Sabato 11 Febbraio 2012 - Aggiornato 10/02/2012 22:03 - Online: 90 - Visite: 8388607
08/09/2010 00:25
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Ragusa - Revocare da subito l'adozione del Piano Paesaggistico Territoriale, lo sviluppo in provincia di Ragusa non può essere messo in discussione da un provvedimento ingiusto e arbitrario.
Nasce da questa considerazione il documento di Cgil, Cisl, Uil che assieme a Filctem, Femca e Uilcem di Ragusa, unitariamente, portano all'attenzione dellíopinione pubblica ragusana.
Il territorio sta subendo un attacco economico senza precedenti, concentrico, spietato. Aggressioni in puro stile terroristico, guidate da una ambigua elite culturale, contro il progresso economico della nostra provincia dietro l'alibi di un sempre più falso e artificioso progetto di salvaguardia ambientale. Una dittatura intellettuale che ha partorito ieri il progetto "virtuoso" del Parco degli Iblei, miseramente fallito, e oggi la follia del Piano Paesaggistico territoriale, appena adottato, con l'unico scopo di seppellire e per sempre il sogno di sviluppo del territorio Ibleo.
Il Piano paesaggistico doveva essere strumento volto alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e naturali presenti nel nostro territorio, ripartito in ambiti omogenei per caratteristiche culturali, estetiche e morfologiche. Ma di razionalità delle ripartizioni, di equità, di proporzionalità delle tutele, e soprattutto di mantenimento dell'identità del territorio, il piano -adottato dal provvedimento dellíAssessore Armao- ha poco e nulla.
La provincia di Ragusa non può cedere pezzi di espansione economica, e sbarrare le porte all'attuabilita di uno sviluppo sempre più prossimo, per una volontà politico-culturale, di parte, che nulla ha a che fare col nostro territorio, e che soprattutto non apre al confronto con le parti sociali per le necessità del territorio stesso.
Il piano, così come proposto e adottato, costringe al fermo economico la crescita degli Iblei, mettendo a serio rischio anche il mantenimento dellíeconomia esistente. » il caso di Enimed, ex Somicem, società del gruppo Eni attiva in Sicilia nell'estrazione del greggio, che ha già speso 26 milioni di euro per il progetto di sviluppo dei pozzi di Tresauro 2, e che oggi -sulla scia dell'adozione di un piano paesaggistico a dir poco illiberale- vede miseramente svanire nel nulla.
Nessuno ha posto l'esigenza che l'adozione del Piano avvenisse in un contesto in cui le vocazioni produttive legate allo sviluppo e all'occupazione fossero salvaguardate. Bloccare Eni nei lavori di allestimento perforazione di contrada Tresauro, vuol dire mettere il tappo, chiudere definitivamente i conti con lo "sviluppo possibile" del nostro territorio: sessant'anni di petrolio estratti dal sottosuolo ragusano, ad impatto ambientale zero, non possono essere cancellati da un provvedimento legislativo autoritario e non concertato. La chiusura del progetto Tresauro 2, che a regime triplicherebbe la produzione attuale da 200 mc/giorno a circa 600, avrà in qualche modo ripercussioni sull'organizzazione degli addetti di Enimed a Ragusa, che oggi dà lavoro a 150 risorse tra personale del diretto e dellíindotto.
L'adozione del piano ha scritto la parola fine ai nuovi insediamenti produttivi della nostra provincia, dalla piccola industria alle installazioni di nuove serre, dall'implementazione del fotovoltaico agli investimenti nel comparto turistico-alberghiero.
La richiesta di un incontro urgente con la Sovrintendenza ai beni culturali, per la discussione dei provvedimenti esecutivi già adottati per l'adozione del Piano -vedi il blocco dei lavori Enimed per Tresauro 2- Ë solo il primo passo verso una ridiscussione su base concertativa del provvedimento Armao. Il Piano, cosÏ come imposto, non risponde assolutamente alle reali esigenze di salvaguardia del patrimonio paesaggistico del comprensorio ibleo, gravando ancor di più sul già pesante deficit strutturale del tessuto produttivo della nostra Provincia.
Cgil, Cisl e Uil, pertanto, invitano i sindaci del territorio a rigettare con forza líadozione del Piano paesaggistico, passando dalla sospensiva amministrativa e dal ricorso giudiziale, per bloccare le prescrizioni già in atto. Adottare un provvedimento cosÏ importante per lo sviluppo dellíeconomia ragusana, senza avere assicurato la reale ed effettiva partecipazione del territorio per la condivisione del progetto, è assolutamente inutile e imprudente. Se l'assessore Armao non vuole arretrare di un centimetro sul provvedimento autoritario che porta la sua firma, sarà compito di questo sindacato, delle istituzioni, dei cittadini, manifestare il dissenso ricorrendo a tutti gli strumenti di protesta democratici, clamorosi e opportuni.
Nasce il movimento spontaneo delle forze sane e produttive del nostro territorio, per la difesa di uno sviluppo sostenibile degli Iblei.
