Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 213 - Visite: 8388607
07/12/2010 10:33
Notizia letta: 2581 volte
Firenze - I ciclisti per passione, santificano la domenica pedalando. Offrendo quella fatica alla loro stessa passione. L’Italia è un paese incantevole tenuto insieme dall’esercizio del pedale.
Personaggi e paesaggi, muscoli e luoghi sono le sostanze indispensabili per apprezzare questo sport. In gruppo si è sempre astiosamente allegri. L’agonismo non smette con gli anni e quando – nel concerto del pedalare - le parole finiscono e si sentono solo i fiati … si consolida un’amicizia e un rispetto favoriti dalla condivisione di una immane fatica. L’affanno ritmato, che per ventilazione accelerata annebbiala vista, appesantisce le gambe e raschia dentro il petto, fa sentire consanguineo chi pedala accanto.
Domani scorsa un gruppo di appassionati pedalava canticchiando una canzone dedicata al pirata di Cesena, quando una automobile impazzita ha steso imprevedibilmente innanzi a loro lo striscione del traguardo. Nessun vincitore. L’ombra di quello striscione è passa su tutti loro come una palpebra che si chiudeva sulla loro esistenza. Erano in dieci, tutti stesi a terra da quel pugno a tradimento. Sette teli bianchi sull’asfalto coprivano altrettante vite spezzate. Tre ricoverati in gravissime condizioni di salute. Da sotto le indifferenti e candite coperte, scarpe e caschi testimoniavano quel vigore mutilato nel suo esprimersi, gesto di massima vitalità.
Quei compagni di viaggio, sono partiti insieme anche in quest’ultimo che li ha rubati alla vita e agli affetti. Le ruote si sono fermate e le biciclette – macchine semplici ma perfette – sono diventate una matassa di fili inservibili, i corpi gommosi di morte.
Questi amici, voleranno in gruppo come angeli senza ali per aver sacrificato la vita sulle strade della passione. Non voleranno nella gloria della notorietà agonistica, avranno un posto riservato tra gli eroi del pedale.
In questo momento - nella mestizia dello stadio durante il funerale - solo le maglie variopinte sulle bare, sono segni vitali e testimoniano ancora della loro passione.
Ellj Nolbia
21/05/2012 - 15:35
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12
11/12/2010 04:53
LE VISIONI DI FATA MORGANA
W la bicicletta
ora ... teppisti mi sembra esagerato. I teppisati, nei confronti dei ciclisti, sono gli autumobilisti ... vera "la Compagnia della Teppa". Consiglierei, un giorno al mese, a tutti gli automobilisti un giro in bicicletta e proprio lungo la litoranea così da capire con che ansia si pedala per le strade ... altro che teppisti!
11
10/12/2010 17:39
AUTOMOBILISTA PER STRADA ... MA CERTO!
ciclista di lungo corso
I ciclisti, non è vero che se ne fregano facendo finta di niente, sa dov'è il problema dell'automobilista? I ciclisti sono un groppo di persone (anche quando vanno in doppia vila) e disorientano per l'imprevedibiità nei movimenti per essere appunto un sistema incoerente e non monolitico come un camion, un'automobile. Sorpassare a quel punto diventa difficoltoso. Perchè la fluidità del numero delle persone insieme e delle oscillazioni, pone imbarazzo. E l'automobilista si innervosisce e suona, e impreca, e quando sorpassa ... manda a quel paese tutti ... Quanche volta, andate al passo del ciclista - voi motorizzati - non vi fa che bene alla salute e allo spirito. Vi rende meno astiosi e più socievoli.
10
10/12/2010 13:16
TEPPISTI DELLA DOMENICA MATTINO
morgana
Carissimi ciclisti,vorrei solo ricordarvi di rispettare il codice della strada,perchè io personalmente vi definisco i teppisti della strada,siete indisciplinati,passate col semaforo rosso e pure rompete le scatole........
9
10/12/2010 12:11
I CICLISTI
è da tanto che ho smesso di andare in bicicletta
sono come i vasi di coccio tra i vasi di ferro.
8
10/12/2010 10:43
CICLISTI PER STRADA
Automobilista per strada
Pienamente d'accordo con Bolina e Fissato del rispetto dele regole. I ciclisti cosiddetti della domenica o del sabato o di qualsiasi altro giorno, quando vanno in bici devono rispettare in tutto e per tutto il codice della strada e non fare finta di niente quando dietro ci sono dei veicoli che devono passare o infierire contro di loro, perchè allora una deve poi pensare per forza male di loro.
7
09/12/2010 09:15
E ALLORA CONCLUDIAMO.
