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Notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Ragusanews.com, notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 237 - Visite: 8388607

29/11/2010 23:43

Notizia letta: 3608 volte

Il difficile rapporto di Raffaele con Ragusa

No al ritiro del Piano Paesistico

Il difficile rapporto di Raffaele con Ragusa Il difficile rapporto di Raffaele con Ragusa Il difficile rapporto di Raffaele con Ragusa

Ragusa - Alla Camera di Commercio ieri sera, dalle 17, e fino alle 21,la sala era gremita: autonomisti, antiautonomisti, ambientalisti, rappresentanti istituzionali.

    Circa  600 persone oltre il doppio della capienza dell’auditorium senza problemi di ordine pubblico anche se non si sono risparmiate liti tra DiPasquale, Antoci e Lombardo.   Erano assenti Nino Minardo e Innocenzo Leontini.     Lombardo non ha concesso nessuna apertura sulla Ragusa-Catania, ha ribadito la sua linea sull'aeroporto di Comiso, non ha ritirato il piano paesaggistico.     Il sindaco Nello Dipasquale e il presidente della Provincia, Franco Antoci, hanno detto a chiare lettere di attendersi dalla Regione un passo indietro (sul piano paesistico) e uno avanti (sul finanziamento del raddoppio della Ragusa-Catania).   Lombardo ha deluso entrambe le aspettative, assicurando comunque che il piano paesistico «non inibirà lo sviluppo» e che sulla Ragusa-Catania «non si perderà un solo giorno in più» rispetto a quanto sperato da questo territorio.   Il governatore ha sottolineato come, sulla Ragusa-Catania, abbia assunto, nei confronti del governo nazionale, lo stesso atteggiamento che aveva caratterizzato il braccio di ferro sull'aeroporto di Comiso. A questo punto, è stato ripetutamente interrotto dal sindaco Giuseppe Alfano. Il clima si è surriscaldato ma Lombardo non si è scomposto. Bevendo un caffè per rischiararsi la voce, ha replicato colpo su colpo, manifestando grande fiducia sulle prospettive dello scalo ibleo e ricordando come, grazie al suo intervento, si sia aggiunta maggiore chiarezza al protocollo. Solo che le aree, come ha ricordato Alfano, devono ancora essere trasferite al comune di Comiso e, nel frattempo, si siano persi altri mesi preziosi.   In merito alla Ragusa-Catania ha rilanciato l'ipotesi di una società mista che veda la Regione in una posizione di primo piano («I 400 milioni che mancano? Li trovo sul mercato finanziario o, al limite, me li faccio prestare da una banca presentando un progetto serio»). La molla che ha indotto la Regione a modificare l'atteggiamento sinora assunto è stata la revoca della concessione della gestione delle autostrade al Cas e l'ipotesi, neanche troppo vaga, che a subentrare al consorzio che ha sede in contrada Boccetta a Messina sia la stessa società che intende realizzare il raddoppio della Ragusa-Catania. «Voglio discutere con il governo le convenzioni e non accetto che il progetto di finanza della Ragusa-Catania possa costituire un diritto di prelazione o una rendita di posizione rispetto alla gestione di tutte le autostrade siciliane» che, come ha ricordato lo stesso Lombardo, dal prossimo anno saranno tutte soggette a pedaggio.   Antoci non ha interrotto Lombardo durante il suo intervento, ma è stato ugualmente fermo nel ribadire il no della provincia di Ragusa a una procedura che riporterebbe indietro le lancette dell'avvio dei lavori di quest'opera di almeno un decennio.   Lombardo ha ribadito l'intenzione della Regione di prendere in esame tutte le osservazioni che perverranno entro il 23 dicembre, assicurando le aziende agricole sulla riaperture dei bandi che le penalizzano, ma aggiungendo che è suo dovere «impedire il saccheggio di questo territorio». Applausi dagli ambientalisti e da Italia dei valori, ma dissenso del resto della sala con il sindaco Dipasquale che non resiste più quando Lombardo lo accusa di aver compiuto «porcherie», vedi il parco eolico della Ses. «Il piano sarà modificato attraverso le osservazioni che saranno presentate entro il 23 dicembre. Io e l’assessore Missineo siamo qui per darvi la disponibilità che il piano sarà modificato e vi assicuro che l’accusa che mi viene fatta di bloccare lo sviluppo di questa provincia non è vera. Mi dicono che 240 pratiche del Psr (Piano di Sviluppo Rurale) rischiano di non avere il finanziamento". Carmelo Incardona, deputato di Fli, chiede al suo partito di togliere la fiducia al Governo se non ci saranno segnali positivi per la provincia di Ragusa. E chissà cosa accadrà oggi all’assessore dell’Mpa al Comune dopo lo scontro in pubblico tra Dipasquale e Lombardo.   Infine, sulla casa abusiva o pseudo tale diIspica: "Se la Procura dovesse accertare il reato la demolirò".            

