Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 211 - Visite: 8388607
16/12/2010 11:28
Notizia letta: 1781 volte
Modica - Si è “giocata” una partita a scacchi tra difesa ed accusa ieri mattina nel processo contro tre sciclitani appartenenti alla cooperativa “San Matteo”.
Erano accusati di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Maria Borgia, 38 anni, Giuseppe Grimaldi, 43 anni, difesi dall’avv. Enrico Platania, e Giuseppe Causarano, 51 anni, difeso dall’avv. Donato Grande, secondo l’accusa il 4 febbraio del 2004 avrebbero percepito dallo Stato circa 30 mila euro che dovevano essere destinati all’acquisto di ambulanze e, comunque, mezzi per i servizi assistenziali della cooperativa.
Secondo le indagini queste somme furono impiegate per altri scopi. Ieri mattina, davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica (Sandra Levanti, presidente, Lucia De Bernardin e Elio Manenti, a latere) ad avvio del processo, l’avv. Platania ha sollevato la prima eccezione che ha costretto i magistrati ad una camera di consiglio di circa un’ora. Il legale ragusano ha contestato il legittimo impedimento nel giorno in cui era fissata l’udienza preliminare poiché impegnato in Cassazione. In quella occasione il Gup non tenne conto della difficoltà a presenziare dell’avv. Platania e celebrò ugualmente l’udienza preliminare rinviando a giudizio Borgia, Grimaldi e Causarano. Il legale aveva chiesto, ieri, che il procedimento tornasse dinanzi al Gup. I giudici hanno rigettato l’istanza disponendo il procedersi oltre. Platania, allora, ha tirato fuori il cosiddetto “asso dalla manica”, chiedendo il non luogo a procedere, e su questo si è associato l’avv. Grande, giacchè l’udienza preliminare era stata celebrata prima della cosiddetta legge Cirielli, e cioè il 18 dicembre dello scorso anno mentre già il 4 dicembre precedente era già intervenuta la prescrizione. I giudici sono rientrati in camera di consiglio e dopo circa mezz’ora sono tornati in aula con la sentenza conclusiva: “non luogo a procedere nei confronti degli imputati” per i motivi sollevati dalla difesa. Parte offesa era il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Economiche. La cooperativa stava avviando un centro di riabilitazione per post-comatosi a Scicli, inglobato in un progetto denominato “Elisa”.
Saro Cannizzaro
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1
16/12/2010 22:31
maria borgia
e meno male che questo calvario è finito prima di cominciare....forse la giustizia esiste o forse è meglio dare merito ad Avvocati eccellenti ..grazie