Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 238 - Visite: 8388607
28/11/2010 16:24
Notizia letta: 1776 volte
Un bambino ritratto davanti ad un giradischi con in mano due quarantacinque giri e un camion giocattolo accanto. Una foto comune se non fosse che quel bambino è Francesco Virlinzi. A giudicare da quell’immagine la passione di Checco per la musica è nata molto presto e l’ha accompagnato per tutta la vita.
«La passione per la musica è stata senza dubbio il filo conduttore di tutta la sua vita», disse a Step1 qualche anno fa la madre, Nica Midulla. Da piccolo si addormentava con i Beatles e non con le ninne nanne come tutti i bambini. Poi, a ventisei anni, fondò la band Sansone e i filistei di cui era il chitarrista. Spendeva tutti i suoi soldi in dischi e concerti. Amava fotografare le rockstar che seguiva durante i live; tra queste, Bruce Springsteen, Tracy Chapman, gli U2, Elvis Costello, i Rolling Stones e i R.E.M, con cui instaurò uno splendido rapporto e che riuscì a far suonare a Catania nel 1995. Le sue foto sono diventate un libro, il R.E.M. book, e una mostra, Live ’80.
Negli anni novanta ha fondato la Cyclope records, etichetta discografica indipendente che ha lanciato musicisti come Carmen Consoli, i Flor, Mario Venuti, Brando e Moltheni. Con la sua etichetta Checco riuscì a raccogliere il fermento musicale della città etna facendola diventare quella che Rolling Stones e Bill Board definirono la Seattle d’Italia.
Con la Cyclope records fece di una passione una professione; creò un’etichetta a Catania, ma guardava alle tendenze musicali mondiali. Credeva che la crescita della sua etichetta dovesse passare per la contaminazione tra diverse influenze musicali. «Ha organizzato a Catania concerti bellissimi di artisti che non conoscevano nemmeno l’esistenza della nostra città. Ha inserito Catania nei circuiti musicali e radiofonici; la musica della Cyclope la passarono pure alcune radio di New York. A Brando e ai Flor de Mal fece incidere il primo disco ad Austin, negli Stati Uniti. Gli piaceva e lo riteneva fondamentale, creare queste collaborazioni tra artisti di realtà diverse».
Dieci anni fa, però, il sito della Cyclope records fu oscurato per una settimana in segno di lutto per la prematura scomparsa di Francesco. Poco dopo l’etichetta ha cessato di esistere.
Roberto Sammito
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3
30/11/2010 13:05
C'ERO ANCH'IO
Zap
lo posso dire, quel giorno del mese di agosto del 1995 c'era anch'io allo stadio Cibali di Catania. Concerto grandioso, anticipato dai concerti di apertura dei Flor de Mal e, niente di meno che, dei Radiohead!!! allora poco conosciuti
2
29/11/2010 19:58
GRAZIE ROBERTO SAMMITO
thecrow
,grazie roberto,alle 19,49 di oggi 29 novembre mi hai catapultato indietro di tanti anni,anni bellissimi ,ero appena ventenne,concerto dei REM bellissimo,da non dimenticare che quello stesso concerto lo aprirono i RADIOHEAD,che erano molto meno elettronici di adesso,molto puù rock con tre chitarre...quella era la catania(io sono di modica) degli anni 90(fine anni 90),si suonava ovunque,concerti e concertini in ogni dove...si poteva girare per strada anche la notte senza che nessuno ti disturbasse...e ...si sentiva spesso parlare di Francesco Virlinzi...in quella catania musicale e attiva,ho pure conosciuto il batterista dei flor che ,se non sbaglio, erano il gruppo proprio dello stesso virlinzi...mi ricordo le canzoni in dialetto(dovrei pure avere un loro cd) canzoni come "u secunnu" e un'altra di cui non ne ricordo il titolo ,cantata in dialetto catanese,che parlava di rispetto e delle solite amare storie siciliane di mafia e onore...ok,basta così ,ritorno dal viaggio.grazie ancora roberto sammito per l'articolo.ciao francesco virlinzi....chissà se anche lassù tu non sia riuscito a scovare qualche talento!!!Luca
1
28/11/2010 16:34
LA STORIA DI FRANCESCO A RADIO LUXEMBOURG
Rob
«Non c’è niente che duri un’eternità, ma ci sono ricordi che durano una vita». Con questo postscriptum Francesco Virlinzi chiudeva una pagina speciale del suo diario del 1981. Il giovane Checco, che qualche anno dopo sarebbe diventato un punto di riferimento per la discografia nazionale e non solo, racconta cinque minuti trascorsi assieme ad un mito vivente del rock mondiale, Bruce Springsteen. A dieci anni esatti dalla morte, la madre Nica Midulla ha descritto un lato inedito del figlio al microfono di Roberto Sammito durante la puntata settimanale di Radio Luxembourg su Radio Zammù. Si sa molto di Francesco Virlinzi: musicista, produttore, amante della musica, dei viaggi e della fotografia. «Aveva sempre voglia di descrivere le sue emozioni», afferma la signora Midulla, ed è così che nasce il desiderio di raccogliere le tante emozioni fissate su carta nella purtroppo breve, ma senza dubbio intensa vita di Checco. «Aveva dei grandi progetti che purtroppo non si sono potuti avverare. Il suo sogno era non dire mai “me ne vado”; restava qui per portare la città fuori». Carmen Valisano su Step1 Ascolta la storia di Francesco raccontata dalla madre