20/02/2011 07:31
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Modica - Un nuovo caso di presunta malasanità e nuova attenzione sulla divisione di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Modica che appena venti giorni fa era balzata agli onori della cronaca nazionale per la morte di un feto portato in grembo da una donna di Bagheria, all’epoca dei fatti in vacanza a Pozzallo. Stavolta è una coppia sciclitana che “getta benzina” sul fuoco e chiede all’Azienda Sanitaria Provinciale un risarcimento dei danni morali e materiali subiti per settecentocinquantamila euro. I due coniugi sostengono che i medici dell’Unità Operativa siano responsabili della morte del feto, verificatasi la scorsa estate (la donna era all’ottavo mese di gravidanza) che sarebbe morto prima che la donna venisse ricoverata presso il nosocomio di Via Aldo Moro. Secondo la tesi delle presunte parti offese, il primario Luca Bonfiglio, preso atto della tragica circostanza, non ritenne necessario procedere con il parto cesareo, come invece avrebbe voluto la gestante. Secondo il medico sarebbe stata un’operazione a rischio e del tutto inutile, visto che la diagnosi non lasciava dubbi sulla morte intrauterina del feto, avvenuta, come si diceva, prima del ricovero al “Maggiore”. Il difensore della coppia sta valutando se sussistono gli estremi per intentare anche una causa penale, oltre a quella civile. Come si diceva un caso analogo riguardo la coppia di Bagheria, Maurizio Pecoraro e Michela Lo Piccolo, il cui feto, stando alle indagini della Procura, sarebbe però morto in ospedale. Bonfiglio, in questo caso, è indagato pare ma che la sua posizione sia marginale. In settimana è stata depositata la perizia del consulente tecnico d’ufficio, secondo il quale la responsabilità professionale sarebbe prospettabile a carico di un altro medico del reparto, anch’egli iscritto nel registro degli indagati. Dalle determinazioni, quest’ultimo non avrebbe saputo interpretare in maniera corretta i tracciati degli esami sulla gestante, ritardando di conseguenza un intervento, che, forse, avrebbe potuto salvare il feto. Il terzo indagato è una ginecologa.
Saro Cannizzaro
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1
03/03/2011 22:59
è PRASSI FAR SOFFRIRE LE GESTANT
una mamma
è cattiva prassi aspettare che la gestante arrivi all'estremo delle forze per poi praticare il cesareo sono migliaia i casi a Modica non finiti in tragedia per fortuna in cui il Professore trincerandosi dietro ai protocolli e ai costi gestionali in cui ha ritenuto di non dover autorizzare ne l'anestesia epidurale per parti naturali ne il cesareo provocando anche alla sottoscritta sofferenze da travaglio durate ben 24 ore ...con conseguenze fisiche e psicologiche non indifferenti per non parlare dello scampato rischio che ha corso il neonato ...ci si chiede se magari non fosse ora di controllare l'operato di questo reparto