Cgil - Giovanni Avola - Cisl - Vincenzo Romeo - Uil - Giorgio Bandiera
Filctem Paolo Rizza- Femca - Giorgio Saggese - Uilcem - Giuseppe Scarpata
I favorevoli
L'Italia è una repubblica costituita sul cemento. E' questo il messaggio lanciato dai politici e amministratori locali contro il piano paesaggistico nell'incontro di ieri con l'assessore Armao. Il loro no a qualsiasi regola di pianificazione del territorio è tutto teso a continuare impunemente a cementificare la campagna, cosa che hanno fatto fino ad oggi in modo assolutamente illegale violando la legge urbanistica regionale, le direttive dellíAssessorato Territorio e Ambiente e i pareri del CGA.
Purtroppo per loro la costituzione italiana tutela il paesaggio allíart. 9, e come ribadito dalla Corte Costituzionale ( sentenza nr. 367 del 2007 ) e dal Consiglio di Stato Sez. V ( sentenza del 12/6/2009 ) il paesaggio incarna valori costituzionali "primari ed assoluti" , che sovrastano qualsiasi interesse economico, e perciò esige " un elevato livello di tutela, inderogabile da altre discipline di settore".
Per evitare che i rappresentanti delle associazioni ambientaliste potessero dire queste ed altre verità scomode davanti allíassessore Armao , compresa quella che il piano paesaggistico non penalizza affatto gli agricoltori anzi ne facilita l'attività, il presidente della provincia ha negato loro l'intervento concedendolo invece ad altre associazioni come la CGIL.
Un atteggiamento antidemocratico e dichiaratamente illegale come questo non si era mai visto in provincia. Il presidente Antoci con questo atto, e schierandosi con chi pratica l'illegalità sul territorio, ha perso qualsiasi credibilità di amministratore dell'intera comunità iblea se mai ne avesse avuto qualcuna, e ha mostrato insieme agli altri politici e amministratori presenti alla riunione riservata di lunedì, una paura matta del confronto con coloro che non la pensano come lui.
Legambiente Modica-Legambiente Ragusa-Legambiente Vittoria-Ass. Tutela Terre díOriente-Club Alpino Italiano Sez. Ragusa-LIPU-Ass. Kalura-Ass. Cittàvivagaia Modica-C.I.R.S.
Nella foto, il nuovo Sovrintendente di Ragusa, Alessandro Ferrara
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6
09/09/2010 15:26
scandaloso PD
Sindaci, parlamentari regionali e nazionali, sindacati, associazioni di categoria, hanno detto no al piano paesistico. tutti i partiti politici hanno detto no al piano paesistico. tutti i partiti tranne uno, il pd. eppure la cgil si è schierata per il no al ppt. giocano a nascondino gli amici del pd? hanno paura di perdere consenso? per quel poco che rimane di consenso? che ci mettano la faccia e prendano una posizione ufficiale sul ppt, gli amici del pd.
5
09/09/2010 14:30
RAGUSA= NUOVA TOSCANA, ... NO, NO, NO!
ambientalista
Andiamoci piano. non tanto il territorio è da considerare deficitario, ma ... i siciliani dove li metti? ho letto una favoletta simpatica che riassumo a memoria. il signore, dopo aver creato e attrezzato di bellezze le varie parti della terra, ci fu una ribellione perchè si scoprì in sicilia eveva messo troppe bellezze ... allora, per pareggiare il conto, ... la disseminò di siciliani.
4
09/09/2010 12:27
LA CRICCA DEGLI AMBIENTALISTI COLPISCE ANCORA
Ambiente ricco mi ci ficco
Gli ambientalisti premono per l'adozione del piano? forse qualche esponente dei verdi ha proprietà, terreni, che ricadono al di là dei confini del piano, che una volta adottato acquisteranno un valore inestimabile, perché possibili di insediamenti industriali, artigianali, turistico, serricolo e via dicendo. terreni che fino a ieri non valevano nulla e che oggi in virtù delle costrizioni del piano paesistico valgono milioni di euro. però queste cose gli ambientalisti non le dicono, anzi mantengono il più stretto riserbo sull'affare 'piano paesistico'.
3
09/09/2010 12:19
W IL PIANO PAESISTICO
Catillu ..confuso
Avanti cosi , anche se non capisco più niente di politica.
2
09/09/2010 08:33
W IL PIANO PAESISTICO
ragusa= nuova toscana
No al sindacato giallo servo de padroni - una volta tanto che le istituzioni ci aiutano, ci pensa al sindacato a distruggere!
1
08/09/2010 21:15
DAL SITO: "PARCO DEGLI IBLEI"
ambientalista
lavoratori di tutto il mondo dimenticatevi dei sindacati, sono in combutta con le multinazionali e con il marcio della classe politica, che vede le regole come ostacolo allo sviluppo distruttivo delle multinazionali a spese dell'integrità del territorio. nessuna regola è accettata, nessun impedimento deve intralciare i...l sogno, l'incubo, di lasciare un deserto ai nostri figli.