19/01/2011 09:10
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Che bella giornata, l'ultima straordinaria invenzione di Checco Zalone, non smette ancora di suscitare dibattiti e riflessioni. Non solo per la comicità immediata e diretta, non solo perché Zalone tiene interamente in piedi un film di due ore in totale solitudine, non solo per tutto quello che è già stato scritto. Ma anche perché il merito di questo film - senza volergli attribuire intenti di analisi sociologica - sta nel fatto di presentarsi come fotografia di una intera generazione. Giovanile, in particolare.
L'ultimo episodio degno di nota è stato registrato al cinema Vasquez di Siracusa, dove il film è in programmazione, ma il luogo ha ben poca importanza, dal momento che siamo certi che la medesima reazione si sia verificata anche in altre sale, senz'altro in tutta Italia. C'è una scena del film in cui Checco chiede alla protagonista femminile Farah, se sia una ragazza studiosa. Farah risponde affermativamente e Checco replica con quella che è già una frase memorabile, senz'altro già sentita, ma ormai pienamente legittimata da un personaggio popolare e trasversalmente amato come Zalone (che laureato è, e non è certo un ignorante): «In questo Paese studiare non serve a un c..». Ebbene, gli applausi sono scattati all'unisono dinanzi a un paio di parole - buttate lì, schiette e violente come una mattonata in testa - che fotografano una verità. E ciò che è più significativo è che la platea era composta prevalentemente proprio da giovani liceali o matricole universitarie: ovvero i protagonisti (se non ora, a breve sì) di questo paradigma.
E di paradigmi della società italiana se ne trovano a bizzeffe nel film. Quello che ne viene fuori è lo specchio di una società malata: dove chi si arruola nell'esercito per le missioni all'estero lo fa per pagarsi il mutuo e non è animato - al di là di ogni retorica politica - né da intenti ideologici né pacifisti né belligeranti. Dove la gente si fa il porsche, ma non ha i soldi per pagarsi la benzina. Dove corruzione e clientelismo regnano sovrani. Dove le donne sono ancora considerate come l'ultima ruota del carro, mogli e madri che fanno da serve o semplici oggetti sessuali. E il pubblico, al di là delle risate, sembra recepirlo meglio di ogni possibile critica. Ritornando all'espressione presa in esame sul "prestigio" dello studio in Italia, il fatto che siano proprio i giovani e i giovanissimi ad applaudire - con realistica amarezza - è l'ennesima conferma di un dato di fatto che è sempre più incontrovertibile: la decadenza non solo del tanto decantato "merito", quanto del valore della cultura, della conoscenza e dell'istruzione. Su internet, è lo stesso: sono state create decine di gruppi su Facebook relativi al nuovo aforisma zaloniano. Come se sia proprio questa la frase simbolo di tutto il film. E gli applausi del pubblico siciliano, come a questo punto è evidente, sono una goccia di una standing ovation nazionale. E se i messaggi sottesi non sono arrivati a tutti, e se queste conclusioni sembrano eccessive, ben vengano le risate.
Redazione
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
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22/05/2012 - 20:22
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17/05/2012 - 11:55
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16/05/2012 - 10:49
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1
16/05/2012 - 16:26
CronacaScicli
1
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6
19/01/2011 18:53
STUDIARE SERVE
Pinocchio
per riuscire a pensare con la propria testa, per non credere ai tanti gatti e volpi che cercano di fregarci e per non credere ai personaggi come, ad esempio, Berlusconi.