 

 Senza peli sulla lingua     Tante cose gli avversari politici possono rimproverare al presidente Lombardo, ma certo non il fatto che non parli chiaro, senza fare sconti a nessuno, senza omissioni, anche di nomi e cognomi, se è il caso. Così la missione ragusana del governatore ha fatto registrare quasi fuoco e fiamme quando si è affrontato il tema della nuova superstrada Ragusa-Catania. Per questo si era riunito prima dell'arrivo di Lombardo anche il comitato che da anni si occupa della vicenda della statale "514", per definire un piano comune che il presidente di questo comitato, che racchiude rappresentanti degli enti locali, delle organizzazioni produttive, del sindacato, avrebbe dovuto esporre in un incontro riservato a Raffaele Lombardo. Ma il presidente della Provincia, Franco Antoci, che guida appunto il Comitato, il suo intervento lo ha dovuto fare davanti alla platea della Camera di Commercio, perché il governatore ha voluto che tutti gli argomenti fossero affrontati alla luce del sole e davanti ai cittadini. Così è stato e quando Franco Antoci ha rinnovato al presidente della Regione l'invito, bipartisan, di riattivare le procedure di finanziamento del project financing già avviato e che dovrebbe andare in gara, e per il quale oltre all'ok della Regione che dovrebbe versare i suoi 220 milioni circa, manca anche un'altra firmetta del ministero del Tesoro, beh Lombardo ci ha girato poco intorno, a costo di scatenare un'altra tempesta.
«Mi dite che dovrei riattivare quella quota di cofinanziamento, con soldi del Fas che, peraltro, non ci sono ancor stati dati. Mi dite che è giusto, magari inevitabile che per percorrere la nuova superstrada che si dovrebbe realizzare i siciliani dovrebbero pagare un pedaggio, anche se nessuno sa ancora quanto costerà. Io vi dico che troppi sospetti ruotano attorno a questo progetto, alle scelte fatte dal governo nazionale, alla convenzione che è stata varata ad insaputa della regione, che pure metterebbe il 25% del capitale totale e più del 60% di quello pubblico nell'opera. Io temo - ha tuonato Lombardo - che dietro quella convenzione fatta in fretta e furia, ci sia il tentativo di arrivare ad affidare la gestione del sistema delle autostrade siciliane a qualcuno che viene da fuori. Tanto più dopo che governo e Anas hanno deciso di revocare al Cas, il nostro consorzio autostradale, la gestione delle autostrade che sono sempre state di nostra competenza».
«Perché, mi chiedo e vi chiedo - ha proseguito -, la nostra regione dovrebbe dire sì oggi a questo progetto che ci fa correre il rischio di affidare le nostre autostrade al gruppo diretto dall'eurodeputato del Pdl, Vito Bonsignore? Io voglio vederci chiaro».
Insomma, nome e cognome, nulla di nuovo, perché già nei mesi scorsi avevamo scritto che Lombardo non aveva accettato per nulla di buon grado che la vicenda della Ragusa-Catania, che andava verso la gara d'appalto, con altri due grandi gruppi scesi in extremis in lizza, potesse pendere verso il gruppo capofila del project financing, guidato, appunto, dall'impresa dell'eurodeputato pidiellino, giudicato da Lombardo troppo vicino ai suoi grandi nemici del Pdl siciliano, Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione. 
Dietro la revoca del mandato al Cas e nell'accelerazione del progetto, quindi, Lombardo ha intravisto questi sospetti e ora getta lì la proposta: «Non voglio decidere io, facciamolo insieme. Chiediamo di conoscere nei dettagli questa convenzione, poi stabiliremo se è un bene o no per la Sicilia e i siciliani. Perché, francamente, potremmo anche metterci noi 400 milioni e gli altri trovarli da privati».
Ma le parole di Lombardo non convincono i ragusani. Dice Antoci: «Siamo fuori tempo massimo per chiederci se sarebbe stato meglio non affidarsi al project financing, non si può pensare di rimettere tutto in discussione, poi, con un nuovo progetto, ci vorrebbero altri dieci anni. E la convenzione che Lombardo chiede di leggere, dovrebbe averla avuta già da almeno tre mesi dal suo assessore. Così non va, chiediamo al presidente di portare avanti la procedura, e chiederemo al ministero del Tesoro di firmare quella convenzione per avviare la gara. Noi non vogliamo più aspettare».  

