Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 224 - Visite: 8388607
26/10/2010 20:39
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Modica - Solo in Sicilia e’ possibile mantenere in vita un Comune dissestato senza che gli organi preposti intervengano. Solo in Sicilia e’ possibile “obbligare” un Ente, come l’ATO Ragusa Ambiente spa, ad avere rapporti economici con un Ente dissestato, consapevole che tutto cio’ comportera’ il fallimento della societa’ , il dissesto dell’ATO Ragusa Ambiente, l’emergenza rifiuti in Provincia di Ragusa.
Il Comune di Modica non riesce ad adempiere ai propri obblighi finanziari e nessuno interviene. – afferma il dott. Giuseppe Sulsenti, componente il collegio dei liquidatori dell’ATO Ragusa Ambiente spa – Sono estremamente rammaricato del fatto che tutti gli organi sovra comunali di controllo, dai vari Assessorati regionali , ognuno per le proprie competenze, alla Corte dei Conti, al Ministero degli Interni, al Ministero dell’Economia, alla Prefettura, seppur informati, nessuno intervenga su un fatto talmente palese ed evidente, che creera’ una gravissima situazione economica e ambientale in ben dodici comuni.
Come e’ possibile in presenza di fatti cosi’ gravi come il mancato pagamento di stipendi per piu’ di una mensilita’, debiti milionari con l’ATO e ritengo con il mondo imprenditoriale, e nessuno si renda conto che si sta andando verso il baratro. Non c’e’ nessuna prospettiva, occorre attivare gli interventi previsti dagli articoli, dal 244 al 251, del testo unico degli enti locali. Un mese fa, il Comune di Modica, “prometteva” un versamento all’ATO appena accreditati i trasferimenti statali.
E’ passato un mese, i trasferimenti sono stati accreditati e nessun versamento e’ stato fatto. Tra l’altro un versamento di 200 mila euro che oggi sarebbe assolutamente insufficiente e ridicolo rispetto agli impegni dovuti e disattesi dal Comune di Modica. Con i trasferimenti statali il Comune di Modica sta pagando gli stipendi di Agosto e Settembre. Bene. Una scelta condivisibilissima. E tutto il resto? La prossima settimana chiedero’ ai colleghi componenti il collegio la risoluzione di tutti i rapporti in essere con il Comune di Modica. Bisogna fermarsi subito.
Le affermazioni del dott. Giuseppe Sulsenti, componente il collegio dei liquidatori dell’Ato, superano ogni tollerabile limite della dialettica nei rapporti istituzionali, politici e personali. La sua sconcertante requisitoria contro il Comune di Modica, anzi, appare incredibile proprio perché esula da tutti questi livelli, tanto che mi riesce davvero difficile comprendere a che titolo Sulsenti abbia potuto pensare che gli fosse lecito lasciarsi andare a simili esternazioni, che sono tanto meno giustificabili nel momento in cui parla facendosi portavoce di una società, come l’Ato, che non mi risulta sia stata elevata al rango di ente sovraordinato col potere di sindacare e di giudicare l’operato di un’Amministrazione rispetto al proprio Comune.
È una circostanza inammissibile che chiunque possa dare un rilievo pubblico e istituzionale a considerazioni che sarebbero inopportune anche qualora fossero esclusivamente personali, pensando di potersi permettere di demolire l’immagine di una Città intera e l’autorevolezza delle scelte della classe dirigente che la amministra.
Per quanto preferirei non intrattenere alcun tipo di rapporto con chi dimostra una tale mancanza di rispetto nei confronti delle Istituzioni, non posso consentire che il Comune di Modica possa essere in tal modo offeso da funzionari a cui è stato affidato un semplice incarico tecnico e a cui nessuno certamente ha chiesto di verificare se l’Ente che amministro si trova o meno nelle condizioni del dissesto né gli ha affidato la responsabilità di accertare che gli organi di controllo sovra comunali, dalla Corte dei Conti a scendere fino alla Prefettura, sappiano o meno svolgere il proprio compito.