5
19/01/2011 15:51
QUALCUNO LO AVEVA DETTO GIA' ANNI FA'
Matteo Giuca from Miami
non ho visto il film perche non posso vederlo, ma ne ho letto le recensioni e i commenti, e devo dire nulla di nuovo, solo che e detto pubblicamente, e se qualcuno ricorda le stesse cose le diceva Paolo Villaggio in molti film, uno in particolare, parlava del terrorismo del clima di tensione, dei disordini di piazza della confusione dei giovani che non sapevano cosa volevano, ma 30 anni fa nelle sale quei film servivano solo a fare ridere, la gente non era matura e il messaggio di Villaggio svani, invece oggi sto leggendo che i giovani sono cresciuti hanno capito il messaggio. e poi era ora che dicevamo chiaramente quello che tutti sappiamo del perche si va in missione in afghanistan, lo sappiamo tutti, chi non ha un amico un vicino di casa, che ripete il ritornello grazie alle missioni ci siamo pagati il mutuo restante o ci siamo sposati, o come quel ragazzo di petralia soprana che si e comprato la 205 Pegeaut nuova fiammante per girare e farsi vedere dalle ragazze in un paese di 1000 abitante, ce' chi rischia la vita per cose serie e chi per cose stupide, e a dire che ci si deve fare raccomandare alla grande per andare, e questo mi costa personalmente perche proprio un mio parente inserito nei alti gradi della marina e molto noto a Scicli, ha raccomandato piu persone ad andare in missione gia' dai tempi del Cossovo, e l'amico di famiglia che abbiamo raccomandato al ritorno dalla prima missione ci disse che non cera' li nessuno dei suoi colleghi che non era raccomandato, e tutti li per soldi. questo dimostra la tristezza di queste missioni, la disperazione della gente di uscire dal tunnel dei mutui bancari, e quanto veramente la gente e disposta a pagare. Stesso discorso quello dell’istruzione, il messaggio e forte e va preso e valutato nel suo vero intendimento, in quanto chi ha detto la frase e lui stesso laureato, e inutile uscirne fuori con polemiche e roba varia, sono fatti reali, qui non si puntualizza il termine “la scuola non serve in quanto cultura” ma ci si riferisce che lo stato non crea nulla per cui questi anni di studio vengano poi valorizzati, infatti si e sempre parlato della fuga dei cervelli, e a tale riferimento mi permetto vi segnalarvi un sito http://jobsearch.usajobs.gov/search.aspx?brd=3876&vw=b&FedEmp=N del governo americano dove potete evincere le migliaia e migliaia di posizioni di lavoro come personale civile presso le forze armate e governative che sono disponibili, l’80% tutti per titoli accademici, e se notate gli stipendi sono da sogno anche per un direttore di banca in Italia, e questo e solo uno dei tanti siti ufficiali per reclutamento personale, giusto a dire ai vari politicanti Italiani e sbandieratori della verita quando dicono che in america ce’ crisi di lavoro ed economica. Inoltre una cosa che non tutti sanno, il governo Americano ( e questo avviene anche in Canada e Australia) ogni anno a Ottobre/ Novembre indice una sorta di reclutamento per titoli e capacita’ in tutto il mondo, a cui si puo accedere gratuitamente via internet, i posti in palio annualmente sono tra le 50 mila e le 70 mila suddivisi per tutti gli stati del mondo in base a un criterio che il governo fa’ di solito a l’italia sono riservati circa 300 posti, i vincitori selezionati ricevono la green card, cioe il permesso di soggiorno il viaggio, la sistemazione e tutto e pagato dal governo. Ci sono stati anni che hanno fatto entrare fino a 200 mila selezionati, persone per cui si e aperta una nuova vita sia per loro che per la loro famiglia, perche puoi con la green card fare il ricongiungimento familiare. http://jobsearch.usajobs.gov/search.aspx?brd=3876&vw=b&FedEmp=N
4
19/01/2011 15:16
@FR
lascia perdere severgnini e guardati checco zalone, oppure fatti raccontare da pe.Sa. La storia del circo di sampieri. E poi ci dirai di Severgnini, Stella e manicu 'i scupa :)
3
19/01/2011 12:52
SUL SERVIRE
acqua alla gola
studiare serve e anche molto. Se la mettiamo sulla possibilità del pagare, la conoscenza non paga quasi mai in termini monetari. Paga nella possibiità salvifica del sapere. Certo, sarà stata una battuta, ma fa chiarezza sulla superficialità del personaggio. LA fotuna del pesonaggio è tutta nel paradosso già dai tempi della sua frequenza a Zelig, ma che ora va fatta passare per verità una tale scemenza ... bisogna essere un po' di ridotte possibilità.
2
19/01/2011 12:09
IN QUESTO PAESE STUDIARE NON SERVE UN C.......
don chisciotte
Vero ... basta andare dal politico di turno!!!!!! e poi farsi fare un contratto come consulente altamente specializzato anche se non capisci un c...... c'è sempre chi può lavorare al posto tuo. VERGOGNA POLITICI
1
19/01/2011 01:38
ERAVAMO IN TANTI
f.R.
eravamo in tanti oggi pomeriggio a guardare Severgnini, Stella e Cazzullo nella videochat del corriere...