Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 08/02/2012 22:51 - Online: 149 - Visite: 8388607
07/09/2010 23:11
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Modica - Cresce il degrado nelle nostre città. A Modica si moltiplicano furti, moto scorazzano nel centro storico con grave pericolo per tutti, crescono piccole bande che imbrattano e rompono… Sono sintomi preoccupanti di processi più profondi che mettono in pericolo il patrimonio e il tessuto sociale della città. Per questo bisogna fermarsi e reagire a tutti i livelli. C’è anzitutto la responsabilità diffusa delle famiglie: non dimentichiamolo, sia per non accusare inutilmente altri, sia per sostenere, soprattutto per avviare la consapevolezza che i genitori devono ripensare il proprio compito, perdere più tempo per i propri figli, riscoprire la capacità di dare mete e confini. Non illudiamoci, se l’impegno non arriva e non si articola a questo livello, il resto avrà poca efficacia. Ci sono poi gli enti educativi, soprattutto parrocchie e scuole. Si esige dalla prime un cristianesimo incarnato e veramente evangelico; dalle scuole un impegno che però oggi deve fare i conti con i pesanti tagli che incidono gravemente sulla possibilità di assolvere il proprio ruolo (pensiamo solo al numero elevato di alunni per classe e alla precarietà in cui viene lascato molto personale docente, verso il quale va peraltro la nostra solidarietà). C’è quindi la necessità di una politica che abbia la capacità di affrontare i veri problemi e soprattutto di politiche sociali dinamiche, capaci di progettualità. Ma qui entra in gioco anche la qualità dell’intervento, soprattutto la capacità di essere presenti sul territorio. Si spera che partano presto e bene i progetti del Piano di zona, soprattutto quelli finalizzati al sostegno educativo delle famiglie e all’animazione dei quartieri periferici. L’idea che a settembre inizia l’anno sociale, scolastico, pastorale potrebbe essere l’occasione per vivere il tempo non come uno scorrere affannato in balia di un destino cieco, ma come un cammino di responsabilità comunitaria pensando alle nuove generazioni, cammino guidato dalla propria coscienza, illuminata per i credenti dalla Parola di Dio che orienta decisamente al coraggio dell’amore e alla dedizione del servizio concreto e generoso.
Modica 8 settembre 2010
Maurilio Assenza
Direttore della Caritas diocesana
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08/09/2010 09:11
PEDAGOGIA
Pedagogisti alla riscossa
Io farei fare a chi di dovere un corso approfondito di pedagogia dato che dalle nostre parti questo argomento è un illustre sconosciuto a partire dagli ee.pp. (comuni, scuole, tribunali ecc) dove la figura del pedagogista è inesistente per finire con le cooperative sociali stracolme di psicologi, osa, oss e di pedagogisti nemmeno l'ombra! gli interventi educati sono il fine primo della pedagogia pertanto...smettiamola di far fare tutto agli psicologi o ai medici/educatori!
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08/09/2010 01:11
MA PER FAVORE
uno che lo conosce bene
Le prediche lasciamole ai preti. lei, invece, faccia fino in fondo il suo dovere d'insegnante. la "caritas diocesana", a mio parere, avrebbe bisogno di un direttore meno "illuminato".