 

  La rivolta di Ragusa   Ragusa. Pomeriggio di pioggia e di vento, di freddo, ma l'arrivo del presidente della Regione a Ragusa accende gli animi, riscalda l'atmosfera politica, sino a surriscaldarla, com'era prevedibile. Perché molte delle ultime scelte fatte dal governo regionale che riguardano questo territorio non sono state per nulla accettate di buon grado, anzi hanno scatenato reazioni negative persino bipartisan.
Non è andato giù il piano paesistico, troppo vincolante per l'economia ragusana, hanno detto tutti e, per di più, voluto così duro e rigido solo per questa zona. Non è piaciuta la posizione assunta dal presidente Lombardo sulla nuova superstrada Ragusa-Catania, la strada della morte, la strada che fa perdere ore ai Tir che partono dai mercati ortofrutticoli del Ragusano. E persino sull'aeroporto di Comiso, pur pensandola tutti allo stesso modo e inseguendo, par di capire, uguali obiettivi sempre più ambiziosi, anche su questo s'è trovato il modo di litigare.
Così, altro che pomeriggio freddo: quando arriva davanti alla Camera di Commercio l'auto del presidente Lombardo, le scintille che erano nell'aria sono già pronte a diventare fuoco. Preannunciato da una riunione del comitato per la Ragusa-Catania che ha anche affrontato il tema del piano paesistico: pur se con qualche distinguo di chi rappresenta in questa zona, e all'Ars, i nuovi partner politici del governatore, è chiaro che sarà un pomeriggio di rivendicazioni.
Lombardo scende dall'automobile ed è accolto da qualche fischio e dagli striscioni dei ragazzi che si occupano di Formazione. Chiedono stipendi arretrati, certezze, garanzie. Lombardo fa quei dieci passi che lo dividono dal portone della Camera di Commercio durante i quali a contestarlo sono simpatizzanti dei partiti che, verosimilmente, erano prima gli alleati del governatore. Urla, qualche «vattene a casa», qualche «traditore»; provano a rispondere gli uomini del Mpa che stanno dietro al presidente, ma Lombardo ha ormai inaugurato e consolidato uno stile diretto, per cui si ferma, quasi quasi torna indietro, guarda in faccia i contestatori e li invita ad entrare nel salone della Camera di Commercio per un confronto diretto.
Poi Lombardo affronta le telecamere per le interviste che precedono il confronto pubblico e anche qui niente risposte di circostanza, repliche anche seccate a domande che ritiene mal poste, magari un po' strumentali.
E' solo il prologo. La sala della Camera di Commercio stracolma, striscioni a favore del presidente, i suoi difensori che urlano «ascari» ai contestatori, i deputati più vicini al governo regionale che si muovono prudenti, che misurano le parole, che cercano di tenere in equilibrio la loro posizione a difesa del territorio e a sostegno del governo. Il finiano Carmelo Incardona, del resto, aveva attaccato pesantemente Lombardo per i ritardi sulla Ragusa-Catania, e l'ex sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo del Pd, al comitato per la nuova superstrada prima dell'arrivo del governatore, aveva detto che Lombardo non aveva torto a lamentarsi per la storia del pedaggio e tutto il resto, ma aveva anche aggiunto che, alla fine, non si poteva tornare indietro.
Insomma, quadro scomposto, ricomposto, saluto di benvenuto garbatissimo del presidente della Provincia, Franco Antoci, poi saluta il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, con piglio poco più decisionista e un tantino ribelle, anche perché piomba subito nel merito della questione del Piano paesistico e si scatena la sala. Botta e risposta, Lombardo comincia a parlare, ma tra interruzioni frequenti, continue. Lui un po' non batte ciglio, un po' alza i toni, dice che senza l'intervento della Regione anche qui il territorio rischiava di finire preda di chi vuole quell'eolico devastante per la campagna. Dipasquale replica che Ragusa non ha bisogno di tutori, Lombardo gli dice di sedersi. Pandemonio generale, poi Dipasquale si placa, Lombardo si calma e si ricomincia. Per modo di dire, perché per dare forza alla sua tesi sul rischio che dietro la Ragusa-Catania ci sia uno scippo, il governatore rivendica la posizione presa sull'aeroporto di Comiso, la sua battaglia per promuoverlo a scalo nazionale, non regionale. Apriti cielo, alle sue spalle c'è il giovane sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, e comincia un nuovo duello, lungo, a tratti anche esagerato, per la verità. Lombardo chiude promettendo che, al di là delle ragioni e dei tempi in cui si è intervenuti per promuovere Comiso, se arriveranno i quattrini del Fas ce ne saranno altri per Comiso.
Non per Catania, aggiunge, perché lui i 500 milioni per interrare strade e ferrovie non li vuole proprio mettere, perché Fontanarossa potrà arrivare a 10 milioni, forse 12 di passeggeri, Comiso ben governato anche a 6 milioni e potrà anche essere vice Fontanarossa, senza il problema cenere.
Applausi, tregua anche sul Piano paesistico, anche su quello ci sono margini per discutere e tempi per concertare meglio su tutto. Si spengono le ultime grida, riunione supplementare sulla Ragusa-Catania, ma a porte chiuse. Lombardo tira il fiato, dopo 90 minuti nell'area, due caffè ristretti e qualche reazione leggermente scomposta secondo il suo stile. Ma con l'aria che tira tutto è concesso.

 

                  Foto Moltisanti, La Sicilia

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