberghi di Barcellona e di Madrid sono quasi tutti "gay friendly", lo sottolineano anzi con fierezza nei loro comunicati pubblicitari. Per non parlare dell'industria alberghiera spagnola in genere, da sempre molto attenta e aperta alle problematiche omosessuali.
Sitges, una famosa località balneare vicino a Barcellona, è uno dei centri internazionali più rinomati di cultura e vita gaie. A Benidorm, se non mi sbaglio, ogni anno si tiene un raduno nazionale di tutti gli operatori e di tutta l'industria che gravitano intorno al mondo della pornografia e del sesso. Sex shops, oggettistica, filmografia, mediatori culturali e tecnici.
Il Gay Pride 2010 di Madrid prima ancora di essere considerato un evento o un'opportunità è stato soprattutto un "business" commerciale che ha fatto piovere in città milioni e milioni di euro.
Paesi arabi come la Tunisia o il Marocco da sempre sono stati paradisi omosessuali, in barba al Corano, alle intransigenze religiose, alle legislazioni ufficialmente intolleranti ma concretamente permissive e colluse.
Gide aveva il suo harem di ragazzi a Sidi Bou Said. Oggi la sua casa è stata trasformata in un noto ristorante.
Paul Bowles fece di Tangeri il santuario della Beat Generation, la meta di tutti i pervertiti americani e inglesi.
E allora qual è stata la domanda che mi è sorta spontanea?
L'omofobia è il frutto di un meditato senso del pudore di una civiltà, di una comunità, di un gruppo di persone appartenente a un credo religioso o è solo un problema di opportunismo politico ed economico?
La recentissima consapevolezza scientifica che nessuna razza è pura, caratterialmente distinta, naturalmente e obbligatoriamente eterosessuale mette in crisi anzi distrugge l'idea stessa della "razza" com'era stata formulata in passato e l'uomo ha cominciato a vacillare nelle sue certezze e a riconoscere di non "conoscere se stesso" come suggeriva Apollo a Delfi.
E allora, se ad alcuni Paesi musulmani poco importa l'argomento, se tutto il mondo sta finalmente riconsiderando la sessualità in maniera diversa alla luce delle nuove conoscenze, per quale motivo non dovrebbero sorgere a fianco di quella di Marina di Modica altre strutture "gay friendly" nel nostro litorale? Per quale motivo le nostre spiagge non dovrebbero essere libere e aperte alle coppie gay come quelle spagnole, greche e come quelle di moltissimi altri paesi europei, americani e asiatici?
Mi raccontavano che in un lido vicino a Roma da un pezzo la bandiera dell'arcobaleno richiama persone orientate verso lo stesso sesso.
In effetti, mentre Scicli soffre di un isolamento culturale che la fa apparire arretrata e bigotta agli occhi del mondo, Modica come sempre guarda al di là del suo cortiletto con lo sguardo furbo di chi sa anticipare le scelte e fiutare la direzione del vento. E poco importa a qualche intraprendente modicano condividere ieri, cioè alcuni decenni fa, il piccolo fazzoletto di sabbia di Marina di Modica con i tedeschi e oggi, come nel caso da me raccontato, con i "bear".
Business is business.     
                                                                                                                    Un Uomo Libero
 

Un Uomo Libero

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