È persino superfluo spiegare al dott. Sulsenti che se tali organi di controllo “mantengono in vita” (così dice lui) il Comune di Modica non è certo per negligenza o perché ci trattano con particolare favore, ed è inutile ricordargli che, nonostante la gravissima situazione finanziaria in cui versa, questa Amministrazione si è assunta la responsabilità di non dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente, scegliendo piuttosto di fare ogni giorno, da due anni e mezzo a questa parte, lo sforzo difficilissimo del risanamento. Uno sforzo che il dott. Sulsenti non conosce: e io dico che giustamente non lo consoce, per il semplice fatto che non è tenuto a farlo, che non è a lui che compete l’argomento del dissesto, né tantomeno l’onere di sollecitarlo agli organi di controllo, così come ritengo non ammissibile pensare che esso possa rientrare tra le preoccupazioni dell’Ato e di ognuno dei componenti del suo collegio dei liquidatori. Mi pare che al dott. Sulsenti manchi l’alfabeto delle competenze istituzionali, e che gli manchino soprattutto il senso della realtà e l’umile capacità di misurare il proprio ruolo, se pensa che sia suo il compito di preoccuparsi del destino dell'intera collettività provinciale, più di quanto un Sindaco non si preoccupi ogni giorno della propria, alla quale deve garantire servizi essenziali tra cui quelli legati all’ambiente e alla pulizia della città ed è costretto, per farlo, a lottare non solo con le difficoltà di cassa ma anche con le minacce dell’Ato Ambiente stesso che tutto sta facendo fuorché dimostrarsi utile a gestire l’emergenza rifiuti.
Da parte nostra, infatti, abbiamo sempre garantito all’Ato Ambiente la massima collaborazione, a cominciare dagli sforzi per garantire la transazione con l’Agesp, dall’impegno a liquidare i 200 mila euro per cui ci siamo impegnati non appena riceveremo per intero il trasferimento dello Stato, dall’indicazione, proprio in questi giorni, di un tecnico per il controllo della stazione di trasferenza del comprensorio.
Di contro, basta ricordare che il Collegio dei liquidatori di cui Sulsenti è componente è lo stesso Collegio che da mesi lamenta difficoltà gestionali causate dalla forte esposizione debitoria dei soci, quando dall’altra parte mette in atto scelte antieconomiche come quale quella di portare i nostri rifiuti in giro per la Sicilia pur in presenza di una discarica sul territorio provinciale. È lo stesso Collegio che appena due mesi fa ha attivato le procedure per richiedere i poteri sostitutivi previsti dalla legge regionale 9/2010 nei confronti di questa Amministrazione, decisione che non è ancora stata revocata, insistendo così con un accanimento che sembra riguardare in modo esclusivo il Comune di Modica. Ed è infine lo stesso Collegio il cui Presidente, dott. Fulvio Manno, si permise di tacciare questo Sindaco di “inadeguatezza” in un contesto di considerazioni dal taglio politico che non competevano allora a lui come non competono oggi al dott. Sulsenti.
Dobbiamo allora pensare che l’abitudine di debordare dalle proprie competenze tecniche sentendosi titolari di un ruolo politico, sia un malcostume di tutti i componenti del Collegio dei Liquidatori, ma un malcostume rispetto al quale è ormai colma la misura della nostra tolleranza.
Per queste ragioni informerò di questa gravissima circostanza il Consiglio Comunale di Modica, in via urgente, già nella seduta di domani sera, invitandolo a sostenere l’Amministrazione contro questo oltraggio insopportabile alla dignità dell’intera Città. Subito dopo inviterò tutti i soci, a cominciare dagli altri tre Comuni del comprensorio che come noi stanno pagando maggiormente le conseguenze delle scelte illogiche che sono state fatte sul conferimento dei rifiuti, a sostenere la mia richiesta di dimissioni nei confronti dell’intero Collegio dei Liquidatori, dal momento che la strategia che l’Ato Ambiente dimostra di voler perseguire, totalmente irriguardosa delle responsabilità e delle prerogative dei Sindaci, costituisce un grave rischio per la serenità dei rapporti tra le istituzioni di tutta la Provincia e per l’efficacia delle scelte di gestione dell’emergenza rifiuti, preferendo a questo punto la nomina di Commissario da parte del Presidente della Regione.
Modica, 26 ottobre 2010
Il Sindaco
Antonello Buscema
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