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Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 00:25 - Online: 60 - Visite: 8388607

20/01/2011 21:27

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Civello, sei le denunce: Non sono un mostro

Richieste esose anche per un semplice referto

Civello, sei le denunce: Non sono un mostro

Ragusa - E' salito a sei il numero di denunce nei confronti del dottore Ignazio Massimo Civello da parte di altrettanti pazienti, cinque di Ragusa, uno di Modica. 

Lamenterebbero richieste di denaro esose anche per semplici referti. 

Quattro studi medici, tra Ragusa e Modica, e una clinica privata di Roma sono state oggetto di perquisizione da parte dei Nas, che hanno prelevano documentazione definita interessante ai fini delle indagini. 

 

Stamani l'interrogatorio davanti al Gip: "Sono innocente"

 

Tre ore di interrogatorio. Sono quelli cui è stato sottoposto Massimo Civello stamani, che ha indicato testimoni e documenti a sua discolpa. 

L'avv. Sbezzi ha chiesto la scarcerazione di Civello dai domiciliari, date le ampie e dettagliate spiegazioni fornite dal suo assistito. 

Il Gip Claudio Maggioni si è riservato.

Avrà cinque giorni di tempo per decidere se scarcerare o meno il medico. 

«Due ore e venti di interrogatorio in cui Civello ha respinto tutte le accuse che gli vengono contestate e ha chiarito alcuni passaggi della vicenda, portando un certo numero di documenti a sua discolpa e indicandone altri», riferisce l'avvocato di Civello, Michele Sbezzi . Il primario, 62 anni, avrebbe approfittato e abusato della sua posizione, inducendo i pazienti ricoverati a scegliere di essere operati in intramoenia. Ma non solo. A Civello gli inquirenti contestano anche di avere operato senza il consenso informato dei pazienti. E' addirittura accusato di aver asportato organi sani per motivi di lucro. «Al termine dell'interrogatorio - conclude l'avvocato Sbezzi - abbiamo formalmente chiesto la revoca delle misure cautelari. La richiesta ora verrà esaminata e valutata».

 

Il giudice Maggioni, presente per buona parte dell'interrogatorio anche il procuratore Carmelo Petralia che ha coordinato l'indagine dei Nas, ha passato in rassegna tutti gli episodi di concussione, tentata concussione, falso e truffa che fanno parte dell'ordine di custodia cautelare. Non si è, invece, parlato degli interventi chirurgici perché questi non fanno parte, al momento, degli atti processuali in quanto stralciati dallo stesso giudice per le indagini preliminari. «Non sono residuati – ha spiegato l'avvocato Michele Sbezzi al termine del lungo interrogatorio – margini di dubbio. Noi abbiamo chiesto al gip la revoca dell'ordine di custodia cautelare e la remissione in libertà del prof. Civello. Ha smontato – ha aggiunto il legale – pezzo per pezzo le ipotesi di truffa e falso, spiegando, tra l'altro, contratto alla mano, che lui non era soggetto ad orari di lavoro». In un caso, a proposito di una firma in calce ad un documento indicata come falsa dall'accusa e non riconosciuta come propria dalla persona offesa, il prof. Civello, che non aveva la materiale disponibilità dell'atto, ha chiesto di prenderne visione e dopo ha spiegato che si trattava della sua firma e non di quella della persona sentita dai carabinieri. Al termine dell'interrogatorio, il gip ha preso nota della richiesta della difesa e si è riservato di decidere, dopo aver acquisito il parere obbligatorio, ma non vincolante, del pubblico ministero. Non è stato possibile raccoglierlo nel corso dell'interrogatorio di garanzia in quanto il procuratore Petralia era dovuto andar via per altri impegni di lavoro. Il gip depositerà il proprio provvedimento in cancelleria nei prossimi giorni. Ha a disposizione cinque giorni per farlo, ma tutto lascia pensare che già lunedì si conosceranno le sue decisioni.

 

Redazione

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