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Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 00:25 - Online: 69 - Visite: 8388607

25/01/2011 23:38

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Olocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali

Ci scrive Igor Marco Garofalo

Olocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali

Ricordare è l'azione dell'uomo forte che vuole costruire dal passato e anche dai suoi errori; fare memoria di un fatto storico vuol dire celebrare un fatto attualizzante,  il fatto ricordato è reso presente, e i suoi frutti resi disponibili per tutti coloro che fanno memoria di quel momento. La parola olocausto significa sacrificio rituale da greco  holos "completo" e kaustos "rogo", si riferiva ai sacrifici prescritti agli Ebrei dalla Torah; ossia grave rinuncia deliberatamente sopportata in vista di uno scopo.  Nella Bibbia è un termine ricorrente, specialmente in occasione di sacrifici religiosi tesi a sancire un rinnovo dell'alleanza tra il Dio di Israele ed il proprio popolo. Nel XX secolo, il termine  viene utilizzato anche per indicare scempi raziali, come quelli operati dal Terzo Reich a danno di tutte quelle persone ed etnie ritenute "indesiderabili" dalla dottrina nazista (ebrei, omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, Testimoni di Geova, Pentecostali, malati di mente, portatori di handicap).

Gli omosessuali erano un altro dei gruppi presi di mira durante l'olocausto. Ad ogni modo il partito nazista non fece mai nessun tentativo di sterminare tutti gli omosessuali; in base alle prime leggi naziste, essere omosessuali in sé non era un motivo sufficiente per l'arresto, occorreva avere compiuto qualche atto omosessuale, punibile in base al paragrafo 175. Dopo la fine delle SA e il trionfo delle SS, però, la persecuzione si aggravò, anche se rimase sempre limitata ai gay tedeschi, ariani. Erano questi che rifiutando di unirsi alle donne intralciavano la crescita della "razza ariana". I nazisti si disinteressarono in genere degli omosessuali maschi di altri popoli considerati inferiori, per concentrarsi e tentare di "curare" i maschi gay tedeschi.

Alcuni membri eminenti dei vertici nazisti, come Ernst Rohm, erano conosciuti dai loro stessi compagni di partito come omosessuali, il che può rendere conto del fatto che la dirigenza nazista diede segnali contrastanti su come trattare con gli omosessuali. Alcuni dei leader volevano chiaramente il loro sterminio, mentre altri si limitavano a chiedere un rafforzamento delle leggi contro gli atti omosessuali, ma per il resto permisero agli omosessuali di vivere come gli altri cittadini.

Le stime sul numero di omosessuali internati con il triangolo rosa e uccisi variano molto. Si va da un minimo di 10.000 fino a un massimo di 600.000. Questo ampio intervallo dipende in parte dal criterio adottato dai ricercatori per classificare le vittime: se solo omosessuali o anche appartenenti ad altri gruppi sterminati dai nazisti (ebrei, rom, dissidenti politici). In aggiunta a questo, le registrazioni delle ragioni per l'internamento risultano non esistenti in molte aree.

 

Igor Marco Garofalo

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