25/01/2011 22:24
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Ragusa - Le recenti polemiche – anche politiche – sulla sanità iblea, probabilmente innescate dai fatti clamorosi che hanno visto coinvolto il prof. Massimo Civello, hanno indotto il direttore generale dell’Asp Ragusa, Ettore Gilotta, a a fare una severa riflessione.
“Quest’amministrazione ha avuto il compito di traghettare la sanità della nostra provincia – dice – da una gestione che vogliamo definire “libera” a una gestione che definiremo “vincolata”. La gestione “libera” è stata quella della spesa incontrollata, dell’assenza sostanziale di tetti finanziari, della scarsa attenzione per il rapporto costi/benefici: insomma, la gestione del “tirare avanti”, della iperfetazione di personale, dell’assenza di percorsi e procedure ben delineate.
La gestione “vincolata” è quella dell’osservanza di regole, del riordino, della necessità di commisurare i costi ai benefici, e così via: vale a dire la gestione del “rimboccarsi la maniche”, di governare.
Abbiamo trovato, al nostro arrivo un anno mezzo fa , una situazione al limite del caos e il nostro lavoro ha dovuto fare i conti con il compito di unificare due aziende, entrambe allineate alla logica della “libertà”: libertà di assumere 400 precari che oggi chiedono la stabilizzazione, libertà di assumere operai e ausiliari ogni tre mesi (anche part time) per creare false aspettative per future assunzioni, libertà di contrarre spese senza il concreto finanziamento, libertà di approvare progetti a carico del bilancio aziendale e molte altre criticità i cui effetti sono ancora sotto gli occhi di tutti.
Ma diverso è il nostro compito. La filosofia che ispira il nostro lavoro è, per tante cose, l’esatto rovescio di quella logica: preferiamo fare e chiedere di fare un piccolo passo indietro e preparare con questo la rimonta, piuttosto che andare forsennatamente avanti e precipitare l’istituzione nell’abisso. Perché è di questo che si tratta: il patto che abbiamo stretto con i cittadini – formulato nel solo linguaggio dei bisogni reali- si pone come l’ obiettivo fondamentale di dare risposte senza imbrogliare, di preparare al meglio il futuro demistificando le finte urgenze del presente.
Fare le cose, cioè, pensando che da queste ne deriveranno altre e poi altre e altre ancora. Non fare le cose pensando che niente e nessuno verrà dopo di noi.
La nostra amministrazione non vuole sottrarsi alle polemiche perché non ha bisogno di sfuggire dalle proprie responsabilità. Vuole, invece, richiamare tutti alla necessità di lavorare insieme per il bene comune, che non ha una residenza di parte e che non può mai essere il “valore” di un partito e il “disvalore” di un altro.
Le recenti vicende, dolorose e improvvise, della chirurgia ragusana ci offrono una importante occasione per dimostrare a noi stessi che la logica “vincolata” del nostro lavoro è eticamente, culturalmente e politicamente preferibile, perché il vincolo è nient’altro che il rispetto per la realtà, dentro la quale tutti noi viviamo.
Fare polemica è infinitamente più facile che lavorare: è forse per questo che rappresenta l’inclinazione di quell’esigua minoranza di individui che, poniamo come esempio, in un ufficio semina le condizioni di disturbo per la maggioranza di coloro che svolgono i loro compiti.
A tutti diciamo che il gioco di squadra è quello che preferiamo: ad ognuno la scelta di starci o meno, assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità”.
Redazione
24/01/2011 - 00:22
SanitàGestione sanitaria
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6
27/01/2011 19:18
DOTT. GILOTTA CAMBI VERAMENTE PAGINA
don chisciotte
dimostri di saperci fare non dando retta ai politici che sino ad oggi hanno portato la sanità tutta e quela iblea in particolare in un baratro facendo perdere quello che i nostri avi avevano costruito. Cominci per portare a giustizia ciò che di giusto hanno fatto i politici differenziando le posizioni di quei poveri ASU e LSU. Tutti raccomandati di certo ma tra questi i più vicini ai politici quelli che hanno 36 ore: le porti tutti alle stesse ore mantenendo lorario complessivo. Non si lasci condizionare da falsi bisogni di personale ...... altamente raccomandate , con incarici e proroghe .... questo schifo deve finire.
5
27/01/2011 08:11
MA QUALE PAGINA AVETE VOLTATO?
Don Chisciotte
Noi leggiamo sempre le stesse cose e gli stesi nomi don chisciotte
4
27/01/2011 08:07
A UOMO LIBERO
No caro Uomo Libero non è lei il giullare .... quelli non abiamo letto i nostri commenti abbiamo capito a chi si riferiva
3
26/01/2011 21:57
BENSAI
Un Uomo libero.
con chi ce l'ha? Non condivide le cose che ho scritto? Se per caso ce l'avesse con me, guardi che io il giullare non l'ho mai fatto, neppure alla corte del re. Mi smentisca.
2
26/01/2011 13:35
PUBBLICA......
Bensai
Caro Peppe Sava' conosci qualche "Giullare di Corte"??? Pubblica quello che ti conviene......
1
26/01/2011 01:17
LEI, SIGNOR GILOTTA,
Un Uomo libero.
non ha "operato" una transizione ma una liquidazione della sanità iblea. Del patto con i cittadini se ne è fatto un baffo. Costo-benefici? Di che cosa parla? Gioco di squadra? La sua parola e basta! E poi, non mi venga a raccontare la storiellina della catastrofe improvvisa. Da ciò che ho letto anche su questo giornale on line, tutti sapevano tutto. Anche Minardo l'ha rinfacciato tutto questo a Leontini. Forse lei era l'unico cieco in un mondo di vedenti? Le sue politiche economiche potranno andare bene a casa sua. la sanità e la vita della gente non sono un negozio, nè si può fare del marketing con esse. Senza nessuna cordialità, mi creda!