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Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 13:03 - Online: 211 - Visite: 8388607

31/03/2011 00:12

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Com'è brutto il Commissario Montalbano noir!

Una recensione, apparsa su La Sicilia, che ci sentiamo di condividere

Com'è brutto il Commissario Montalbano noir!

Fazio perplesso mormora: «C'è qualcosa di strano, qualcosa che mi fa paura». «Anche a me», replica turbato Montalbano. Una sorta di buio si è infiltrato nei telefilm (e ancor prima nei libri) del commissario più amato dagli italiani, elementi esplosi nell'episodio "La caccia al tesoro" (Raiuno, lunedì, 21.10).

Camilleri fa i conti con il cinema e la letteratura poliziesca (soprattutto quella svedese, spesso presa in giro) in cui fiumi di sangue annaffiano serial killer dediti alle più perverse consumazioni delittuose, ossessi che nutrono corpo e spirito con perverse visioni religiose. A maneggiar tale materia occorre equilibrio e tratto leggero. Elementi che Camilleri non possiede più da un pezzo e di conseguenza anche i telefilm.

E' così che Vigàta perde luce e solarità, dimentica paesaggi e sole riducendoli a veloci passaggi e privilengiando interni stracolmi di crocifissi e stanze di commissariato. La Sicilia, carta vincente dei telefilm, è diventata quasi una fastidiosa scenografia. Il tempo distrugge tutto, soprattutto le fiction italiane a lunga durata. La trama di "Caccia al tesoro" è alquanto sconclusionata, e lo era già nel libro. Ma gli sceneggiatori trattano Camilleri come la Bibbia. Intoccabile. Forse, certe volte, nel passaggio dalla pagina alla tv, un ritocco andrebbe fatto. Ci sono due vecchi che vivono in un appartamento stracolmo di crocifissi, state di Madonna e tengono nel letto una bambola di plastica, e poi non si capisce dova vada a finire questo tema, se non per qualche piccola citazione; c'è un barbone ucciso che cita Poe prima di morire: qualcuno mi dica a che serve nella storia! Lo "scontro mentale" tra Montalbano e lo psicopatico è banale e prevedibile. Non c'è clima e descrizione di caratteri attorno alla loro storia. E poi, permettetemi, il commissario legato nudo mi sembra più in pericolo di ridicolo che di assassino. Camilleri abbandona il clima del Maigret mediterraneo per tentare incastri alla Ed McBain o angosce alla Kurt Wallander (commissario svedese). Smarrita semplicità nelle storie e spessore psicologico nei personaggi, Montalbano affonda. Nonostante l'abilità del protagonista (a tratti stucchevole). Gi attori completano l'opera: perduti i forti caratteristi di un tempo, oggi scorrono attori, soprattutto giovani, che sembrano appartenere alla lista dei bocciati di una scuola di recitazione da provincia. Regge, magnifico d'arte e ironia, testimone omerico di una antica eredità, Marcello Perracchio.

Filippo Arriva

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