Bolina
ecco....ecco... penso dunque che possiamo concludere questa discussione. tutto resterà come prima: i ciclisti se ne infischieranno delle norme stradali e di tanto in tanto qualche automobilista più menefreghista di loro ne manderà al cimetero o all'ospedale qualcuno. e tutti insieme ce ne freghiamo di risolvere il problema ragionamento che in italia non fa una piega. così sia , ma non lamentiamoci quando accadono le disgrazie.
6
09/12/2010 08:00
I CICLISTI E IL CODICE DELLA STRADA
ciclista di lungo corso
il "fissato" ha ragione. Anche se le fissazioni non portano a sagge riflessioni. E' vero, siamo spesso esuberanti nelle andature e nelle adunanze. Non stiamo mai oltre due affincati, a meno di "azioni agonistiche". Ciclismo ed agonismo è tutt'unio con la passione per la bicicletta, questo sentire solo chi appassionato può capire. Chi è semplice automobilista, camionista, apista, trattorista ... non può renedersi conto. Il ciclista è come il vento, libero ed è difficile tenerlo a bada. Però ultimamente siamo meglio rispettosi e anche per sua sfortuna siamo diventati tanti. Non consideri quei gruppi di scalmanati che da Martina di RG vanno berso Pozzallo ... quelli sono i "terribili del pedale": arrestateli tutti. Sono veri astiosi e non si mettono da parte neppure a tamponarli. In ogni modo, buone pedalate a tutti e rispettate i ciclisti, vera risorsa dello sport e della società civile. Buone feste sui petali di pedali
5
08/12/2010 19:10
X CICLISTA DI LUNGO CORSO
Fissato del rispetto delle regole.
Premesso che condivido in pieno ciò che hai scritto, vorrei sapere da Te e da tutti quegli automobilisti e camionisti che come me girano, soprattutto nei fine settimana, per le starde della ns. provincia(rg) quante volte imbattendosi in un gruppo di amatori del ciclismo hanno notato ciò che recita il codice della strada a proposito delle - NORME DI COMPORTAMENTO della circolazione dei velocipiedi (art. 182): 1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro. A me, quasi mai!!!!!
4
07/12/2010 19:02
A 'SRATA è RO' RE E CI PO' GHIRI CU' E GHIè
ciclista di lungo corso
Non ci sono strade riservate (a meno di specifiche indicazioni) e neppure le piste ciclabili sono per gli appassionati di questo sport. Il ciclismo è sport di strada. CI vuole, da parte di tutti, solo un po' di buon senso e rispetto. Il ciclista è libero per costituzione, non vuol dire deve trasgredire il codice della strada. Però degli automobilista - rabbiosi - si accaniscono contro chi in sella è solo e niente può contro la prepotenza dell'automobile. Ma voi pensate che una persona in automobile e un ciclista in sella, hanno dignità differenti? Differenti diritti? Rispettate i ciclisti. Sono persone civili che non inquinano, non deturpano il paesaggio e sono attenti all'umanità tutta.
3
07/12/2010 17:44
COMPLIMENTI AL G.S. AMICI DEL PEDALE
Bolina
e' rarissimo leggere " ..certo a volte sbagliamo anche noi..". perchè è prorpio così : spesso ingombrate l'intera carreggiata e si vedono code di auto dietro alle bici che ovviamente hanno le loro andature. quindi, il concetto è questo: nelle strade possono circolare anche gruppi di 20,30,40 ciclisti che gareggiano per i fatti loro o le strade sono riservate solo ai vari mezzi a motore ? qualcuno dovrebbe di certo mettere chiarezza sulla questione, anche se questo caso non rientra in ciò che ho detto.
2
07/12/2010 14:26
GRAZIE
G.S. Amici del Pedale Scicli
Grazie di cuore per questa profonda riflessione a nome del G.S. Amici del Pedale. Pensiamo che questa riflessione sia condivisa da tutti i ciclisti che per passione sudano e si divertono la domenica cercando di formare quel gruppo che a volte nella realtà quotidiana è difficile da creare. Certo a volte sbagliamo anche noi ma nulla possiamo di fronte a dei prepotenti che insofferenti creano paure e pericoli verso di noi mettendo in serio pericolo la nostra e la loro incolumità .
1
07/12/2010 13:33
DIVERSI PER ETà, PROFESSIONE,UNITI DALLA STESSA PA
da "La Repubblica"
Sette bare allineate una accanto all'altra. In perfetto ordine, come quando i sette amici andavano in bicicletta e si allineavano in fila indiana per tagliare il vento. Franco Bernardi, professore di educazione fisica, fondatore della palestra Atlas che li aveva fatti conoscere, Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro. Un bidello, due avvocati, il meccanico, il giovane commerciante. Diversi per età, idee, professione, ma uniti dalla stessa passione che ogni domenica li faceva uscire di casa di buon mattino per affrontare a forza di pedalate cinquanta, settanta chilometri.