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Sabato 01 Novembre 2014 - Aggiornato 31/10/2014 19:50 - Online: 132 - Visite: 19104853

27/02/2011 22:55

Notizia letta: 4253 volte

Peppe Savà. Tre giorni a Venezia

“Il Doge ha cambiato di casa” canta Guccini

Peppe Savà. Tre giorni a Venezia

  

Venezia val bene una messa.

Ho incontrato il Cancelliere di Giovanni XXIII, il Cancelliere di Roncalli ai tempi in cui questi era (solo) il Patriarca pro tempore. Ha 90 anni, mi ha portato nei sotterranei di San Marco, nella basilica inferiore, dove i Patriarchi sono seppelliti.

“Il Doge ha cambiato di casa” canta Guccini: Venezia mi si era presentata, in passato, come città triste, decadente, un grande cadavere su cui i giapponesi, come formichine, brulicano in cerca dell’ultimo scatto, prima che la città affondi.

Ospite di Sandro e di Livio, “i nuovi sciclitani”, quelli che lasciando la laguna per numerosi periodi dell’anno, vengono a prendere ristoro nel buen retiro di Scicli, ho scoperto la Venezia più intima e autentica.

Qui, dove “ciao” ha ancora il sapore della sua etimo “sciavo”, “vostro schiavo e servitore”, qui, dove gli ebrei per la prima volta furono reclusi tutti nel quartiere della fonderia dei cannoni, un isolotto conosciuto per il suo “getto” di metallo caldo: il “ghetto”, degli ebrei.

Furbi i veneziani. Ai tempi in cui il turismo religioso era fonte di ricchezza e reddito, in anticipo su Padre Pio, rubarono un piede a Santa Caterina da Siena, e lo esposero qui, come “attrattore turistico”.

5 mila euro a metro quadro. Tanto paghereste per una casetta, che non sia a pianterreno ovviamente, dove l’acqua alta attenterebbe alle vostre terga.

300 mila euro per 60 metri. A Scicli con 300 mila euro i monopolisti del calcestruzzo ve ne vendono di certo una più grande. E poi piazza San Marco è Patrimonio dell’Umanità, come via Mormina Penna…

Coccolato dalla commovente ospitalità di Sandro, e di Livio, visito la mostra del maestro Lino Tagliapietra, maestro di Murano, autore di invenzioni uniche: il vetro portato alle sue estreme conseguenze, sino al limite della sua stessa essenza materica.

L’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, fondato da Napoleone, ha organizzato la personale con l’amorevole cura di chi custodisce l’identità della città, dei suoi uomini più rappresentativi, contro la banalizzazione mediatica che riduce tutto a Luna Park, a una Disney luccicante e colorata.

Non è ancora Carnevale, quando a Rialto acquisto una maschera. La indosso, certo di non incontrare nessuno che mi conosca.

E in effetti incontro delle sessantenni svizzere che mi apostrofano:“Take a picture, take a picture”.

“Vogliono una foto”, penso.

“No, with you”.

Con me in mezzo, queste la vogliono la foto!

Mi chiedono se appartenga a un’antica famiglia veneziana.

“Di Rialto di sotto”, rispondo.

Appena il tempo di salutare e un nugolo di giapponesine attendono in fila che mi liberi per posare con me.

“How much?”, mi chiede la più carina.

“Quanto costa?”.

Giuseppe Savà

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  • 8

    01/03/2011 14:38

    Numero 6 che ti "fregi" di commentare. Apprezza il racconto di Peppe, una bella pagina di scrittura...e apri i tuoi orizzonti...invece di vivere di livore come molti compaesani. Amo Venezia, Scicli e sono amica di Savà

  • 7

    28/02/2011 14:19

    QUANNU UNU è BASCIERI

    è bascieri

    A lieggiu!

  • 6

    28/02/2011 14:17

    stai fasciennu macari fietu...ora ca stai accuminciannu a girari u munnu... Pensa a fare "giornalismo" e a usare sciclinews per la vera finalità per cui lo hai creato e, non a farti pubblicità a zonzo sulle tue coraggiose gite fuori porta

  • 5

    28/02/2011 11:24

    SCICLI

    une femme

    est un petit divertissement, comme Venice.

  • 4

    27/02/2011 22:34

    SCICLI E VENEZIA

    sandro foresto

    Caro Amico, lapsus calami, ovviamente era Giovanni XXIII. Venezia, così diversa da Scicli? Certo. Ma vi è un elemento che le mette in comune: sono, in fondo, entrambe, due luoghi dove il mondo lo vedi un po' da lontano, come in prospettiva. Forse, il nostro tempo lo si capisce meglio proprio da Venezia (città per definizione "fuori dal tempo") o da una cittadina come Scicli. L'acutezza di giudizio e la sensibilità che ti viene dal lavoro che fai, dopo questo viaggio veneziano, ti avrà fatto capire che cosa ha attirato a Scicli tanta gente che viene da lontano. Personalmente a Scicli ho trovato una spontaneità e una immediatezza che altrove sta diventando rara. Tu a Venezia hai rivisto lo splendore di palazzi dai soffitti dorati, di chiese che traboccano di capolavori universali, di strade che sono d'acqua e che hanno dentro il sole, di piazze dove si affacciano architetture minute ed eleganti, preziose per i marmi traforati e nobili per le linee addolcite dai secoli. A Scicli trovo il sole, il cielo azzurro, il mare, il paesaggio incantato, i muretti, i carrubi, l'accecante luce del mezzogiorno, il profumo dei gelsomini e i richiami dei gufi nella notte. Bellezze tuttavia fragili, che l'uomo può stupidamente e inconsapevoltente distruggere in pochissimo tempo. Viviamo in un mondo che pare a volte irrimediabilmente segnato dalla frenesia di una politica cialtrona, dall'appannamento dei punti di riferimento, dai facili successi basati sul niente, ma a Scicli capisco, meglio che non altrove, che tutto questo non è che una faccia della realtà e che c'è ancora un mondo ricco di umanità, di fatica, di coraggio, di coerenza. Sono pensieri che si possono fare ovunque, certo: a volte basta guardare un fiore per accorgersi dell'universo. Tracce di bellezza e di bontà e di vero: le cerchiamo tutti, a volte disperatamente a volte con serena determinazione. E' in luoghi come Venezia, come Scicli, come in tanti altri posti incantati che possiamo capire quanto male faccia a ciascuno di noi, ai nostri figli, ai nostri cari, chi distrugge anche solo una scintilla della bellezza del nostro piccolo, vicino, mondo quotidiano.

  • 3

    27/02/2011 20:51

    E NON LA VOGLIONO MOLLARE

    Un Uomo libero.

    i veneziani la nostra santa. C'è una leggenda che recita così: se santa Lucia ritorna anche per un giorno a Siracusa, Venezia se la scorda. E i veneziani, nonostante l'ultimatum della Santa Sede, fanno orecchi da mercante (veneziano, appunto).

  • 2

    27/02/2011 20:26

    SENZA VERGOGNA

    si fici canusciri anche in Giappone, disgraziato

  • 1

    27/02/2011 20:10

    E NON SOLO ...

    sarausanu

    a San Geremia è custodita - perchè trafugata - la santa siracusana: Santa Lucia!!!

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