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Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 00:25 - Online: 106 - Visite: 8388607

18/02/2011 10:48

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Truffa da 250 mila euro, scoperto un finto mago della finanza

Aveva creato un "tesoretto" personale

Truffa da 250 mila euro, scoperto un finto mago della finanza

Ragusa - A conclusione di lunghe e laboriose indagini di polizia giudiziaria, iniziate nel settembre

 

2009, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica

 

di Ragusa, su delega di indagini del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Marco ROTA, ha

 

denunciato, rispettivamente, per i reati di truffa aggravata e continuata, falso materiale ed ideologico

 

e di favoreggiamento i coniugi ragusani S. M. e M. I.

 

L’ operazione di Polizia Giudiziaria, è scaturita a seguito di alcune denunce, presentate da parte di alcuni clienti, alcuni dei quali amici e parenti, nei confronti dell’ex promotore finanziario della “UNICREDIT XELION BANCA S.p.A.” di Milano, oggi “UNICREDIT GROUP -  FINECO BANK”, risultata estranea al raggiro, ai quali prometteva investimenti finanziari dagli elevati interessi e sicuri guadagni.

 

L’entità della truffa è stata calcolata superiore ad euro 250.000,00 e realizzata dal sedicente “mago della finanza”, tramite versamenti di somme di denaro ed assegni, pretesi dai suoi clienti, senza l’indicazione del beneficiano oppure allo stesso direttamente intestati; successivamente, gli stessi venivano incassati anche presso vari istituti di credito esteri.

 

I sospetti di raggiro delle vittime della truffa si materializzavano allorquando, nel tentativo di ottenere il rimborso di parte delle somme investite dal promotore finanziario, si rendevano conto degli ammanchi, abilmente celati nel corso degli anni, dal medesimo, il quale aveva, a suo modo, “investito” tale “tesoretto” frutto del lavoro altrui, nei più famosi casinò d’Europa, quali Campione d’Italia, Saint -Vincent, Sanremo, Venezia e Malta.

 


Gli investigatori delle Fiamme Gialle, altresì, hanno scoperto e ricostruito, numerosi viaggi anche all’estero, compiuti da parte dei coniugi ragusani, mediante l’elaborazione del traffico dei tabulati telefonici delle loro utenze, nonché della tracce informatiche lasciate dall’ utilizzo delle carte di pagamento. In particolare, uno in Svizzera, dove, nel febbraio 2009, gli venne rinvenuto, da parte delle Autorità Doganali e della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso (CO), un assegno, tratto su di un conto corrente di un proprio cliente (nonché intimo amico ed anche lui vittima del raggiro per circa euro 120.000,00) dell’importo di oltre euro 50.000,00 che venne, pertanto, sottoposto a sequestro per illecita esportazioni di valuta all’estero.

 

Lo stesso dovrà, inoltre, rispondere dei reati di falso materiale ed ideologico, in quanto non esitava, nel vano tentativo di ottenere la restituzione del predetto assegno, in sequestro presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze di Roma, a formare e presentare una falsa dichiarazione, a firma apocrifa del proprio ignaro cliente.

 

Nell’indagine risulta anche denunciata per il reato di favoreggiamento, la moglie M. I., il cui conto corrente bancario, dal 2004 al 2009 è stato utilizzato per le operazioni bancarie riconducibili ai falsi “investimenti” oggetto della truffa.

 

Ad oggi sono una decina i clienti, rimasti vittima della truffa che hanno presentato denuncia all’Autorità Giudiziaria, ma non si esclude che altri clienti possano essere rimasti vittima del raggiro, in quanto ignari dell’ illecita attività del promotore finanziario.

Redazione

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