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Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 226 - Visite: 8388607

10/12/2010 10:34

Notizia letta: 1682 volte

Passo fa una connettiva, che non è collettiva

Giovanni Blanco, Còrdova, Rub, Sasha Vinci

Passo fa una connettiva, che non è collettiva

Scicli - Connettiva è il nome scelto per descrivere una serie di eventi artistici che avranno luogo presso la Piattaforma Culturale Passo di Scicli.

"Abbiamo scelto “connettiva” infine per assonanza con il termine “collettiva” -scrivono gli artisti dell'associazione Passo, Giovanni Blanco, Còrdova, Rub, Sasha Vinci-.

"Non ci sforzeremo di inventare un luogo comune tra artisti e opere, né cercheremo opere ed artisti che rispondano alla forma vuota che li ospita.

Lo spazio collettivo sarà prima di tutto quello configurato dalle pareti e dagli ambienti della sede espositiva. Tale spazio sarà la nostra agorà, e l'arte che accoglieremo intrattenimento e riflessione spietata.

Collettivo non indicherà unicamente l'insieme degli osservati, ma anche quello degli osservatori.

Cercando nelle parole un sostegno di senso all'intenzione di dire, ricorriamo all'etimologia della parola collettivo: collìgere, ovvero raccogliere.

Una collettività non esiste come data, resta o torna teorica, ideale se non la si coltiva, se non ci si raccoglie in fine comune.

Coltivare quindi, e raccogliere il gusto per il confronto, per la conoscenza, e con essi una nuova identità collettiva arricchita da ogni diversità mite e benevola.

I frutti di un albero sono sempre diversi tra di loro, eppure identici. L'albero rappresenta il loro mezzo di connessione, il complesso degli elementi che costituiscono la struttura dalla quale il frutto trae quel carattere di unità e di organicità che lo contraddistingue.

Qui gli alberi hanno profonde radici, secolari, ma a confronto ogni fronda pare appena una frasca.

Se ci guardiamo intorno nessun fogliame sembra restituire la grandezza, la forza, la virtù e la storia delle proprie radici.

Non è un paradosso ritenere che sotto il peso della terra e di ogni altra cosa che da essa è sostenuta, finanche il cielo, è più libera una radice che una foglia al vento.

La radice nasce per scavare e andare a fondo, e mai si illuderà di trovare spazio vuoto da attraversare, e qualora lo trovasse cambierebbe strada, perché non sarebbe più utile.

Torcersi e contorcersi ma andare sempre dentro e oltre ogni ostacolo, libera di dare, di fare il meglio possibile.

Dove sono i frutti e il rigoglio di questa fatica?

Ogni opinione, ogni punto di vista, sarà per noi una foglia di cui avere cura, una sentinella.

Questo chiediamo, e quando verrà il tempo i frutti".

Redazione

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