Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 214 - Visite: 8388607
12/12/2010 13:44
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Ragusa - Un debito che si aggirerebbe intorno al milione e trecentomila euro. Un'istituzione fantasma se non fosse per una struttura enorme, in parte restaurata con cospicui fondi comunali, e soprattutto per sei dipendenti che ogni giorno vanno sul posto di lavoro costretti a non fare nulla. Un non far nulla forzato, dal momento che l'Opera Pia "Casa di Ospitalità Iblea" da quasi un anno e mezzo non ha più nemmeno un utente. Ma come si è arrivati a questa situazione disastrosa e paradossale? Un interrogativo che, a quanto pare, politici e istituzioni non si sono mai posti. Ci sta pensando, invece, la magistratura a fare luce su questa situazione. Dovrà capire se vi sono responsabilità su quanto accaduto. La Procura di Ragusa ha aperto un'indagine, analogamente a quanto ha fatto la Procura di Modica, dal momento che la "Casa di Ospitalità Iblea" è stata unita, per un paio d'anni, con l'Assap Busacca di Scicli.
Nei primi mesi del 2006, all'ente di Ibla, inizia la lunga fase commissariale. Silvio Galizia è commissario. Incarico che ricopre per poco tempo, fino a prima della estate, quando il funzionario regionale Antonino Lo Savio prende il suo posto. Lo Savio era già commissario dell'Assap di Scicli e dell'Opera Pia di Marina.
Adesso ha tutti e tre gli incarichi, mentre Galizia rimane direttore di tutte e tre le opere pie. A fine 2006 inizia la "pratica" per la fusione delle tre Ipab. La Regione dà l'ok, ma, all'inizio del 2008, cambia idea e annulla la fusione. Via Lo Savio, Girolamo Ganci va commissario a Ibla (che nel 2009 verrà unita con Marina), Rocco Paci è nominato a Scicli.
Poco dopo anche il personale ritorna nelle proprie sedi di appartenenza. Il debito dei tre enti, dal momento che prima c'era una "cassa" comune, viene suddiviso: la parte più cospicua tocca a Ibla, un quarto del totale al Busacca, una cifra minima per Marina. Inizio estate 2009: non si riesce più a pagare i fornitori a Ibla, vi sono delle carenze alla struttura e il Comune ordina il trasferimento degli anziani in un'altra Opera Pia. Da allora nessun utente è più entrato dai cancelli di via Discesa Peschiera.
Prosegue la fase commissariale, che dovrebbe terminare tra non molto, dal momento che sarebbe pronto il decreto per la costituzione del nuovo Consiglio d'amministrazione da parte della Regione. Fin qui le tappe "storiche". Ora i debiti. A Ibla, a fine 2005, ammontavano a circa 250.000 euro. Ai primi del 2008 il buco è molto più preoccupante: più di settecentomila euro. Aumentano i debiti, diminuisce il numero degli anziani assistiti: si passa da 35 a una trentina.
Ma se scende il numero degli anziani, sale, invece, quello dei dipendenti. Inizialmente erano sei a tempo indeterminato e altrettanti a contratto (compresi medico, segretario, infermiere). A questi si aggiungevano due novantisti a seconda delle esigenze. Dopo il 2006 altro personale viene reclutato. Viene scelta una cooperativa che si occupa di lavanderia, guardiania e cucina. Quattro gli operatori che, nella primavera del 2007, si licenziano dalla cooperativa e vengono assunti dall'Opera Pia.
Tra la fine del 2006 e il maggio 2007 altre assunzioni. Il numero degli operatori supera le venti unità, a fronte di una trentina di anziani e, per un periodo assai breve, alcuni immigrati richiedenti asilo. A fine giugno 2009 alcuni contratti non vengono rinnovati, mentre altri vengono rescissi: rimangono solo i sei a tempo indeterminato senza soldi e senza speranza.
Davide Bocchieri
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