16/02/2011 18:05
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Ragusa - Fermati tre egiziani accusati di essere gli scafisti e gli organizzatori dello sbarco, avvenuto ieri notte di 64 connazionali sulle coste ragusane, tra Capo Scalambri e Caucana. I poliziotti della Squadra mobile di Ragusa, i finanzieri della Sezione operativa navale di Pozzallo e i carabinieri di Modica hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Mahmmed Khamis Saied, 24 anni, Naser Kassem, 38 anni, e Ahmad Abpuelazd, 33 anni, accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Venti minuti dopo la mezzanotte era stata segnalata una imbarcazione con a bordo decine di immigrati. In prossimita' di Capo Scalambri, il natante, che era fermo, alla vista dei finanzieri ha ripreso la navigazione. Gli scafisti, nel tentativo di fuggire, hanno provato ripetutamente a speronare le unita' navali delle fiamme gialle e della capitaneria di porto. I finanzieri hanno sparato a scopo intimidatorio ferendo uno degli immigrati. Si riteneva fino ad ieri che fosse uno degli scafisti, ma non era cosi'. L'uomo, è stato ricoverato all'ospedale di Modica e stamani è stato già dimesso. Alla fine, il peschereccio e' stato fermato: a bordo sono stati trovati 32 migranti; gli altri 32 sono stati rintracciati sulla costa di Capo Scalambri raggiunta attraverso un'imbarcazione piu' piccola abbandonata sugli scogli. I tre extracomunitari fermati sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Marco Rota. Per loro l'accusa è quella di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di violazione di alcuni articoli del codice della navigazione relativi all'opposizione a nave da guerra. Una parte degli immigrati, 46, stamani sono stati trasferiti verso altre città per essere accolti in altri centri di temporanea permanenza. Ieri erano stati tutti accompagnati presso il Cpa di Pozzallo e sottoposti alle procedure di identificazione e segnalamento. Dieci di questi immigrati hanno dichiarato di essere minorenni e per loro sono in corso gli esami radiologici. L'avrebbero fatto per evitare di essere rimpatriati. Impiegati d'ufficio, dipendenti, animatori turistici, proprietari di strutture ricettive, agricoltori. E' questo il volto della nuova immigrazione che arriva dall'egitto, gente che scappa da un paese in rivolta. Non sono i soliti disperati in cerca di una vita migliore o di lavoro nelle serre. E anche i tre presunti scafisti non farebbero parte di un'organizzazione malavitosa, ma sarebbero esperti pescatori professionisti che avrebbero deciso di organizzare lo sbarco sfruttando il particolare momento politico. Gli egiziani che sono arrivati lungo le coste iblee non avevano documenti per evitare di essere riconsociuti. Hanno cercato di confondere le forze dell'ordine dicendo che venivano dall'iran. Ma è bastato controllare il fuso orario dei loro orologi al polso e trovare delle banconote con la sfinge e la piramide stampata sopra per capire che non era cosi'. Non si era dinnanzi a dei disperati
Redazione
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