Il Pm aveva chiesto però l'assoluzione
di Saro Cannizzaro

Modica – Nemmeno la richiesta di assoluzione avanzata dal pubblico ministero, Gaetano Scollo, ha convinto il Collegio Penale del Tribunale di Modica (Sandra Levanti, presidente, Lucia De Bernardin ed Elio Manenti, a latere) a credere nella non colpevolezza della sciclitana Maria Borgia, legale rappresentante della cooperativa “San Matteo” di Scicli, ed anche esponente politica conosciuta in provincia, patrocinata dall’avvocato Enrico Platania.
La donna ieri è stata condannata, dopo circa venti udienze, ad un anno e sei mesi di reclusione.
Della stessa entità l’interdizione dai rapporti con la pubblica amministrazione. I giudici hanno disposto anche la confisca del locali della società. Il processo faceva riferimento alla richiesta di finanziamenti pubblici che, poi, sarebbero stati indebitamente percepiti. Riguardavano, nella fattispecie, l’avvio di un centro di riabilitazione per post-comatosi a Scicli, inglobato in un progetto denominato “Elisa”, che avrebbe dovuto gestire la cooperativa dell’imputata. Secondo la denuncia presentata dai carabinieri della Compagnia di Modica, l’interessata tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, avrebbe ottenuto un anticipo di finanziamento ministeriale per centocinquantamila euro (il resto non fu mai erogato perchè la stessa legale rappresentante non aveva poi dato corso al progetto entro la data ultima del 31 dicembre 2004).
Le indagini portarono al sequestro dell’immobile di Contrada Piani in cui sarebbe dovuto sorgere il centro. Fu accertata l’inidoneità dello stabile rispetto alla destinazione d’uso per incapacità e impossibilità materiale. Tra i tanti testimoni, è comparso anche il consigliere provinciale Silvio Galizia il quale aveva sottolineato di avere immediatamente condiviso tale progetto insieme ad un amico ma di essersi estraniato quando comprese che qualcosa non “quadrava”.
Nella fase preliminare era stato prosciolto il presidente del sodalizio, ritenuto all’oscuro della vicenda.
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