Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 174 - Visite: 8388607
10/09/2010 08:54
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Catania - Il turismo gay esiste e non conosce crisi, anzi, è uno dei segmenti di settore in crescita. A tal punto che in Italia, negli ultimi anni, sono nate agenzie di viaggio, tour operator, collegamenti marittimi e aerei e associazioni legate all'ente del turismo nazionale o regionale che si sono rivolti a questo target, in maniera esclusiva o come una delle tante nicchie di mercato da scoprire.
I NUMERI. Secondo le cifre fornite da Com.ma (Gay community marketing) gli omosessuali rappresentano tra il 5 e il 10% della popolazione mondiale; in Italia sono da 1,5 a 3 milioni di adulti tra i 18 e i 55 anni. Tutte le ricerche di mercato indipendenti concordano su alcune caratteristiche socioeconomiche comuni. In generale si riscontra una maggior disponibilità di reddito, circa il 30% in più rispetto alla media, dovuta, tra l'altro, a un'istruzione media più elevata e al conseguente accesso a una professione più remunerativa. Da non sottovalutare, poi, il fatto di avere molti meno figli rispetto ai loro coetanei etero. Dalle ricerche emerge una maggiore propensione al consumo con una minore attenzione ai prezzi. Ne consegue che i gay di mezz'età si sono ritagliati uno spazio di opinion leader nella cultura, anticipando, nelle mode e nel commercio di ultima generazione mode, usi e costumi.
«Discorso a parte merita il turismo - spiega Daniele Iannaccone, responsabile marketing di Gay.it - Questo segmento non risente della crisi perché per gli omosessuali il viaggio ha un valore di libertà al quale raramente si rinuncia. In Italia il giro d'affari equivale al 7% del fatturato complessivo di settore: una nicchia di mercato, se paragonato ad altri Paesi esteri, dove è ormai un segmento turistico al pari degli altri. Negli Stati Uniti genera acquisti per 610 miliardi di dollari, di cui circa 55 milioni solo per turismo. In Spagna, ad esempio, è stato calcolato che il turista gay spende in media il 30% in più degli altri, con una media di circa 130 euro al giorno».
IL CIRCUITO. Recentemente nel nostro Paese è nata l'Associazione Italiana del Turismo Gay & Lesbian che rappresenta tutta l'industria turistica, dalle agenzie di viaggi agli enti del turismo che rivolgono la loro attività al mondo Glbt. L'associazione, già legata alla Iglta (Associazione Internazionale del Turismo Gay & Lesbian), ha tra i suoi obiettivi primari quello di promuovere il turismo gay nel Belpaese e patrocinare progetti formativi, rivolti ad operatori del settore e alle istituzioni, riguardanti questo segmento «al fine di rendere l'Italia un paese turistico gay friendly - spiegano i responsabili sul loro sito internet - alla stregua delle principali capitali europee e del mondo». La meta preferita rimane l'isola greca di Mykonos, seguita a ruota dalle Canarie e dalla Costa Azzurra. L'Italia recupera terreno grazie a Torre del Lago, località vicino a Viareggio, in cui gli imprenditori gay e gay-friendly si sono organizzati nel circuito «Friendly Versilia», l'unico fenomeno turistico non convenzionale valorizzato da parte degli enti turistici locali e promosso all'estero con campagne pubblicitarie e azioni di comunicazioni mirate. Tutto ciò nonostante le iniziali ostilità dei partiti politici conservatori e le diffidenze della popolazione.
TURISMO GAY IN SICILIA. L'Isola da sempre ha esercitato un forte appeal anche tra gli omosessuali, che da sempre ne hanno fatto meta delle proprie vacanze. Nelle guide turistiche gay sono segnalate ben sette spiagge a piena vocazione omosessuale - Fondaco Parrino e Rocce Bianche (Me); Eloro (Sr); Eraclea Minoa e Selinunte (Ag); Calatubo e Sferracavallo (Pa) - attorno alle quali si è sviluppata l'imprese dell'accoglienza.
«Il turismo gay in Sicilia fa parte di un'antica tradizione di libertà e di inclusione che da sempre ha visto la nostra Regione culturalmente più avanzata rispetto alle altre - sottolinea il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè - Si pensi che sin dai tempi dell'Unità d'Italia lo Statuto Albertino, che prevedeva il "reato di omosessualità", conteneva un'eccezione per le regioni meridionali (particolarmente per la Sicilia) in ragione delle sue peculiari tradizioni. A Catania, il Pegaso, nei primi anni Novanta, ha favorito la trasformazione della città in uno dei contesti più amichevoli d'Europa per le persone lgbt. Ancora prima a Taormina fece discutere il Perochè, locale dalla forte connotazione alternativa».
