06/02/2011 15:40
Notizia letta: 2002 volte
Roma - Alessandro Di Pietro, conduttore Rai, in relazione alla querelle sul pomodoro Pachino esplosa a seguito delle sue dichiarazioni nella trasmissione "Bonta' loro" di Maurizio Costanzo dichiara che "Ribadisco la mia totale e convinta solidarieta' ai produttori agricoli del pomodoro Pachino che nulla hanno a che fare con la criminalita' organizzata e in special modo verso quelli del pachino IGP la cui filiera produttiva non subisce alcuna interferenza sospetta. Nella puntata di "Bonta' loro" ho soltanto detto che se i contenuti delle affermazioni del Procuratore della Repubblica Pietro Grasso risultassero veri e fondati e se davvero il pomodoro pachino costa 11 volte di piu' a causa delle infiltrazioni mafiose sulla filiera, si dovrebbe fare simbolicamente e per un solo giorno lo sciopero del Pachino. I ministri e tutti coloro che si sono sdegnati dovrebbero invece verificare se davvero la situazione e' quella descritta dal Procuratore Grasso e provvedere eventualmente a ripulire il pachino da questi sospetti. Di Pietro si dichiara pronto " ad invitare in televisione tutti i protagonisti della vicenda per fare chiarezza e per promuovere ancor di piu' il pomodoro pachino come grande protagonista del made in Italy agroalimentare".
Redazione
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5
08/02/2011 01:35
GIUSTISSIMO
Marco
Ottimo commento di Colapesce.totalmente d'accordo con te.
4
07/02/2011 10:13
Colapesce
Ateo, non mi pare che i politici si siano affannati a dire "Di Pietro sbaglia ma è vero che molto bisogna fare per ripulire la filiera...ecc ecc". Attaccare lo strillone facendo che il problema sia lui e non quello che ha detto è comodo per i politici. Se si continua così il prodotto coltivato da onesti coltivatori farà puzza di mafia sempre e comunque. A Vittoria, mesi fa, hanno arrestato camion dei trasportatori casalesi che si spartivano le zone, ma questo non è importante (sarà benpensante o malpensante in questo caso?). Se le cose non vengono dette nessuno se ne preoccuperà, nessuno pensa ad una cooperativa di trasportatori con certificati antimafia reali. A Palermo alcuni produttori siccome non vogliono che sulle loro spalle guadagna la mafia affidano i propri prodotti a cooperative di trasporti pulite e trasparenti. Hanno cambiato le cose, perché lo hanno voluto senza attaccare chi gli diceva che il prodotto era in odore di mafia, gli hanno risposto coi fatti. In questa vicenda io fatti non ne vedo, ho visto solo attacchi alla Rai e nessuno alla mafia (ne a parole ne a fatti). Mi aspettavo altro. Però, possiamo stare pure zitti e non dire che altri battono altre strade di legalità così da non cadere nel buonismo benpensante, e pazienza se la mafia fa la cresta sul nostro pomodoro e se i consumatori lo mangeranno di qualità peggiore e ad un prezzo maggiore.
3
07/02/2011 01:00
PER COLAPESCE:
ateo
una cosa è difendere il Pachino da una volgare generalizzazione, una cosa è attaccare la mafia. qui si sta difendendo il pachino, la sua filiera, i suoi lavoratori e l'indotto ... in poche parole la Sicilia che lavora. lo trovi poco coraggioso? poi se vogliamo parlare di mafia, che si infiltra ... bè quella è un'altra discussione ... e allora fermerei l'italia intera a partire dal governo centrale. non il dolce ciliegino di Pachino. il suo pare un discorso miope e confuso con unpizzico di facile buonismo benpensante. l'unico a dire che la mafia non esiste è stato lei nel suo post.
2
06/02/2011 19:07
ci ha pensato tardi
1
06/02/2011 15:51
Colapesce
Capisco che non piace quello che dice Di Pietro, ma ha ragione. Dopo le sue dichiarazioni c'è stato un tutti contro tutti e nessuno contro la mafia. Prestigiacomo e Micciché contro il conduttore, Nicosia, sindaco di Vittoria, minaccia di invitare i suoi cittadini a non pagare il canone Rai, Fortunato, presidente del Consorzio di tutela Igp del pomodoro di Pachino, ha annunciato che l'associazione promuoverà un'azione legale. Tutti occupati a fare la guerra a una tv e ad un conduttore, nessuno preoccupato a lottare la mafia. Del resto, si sa, quella non esiste. Che coraggio!