07/03/2011 20:46
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Catania - Molestie sessuali da parte di tre superiori, compresa una donna: le ha denunciate all’autorità giudiziaria ordinaria e militare una giovane soldatessa siciliana, figlia di extracomunitari e di religione musulmana, che sarebbe stata anche oltraggiata nel suo sentimento religioso, con l’obbligo a partecipare - sempre secondo la sua versione dei fatti - a funzioni religiose cattoliche.
La notizia della denuncia, resa nota dal sito del comparto Sicurezza e Difesa Grnet.it, è stata confermata all’ANSA dal legale della giovane militare, l’avvocato Giorgio Carta, che ha detto di aver presentato le denunce alla procura di Catania (la provincia dove la ventiquattrenne risiede con i genitori) e a quella militare di Napoli, territorialmente competente. I fatti, secondo quanto è stato possibile ricostruire, si sarebbero verificati in parte in Sicilia, dove presta servizio la soldatessa, e in parte in Kosovo, dove la giovane era in missione circa due anni fa.
La volontaria, in ferma quadriennale nell’Esercito, ha denunciato tre superiori - un maresciallo, comandante della sua squadra, una tenente e un capitano - che l’avrebbero fatta oggetto nel tempo di «numerosi atti di molestia sessuale». Tra i superiori denunciati, dunque, anche un tenente donna che nel corso della missione in Kosovo, risalente a circa due anni fa, avrebbe preteso di coinvolgere la soldatessa in un rapporto sessuale di gruppo con due militari stranieri e che l’avrebbe poi mobbizzata per vendicarsi del rifiuto ricevuto. Ma non solo. La giovane caporale, musulmana, ha denunciato anche di essere stata «comandata» a partecipare alle funzioni religiose cattoliche, per esempio in qualità di corista delle cerimonie natalizie, sempre per una sorta di ritorsione. Oggetto della denuncia anche il presunto comportamento dei superiori dei tre comandanti che non avrebbero creduto alla soldatessa, invitandola anzi a «lasciar perdere».
La giovane si sarebbe convinta a denunciare tutto alla magistratura «solo dopo che è stata ignorata anche la sua semplice richiesta di essere impiegata in una caserma diversa da quella dei tre molestatori». Inoltre, la soldatessa è una volontaria in ferma quadriennale e dunque una ’precarià, la cui permanenza nell’Esercito è strettamente legata alle ’note caratteristichè scritte dai suoi superiori, che proprio per questa vicenda sarebbero state negative: da qui, insieme al mancato trasferimento, «dopo molte titubanze» la decisione di denunciare i fatti «per ottenere giustizia», come osserva l’avvocato Carta. Il legale sottolinea anche che quello della ventiquattrenne siciliana «non è un caso isolato. È almeno il terzo caso che mi viene sottoposto da una donna militare e dispiace constatare che, negli altri due episodi, la vittima delle molestie si sia convinta a non denunciare gli abusi proprio per timore di non poter stabilizzare il proprio rapporto di lavoro». Peraltro nello stesso esposto presentato dalla soldatessa, questa farebbe riferimento a «molestie sessuali subite da una sua collega, che però - rileva Carta - non ha avuto il coraggio di denunciarle».
Redazione
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08/03/2011 11:41
IO NON CI CREDO
robba e pazzi!
per esperienza è vero il contrario, se una donna soldato, carabiniere o poliziotta non viene accontentata nelle sue richieste di servizi, trasferimenti, riposi, licenze etc, se ne esce con la storia della molestie sessuali e ottiene subito tutto quello che vuole, queste sono molestie al contrario!!!!!!
1
08/03/2011 00:18
INSOMMA NON SOLO IN TELEVISIONE CERTE COSE
immaginavo che nella vita militare succedessero queste cose,oggi a maggior ragione con donne molto mascoline e piu che normale ,io credo in questa triste storia .