GLI ANGELI DI NOTO. Ma a parte la perla del Mediterraneo, il movimento gay ha scoperto la zona della Sicilia Sud-Orientale come testimonia l'esperienza di Giorgio, Lorenzo e Gregory, tre professionisti che da Parigi e dal Nord Italia hanno scelto di tornare in Sicilia per coniugare le loro passioni in «Come gli angeli», un centro culturale che raccoglie lettura, fotografia, gastronomia, design e convegni. «Il gusto del bello ha orientato fortemente le nostre scelte - spiega Giorgio Zazzo - con la nostra esperienza imprenditoriale siamo riusciti a far convivere felicemente la realtà del territorio con un nuovo flusso turistico assolutamente spontaneo. L'idea è quella di continuare a crescere con iniziative sempre nuove, per diventare un punto di riferimento rivolto ai siciliani che amano il buon gusto in tutte le sue forme».
STRANO CON IL BELLO. Il concetto di bello è lo stesso su cui punta l'assessore regionale Nino Strano, che chiarisce e ribadisce la sua volontà di incentivare il turismo omosessuale in Sicilia. «Il mondo gay coltiva il bello come essenza stessa della passione ed ecco perché sceglie la Sicilia. Tenere pulita una piazza, una strada o un'intera città significa rendere più appetibile lo stesso bene comune, cosa che non avviene quando regna il caos e la sporcizia. Ecco, oggi incentivare il turismo gay significa soprattutto curare le splendide bellezze architettoniche e paesaggistiche che abbiamo ereditato, ma allo stesso tempo bisogna creare degli investimenti imprenditoriali che non disperdano il bene economico altrove». E' dubbioso, invece, sull'esperimento condotto dalla Regione Toscana che ha lanciato, sul proprio portale del Turismo, una sezione dedicata al gay friendly: «Si rischia di ghettizzare un fenomeno, sono invece per incentivare il turismo con atti e proposte concrete, come la cura e la salvaguardia dei nostri luoghi più belli».
Redazione
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12
12/09/2010 14:31
A QUALI FORUM,
Un Uomo libero.
Spartanu, abbasta u casinu ca armáu. lei è in stato confusionale.
11
12/09/2010 10:57
PROPONGO UN FORUM
sempre vostro spartano
Propongo un forum nel commercio, inteso in qualsiasi tipologia di esercizio, ci vuole buon senso e praticità. l’avidità si ha solo quando per fare soldi si ricorre ad atti illeciti ( in base alla legge e non alle proprie idee personali, giuste o errate che siano) nella specie c’è un’attività ricettizia che rende economicamente e un’attività sommersa ( non illecita) che forse economicamente rende più della prima. certo in quest’ultima si possono inserire “operatori” con secondi fini ( illegali o al limite della legalità cioè con lo scopo ultimo di arrecare a se profitti a danno di altri sulla base delle debolezze umane) in tal caso è necessario immediatamente isolarli e fare in modo ( sempre legalmente) che non diano più fastidio. bisogna inoltre tenere presente che se “tizio” và lì ci va o per farsi adescare o per cercare un momentaneo piacere ( questo lo deduco da quanto avete scritto). vi sono modi di manifestazione di affetto, in qualsiasi tipologia di rapporti, che per ragioni di pari opportunità devono essere permessi a tutti ( quando quotidianamente si assiste a due persone che si baciano non credo che gli involontari spettatori possano essere qualificati guardoni e gli attori esibizionisti cioè persone cui piace farsi guardare mentre si scambiano atti di affetto) cosa vuoi dire esattamente con la espressione “ guardoni”???????????? di contro certi atti (anche con terzi spettatori) devono essere compiuti in “ luoghi privati”, la regola vale per tutti. un altro problema è il luogo di incontro con i lavoratori “ sommersi” sia occasionali che professionisti. mi date gli estremi del vocabolario da cui avete derivato l’interpretazione letterale delle parole usate? a questo punto propongo un forum con l’intervento di tutti e sopratutto degli operatori “ sommersi” chiedo di usare un linguaggio semplice e chiaro comprensibile a tutti e nel caso di uso di parole non italiane di indicare la traduzione. ps prometeo attento a qualche uccellaccio che ti penetri dentro e ti arrivi fino al fegato!!!!!!! grazie e avanti tutta sempre sinceramente vostro spartano
10
12/09/2010 02:55
PROMETEO SENZA CATENE
Un Uomo libero.
Se due persone etero si baciano rendono pubblico un comportamento privato e ledono la libertà delle masse, dunque? arÀ! a comu vi fumulìa a testa!
9
11/09/2010 20:16
UN PUNTO ALLO SPARTANO
prometeo incatenato
Jarruso o no, femmina maschio o tutte le sfumature tra i due, quel che conta e che si deve poter essere gay o etero senza necessariamente subire lusinghe o insulti...la vera libertà finisce dove comincia qulla degli altri, chiunque si baci in pubblico è qualcosa di privato che si rende pubblico e rende i protagonisti esibizionisti...il che rende piacevole la cosa solo ai guardoni e nessun altro. per il resto open mind... don't you???
