Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 196 - Visite: 8388607
25/09/2010 21:25
Notizia letta: 2151 volte
Ragusa - L’adozione del Piano Paesistico ha certificato in modo assoluto e incontrovertibile che in Italia, e in Sicilia in particolare, non c’è certezza del diritto.
La “revoca della revoca” del provvedimento di continuazione lavori per il progetto Tresauro, da parte di Enimed, è negazione di un diritto certo e garantito. Così come certa e garantita è l’assenza nel nostro Territorio di una classe politica forte che abbia il coraggio di contrastare il dispotismo del Governatore Lombardo, che con provvedimenti monolaterali, autoritari e iniqui sta mettendo in ginocchio l’economia dell’intera provincia.
Il Presidente della Regione ha idee molto chiare sullo sfruttamento delle risorse del sottosuolo nel nostro territorio: Ragusa può fare a meno della ricerca idrocarburi e dell’eventuale sfruttamento di gas e petrolio.
Con la chiusura del progetto Eni-Edison-Irminio ai campi Tresauro e Cammarana, almeno 200 Milioni di Euro d’investimenti nel biennio 2010-2012 andranno inesorabilmente in fumo. Un impegno economico di tutto rispetto che l’intera provincia non può lasciarsi sfuggire. I lavoratori di Enimed, di Edison e di Irminio srl, e a cascata quelli di Pergemine, dell’indotto e dei servizi, sono fortemente preoccupati: la paura di uscire in modo definitivo, dal mercato del lavoro stabile, si fa sempre più grande. L’espulsione dall’attività lavorativa di queste maestranze non viaggia sul treno delle remote possibilità, ma è convincimento sempre più prossimo. Se il Governatore non farà marcia indietro sulla revoca autorizzazione lavori Tresauro quei lavoratori graveranno, già da domani, sul conto sociale della nostra Regione e dello Stato. Saranno prima cassintegrati, poi licenziati e infine precari a tempo indeterminato, mentre fino oggi, immutabilmente, hanno prodotto e trasferito ricchezza al nostro territorio.
Giuseppe Scarpata Uilcem Ragusa
Redazione
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27/09/2010 16:24
MISTIFICAZIONE
Viva la Sicilia
Nel senso che si mischiano l'adozione del piano con le trivellazioni che vedono una parte della popolazione contraria. ma sia per l'adozione del piano che per il movimento antitriv, nei media non c'è spazio. così si vuole fare risultare che lo sviluppo del territorio apssa attraverso questa opere. le cose non stanno così! basta guardare alla storia recente. la salvaguardia del territorio e la sua preservazione dal saccheggio in atto da almeno 50 anni ci consentirà di lasciare ai nostri figli la possibilità di uno sviluppo vero e duraturo. questa generazione egoista, con una classe dirigente inetta e arrogante, ha anora la possibilità di riscattarsi da errori evedenti e irreversibili. basta solo cambiare registro e classe dirigente
2
26/09/2010 13:40
GLI ONOREVOLI SI TENGONO ALLA LARGA DAL PROBLEMA
un lavoratore
Mi chiedo come mai il sindacato non ha avuto l'appoggio dei deputati nazionali e regionali per questa vicenda, hanno paura a confrontarsi con lombardo?
1
26/09/2010 01:13
Tanto di rispetto per i lavoratori interessati ma credo che il problema sia un'altro:l'eni fa degli investimenti che solo in minima parte ricadono sul territorio, poiché non esiste un indotto collegato o per lo meno nessuna azienda fa capo a dei siciliani per cui la maggior parte delle risorso va fuori dalla sicilia. Le royalts sono irrisorie e paradossalmente poi paghiamo noi tutti la benzina al 1.3 al litro e l'inquinamento di gela e priolo ci sorbiamo. Per cui curnuti e vastunati