31/03/2011 00:12
Notizia letta: 4203 volte
Fazio perplesso mormora: «C'è qualcosa di strano, qualcosa che mi fa paura». «Anche a me», replica turbato Montalbano. Una sorta di buio si è infiltrato nei telefilm (e ancor prima nei libri) del commissario più amato dagli italiani, elementi esplosi nell'episodio "La caccia al tesoro" (Raiuno, lunedì, 21.10).
Camilleri fa i conti con il cinema e la letteratura poliziesca (soprattutto quella svedese, spesso presa in giro) in cui fiumi di sangue annaffiano serial killer dediti alle più perverse consumazioni delittuose, ossessi che nutrono corpo e spirito con perverse visioni religiose. A maneggiar tale materia occorre equilibrio e tratto leggero. Elementi che Camilleri non possiede più da un pezzo e di conseguenza anche i telefilm.
E' così che Vigàta perde luce e solarità, dimentica paesaggi e sole riducendoli a veloci passaggi e privilengiando interni stracolmi di crocifissi e stanze di commissariato. La Sicilia, carta vincente dei telefilm, è diventata quasi una fastidiosa scenografia. Il tempo distrugge tutto, soprattutto le fiction italiane a lunga durata. La trama di "Caccia al tesoro" è alquanto sconclusionata, e lo era già nel libro. Ma gli sceneggiatori trattano Camilleri come la Bibbia. Intoccabile. Forse, certe volte, nel passaggio dalla pagina alla tv, un ritocco andrebbe fatto. Ci sono due vecchi che vivono in un appartamento stracolmo di crocifissi, state di Madonna e tengono nel letto una bambola di plastica, e poi non si capisce dova vada a finire questo tema, se non per qualche piccola citazione; c'è un barbone ucciso che cita Poe prima di morire: qualcuno mi dica a che serve nella storia! Lo "scontro mentale" tra Montalbano e lo psicopatico è banale e prevedibile. Non c'è clima e descrizione di caratteri attorno alla loro storia. E poi, permettetemi, il commissario legato nudo mi sembra più in pericolo di ridicolo che di assassino. Camilleri abbandona il clima del Maigret mediterraneo per tentare incastri alla Ed McBain o angosce alla Kurt Wallander (commissario svedese). Smarrita semplicità nelle storie e spessore psicologico nei personaggi, Montalbano affonda. Nonostante l'abilità del protagonista (a tratti stucchevole). Gi attori completano l'opera: perduti i forti caratteristi di un tempo, oggi scorrono attori, soprattutto giovani, che sembrano appartenere alla lista dei bocciati di una scuola di recitazione da provincia. Regge, magnifico d'arte e ironia, testimone omerico di una antica eredità, Marcello Perracchio.
Filippo Arriva
21/05/2012 - 15:35
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21/05/2012 - 23:48
Lettere in redazioneRoma
1
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10
03/04/2011 20:13
CLOCHARD
willy
La storia del clochard, se non altro è servita a promozionare le nostre belle spiagge e le dune di Randello, in questo periodo potremmo fare un po di concorrenza alla Tunisia. Turisticamente parlando.
9
03/04/2011 16:24
PRIMA LEGGETE!!!
UNO CHE HA LETTO
Scusate ma ho l'impressione che molti di voi, compreso l'articolista, non abbiano letto il romanzo, ma hanno aspettato il telefilm per conoscere la storia...... Dovevate criticare il romanzo e non la fiction, che è, se pur leggermente modificata, la trasposizione televisiva del primo. La storia del Clochard non c'entra niente col romanzo, infatti è un racconto inserito nella raccolta ^Un Mese con Montalbano^ e dal momento che nessuno ne abbia fatto l'accostamento, dimostra che NON LEGGETE.... comunque anch’io sono d’accordo che non c’entrava per niente con la storia. Per finire penso che Camilleri abbia percorso in diciassette anni con tanti romanzi e racconti del commissario tutti gli argomenti possibili e descrivibili persino un’avventura senza omicidi, ringraziamo Dio se scriverà ancora altri romanzi. BUONA LETTURA!!!
8
03/04/2011 14:21
MA NO!
commento libero
Sono anche io in disaccordo. Ottima fotografia, da cui vengono epurate le inquadrature "moleste", ovvero gli orrori dell'incuria. Sembra tutto bellissimo, senza traffico, naturale e genuino. Dovremmo imparare a rendere reale la fiction.
7
03/04/2011 10:58
LAMENTELE E LAMENTELE
Basta lamentele!!! la verità è che le avventure del nostro amato Montalbano ci appassionano comunque!!!
6
02/04/2011 13:30
CONCORDO
sm
Ci sono delle slegature che in altri episodi non si riscontravanao. Ad es. la II bambola che c'entrava in tutta la storia? E se fosse stato "il guanto di sfida" di Alfredo (ma questo non è dato saperlo!) dove l'avrebbe mai recuperata un'altra bambola ugale a quella del vecchio? E poi perché Alfredo avrebbe avuto quella reazione davanti alla foto della prostituta nel bordello, così come descritta dalla prostituta stessa? ...troppe slegature! Lo stesso scambio di persona tra la studentessa e la prostituta sembra superfluo. Comunque è vero anche che l'atmosfera si è fatta parecchio più cupa, si è un po snaturata quella solarità del Montalbano che ci eravamo abituati a conoscere!
5
31/03/2011 13:47
La storia del clochard serve a far entrar e in scena Alfredo, che dopo aver convinto Monatlbano delle sue capacità, gli affida il compito di riuscire a risolvere la caccia al tesoro...Per me comunque questo è stato il più bel episodio mandato in onda, dopo il cane di terracotta, dove l' intelligente e diciamo pure "secchioncello" Alfredo si dimostra di essere invece uno capace di commettere questi tipi di reati...
4
31/03/2011 12:29
MA SCUSINO
Ninja
La Sicilia non e' solo campi soleggiati. La Sicilia e' un posto dove amore e morte convivono e si confondono tra loro. Un posto unico, che racchiude in se' tutti i patterns culturali ed estetici che l' umanita' ha conosciuto nella sua storia. Basta con il sole, spesso anche l' oscurita' ha tanto da dire...
3
31/03/2011 10:05
giallista
Sono d'accordo sull'episodio del clochard, non si capisce che rilievo abbia nella storia, e anche il libro non era un granché. Dei tre episodi finora mandati in onda questo è sicuramente il più debole. Comunque i gialli di Mankell con il commissario Wallander a me piacciono.
2
31/03/2011 09:34
E' QUELLO CHE PENSO DA TEMPO
Un Uomo libero.
Successe per la piovra. Bellissime e avvincenti le prime puntate, stucchevoli, stupide e piene di luoghi comuni le altre. Alla fine anche l'epilogo diventó incerto, a volte prevedibile, spesso inesistente come in una storia senza testa e coda.
1
31/03/2011 08:53
COMPLETAMENTE IN DISACCORDO
Stephanie
A mio parere, invece, è stata una delle più belle puntate, ben fatta, ben costruita, con posti nuovi, con sfaccettature della nostra Sicilia che non erano ancora entrate nello schermo.