8
11/09/2010 19:08
JARRúSU, SE NON RICORDO MALE,
Un Uomo libero.
è un termine arabo che di per sè significa fidanzato. successivamente è stato usato per identificare con esso qualcuno che ama una persona dello stesso sesso. come farebbe un fidanzato con la sua fidanzata, appunto.si usava un tempo in contrapposizione a "carúsu".
7
11/09/2010 19:02
I MIEI PRURITI E IL MIO DANNO
Un Uomo libero.
Cerebrale non credo che possano ineressare più di tanto. io rispondevo a una domanda maliziosa che voleva sottolineare lo stato di degrado sociale di un posto che è stato solo degradato, invece, dall'avidità di qualcuno. non certo gay. mio padre, che non apparteneva al secolo passato ma all'altro precedente, mi raccontava che tutti i ragazzi del paese erano reclutati per "pestare" l'argilla che poi veniva lavorata nei forni. era un modo come un altro per sbarcare il lunario in una sicilia poverissima e arretrata. i carusi caricavano anche i bastimenti con le tegole già confezionate. mi raccontava ancora che intorno alla fornace penna girava tutto un mondo e, come sempre accade quando i giovani sono tanti e i lavori sono molto usuranti e prevalentemente maschili, spesso succedeva che qualcuno adescasse e qualche altro venisse adescato. chiacchiere. perché ufficialmente tutti erano, a quell'epoca, másculi, virili e virtuosi tranne poi nell'ombra a nésciri u naturàli, cioè a fari i jarrúsi. spero di essere stato abbastanza esaustivo.
6
11/09/2010 18:12
CI RISIAMO ……
Spartano
Ci risiamo …… benpensanti, crociati, provocatori ( mi sembra che ce ne è qualcuno) studiosi della storia di scicli a dir il vero un po’ razzisti che usano la parola “jarrusi”, forse a qualcuno sfugge il riferimento, io ho appreso il riferimento del termine pochi giorni fa nel “salotto bene” di scicli ( piazza del carmine), ….. avanti tutta, spremete la materia nera e chi meno ne ha più cerchi di farne apparire …….. ma dimmi un po’ storico come sai che i “ jarrusi” adescano i giovani, di la verità forse ti fanno concorrenza nel mestiere che a quanto pare rende bene visto che l’articolo prospetta per le caratteristiche socio economiche della comunità una maggior disponibilità di reddito. per te “ uomo libero” che parli di fornace sinonimo di forno una domanda: ma a che vuoi alludere? perché ti prude tanto la capa? dov’è il tuo danno ? scusa il mio non sapere dimmi perchè i gay sono hanno frequentato sempre quel luogo e non altri posti del litorale? sinceramente vostro spartano
5
11/09/2010 17:15
LA MIA TASTIERA
Un Uomo libero.
Salta con puntualità sugli argomenti dei gay come sugli argomenti della chiesa, come pure su qualsiasi imbecillità che gente come lei scrive. io sono coinvolto in tutte queste faccende esattamente nella stessa misura sua. non le scriva certe ca..ate. non è così che si diventa spiritosi.
4
11/09/2010 11:14
PERò, SE POSSO DIRE UNA COA
meglio le donne omosessuali
Le due ragazze di copertina che si baciamo ... bhé sono intriganti, ma due uomini farebbero accapponare la pelle!!!
3
11/09/2010 10:54
ME LO CHIEDO
Vengo anch'io, ... no tu no!
Ma come è imnformato di questo argomento l'uomo libero. veramente strabiliante. certo la mia ignoranza su quell'argomento è senza limiti, uomo libero mi sembra molto sensibile e coinvolto a questi temi. ogni volta salta sulla tastiera
2
11/09/2010 09:32
L'IGNORANZA NON è MAI TROPPA
Un Uomo libero.
Non le checche ma gli omosessuali vivevano felicemente a pisciotto proprio in piena auge della fornace. si è mai chiesto perchè i gay sono hanno frequentato sempre quel luogo e non altri posti del litorale? se lo chieda.
1
10/09/2010 20:56
NNNOOO000000OOOOOO........
Vengo anch'io, ... no tu no!
Anche il pisciotto!!! se potesse tornale l'ingegnere emmolo a vedere cosa è successo nel posto dell'applicazione del suo ingegno ... direbbe "senza jabbu ne' maravighja". questa è la fine del pisciotto? reperto di archeologia industriale, soggeto a vincolo munumentale, paesaggistico ... e ora, adunanza di "jarrusi... che addescano giovani! ma come sono spariti i cani randagi che per mandarli abbiamo speso tantissimo addirittura scomodando gli artisti di scicli e sono arrivati a prendere possesso del posto le checche!