04/04/2011 23:41
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Scicli - Un cimitero con le lapidi di carta. A Scicli, dove si ripescano i cadaveri di clandestini annegati durante l’attraversamento del Mediterraneo, c’è una zona del cimitero appositamente creata per i morti ignoti, quelli caduti sul campo dell’immigrazione. Ne parla Marisa Fumagalli sul Corriere della Sera in edicola oggi:
"C’è un angolo del cimitero di Scicli, città barocca celebrata da Elio Vittorini («Forse è la più bella di tutte le città del mondo. E la gente è contenta nelle città che sono belle…»), dove il visitatore s’imbatte in alcune lapidi rudimentali— lastre sottili di marmo sormontate da una tavoletta di legno con un foglio scolorito e strappato— che testimoniano la sepoltura dei clandestini senza nome. Naufraghi dei viaggi della speranza, in quel braccio di Mediterraneo, solcato dai barconi stipati all’inverosimile. Oggi, queste storie sono di bruciante attualità: fughe di massa, tensioni, morti. Persone.
Oggi quelle lapidi sono 80:
In 13 anni, il guardiano del cimitero ha provveduto alla sepoltura di un’ottantina di corpi. E il settimanale Famiglia Cristiana, qualche giorno fa, ha invitato polemicamente il premier Berlusconi «a restaurare queste tombe, invece di pensare alla villa e al golf»). Le foto scattate nel cimitero di Sicilia sono arrivate a noi, per caso. Non da un professionista. L’autore è Carlo Ottaviano, direttore del mensile Gambero Rosso, ragusano d’origine. Ma i suoi cari sono sepolti a Scicli. Racconta: «Avevo visto altre volte quelle lapidi. Avevo portato anche un fiore, come talvolta fanno altri visitatori. Lo scorso gennaio, d’istinto, mi è venuta l’idea di fermare le immagini». Brandelli di vite misteriose come leggiamo sul foglio bianco di una delle tombe: cadavere di persona sconosciuta, sbarco Donnalucata. 04.12.2004. Con Sampieri e Cava d’Aliga, Donnalucata è una delle località del comune di Scicli, dove approdano le barche degli extracomunitari. «Siamo più a sud di Tunisi e le spiagge sono uguali a quelle nordafricane — dice Ottaviano —. Ve n’è una, nei pressi di Punta Corvo, un tempo chiamata costa dei contrabbandieri, che è diventata punto di sbarco dei migranti».
Ma succede anche che il mare, oltre ai vivi, porti sulla sabbia i morti annegati:
«Il naufragio dei senza nome che a Scicli tutti ricordano avvenne nel novembre del 2005 — spiega Adolfo Padua, ex sindaco della città —. La carretta del mare proveniva da Malta, e numerosi furono i cadaveri ripescati vicino alla costa». Aggiunge altri dettagli Giuseppe Savà, curatore di Scicli news: «Erano cinesi, tutti molto giovani, sui vent’anni. Non furono mai identificati e nessuno ha mai reclamato i loro corpi». Così i ragazzi dell’Estremo Oriente finirono nel piccolo cimitero, accanto agli altri senza nome. Aggiunge Savà: «A onor del vero, si fece di più. Sulla facciata di un brutto palazzo di Scicli, uno degli sciagurati prezzi pagati alla modernità edilizia, l’amministrazione comunale, il Natale dello stesso anno, provvide a collocare le luci, in loro memoria, che brillano nella notte».
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Corriere della Sera
21/05/2012 - 15:35
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Lettere in redazioneRoma
1
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7
11/04/2011 15:26
CARISSIMO FORESTO
Un Uomo libero.
ho visto dei fiori su quelle tombe sconosciute nel cimitero di Scicli e non solo nel giorno dei morti. La città ha metabolizzato quelle morti e con mano pietosa ne rispetta la memoria, adottandole. Sono vite spezzate dal vento, dall'uragano, dalla forza del mare, dal bisogno e per questo meritano l'elemosina del ricordo.
6
11/04/2011 09:49
Matteo Giuca from Miami
Difende il figlio, ucciso a calci e pugni. Ventimiglia, fermati quattro romeni La vittima, 53 anni, è stata accerchiata e massacrata da un gruppo di romeni che prima aveva avuto una discussione con il ragazzo, 20 anni, legata ad un cane http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/04/10/visualizza_new.html_904137331.html questa e la notizia riportata oggi, fatevi una idea di che razza di gente stiamo parlando, noi italiani mai abbiamo fatto le vigliaccate e le animalate di questa gente. riporto la notizia per farvi capire che prima di assalire le persone ed insultarle, e mi riferisco al fatto della bambina Rumena, avreste dovuto capire da soli con che razza di gente si ha da fare, perche nessuno di voi lascerebbe una bambina sola in macchina e sulla strada ferrata.
5
04/04/2011 16:22
CELEBRARE IL RICORDO
sandro foresto
Ho letto con qualche commozione l’articolo di Marisa Fumagalli, dal quale traspare una partecipazione dolorosa al lutto di tanti sconosciuti, che riesce a spandersi, come se le sue fossero anche le parole di tutta Scicli. Queste città sul mare, un mare come il Mediterraneo dove da millenni viaggiano tanti popoli, hanno saputo accogliere nei secoli uomini e donne, mescolandoli ai propri abitanti, dando forza al sangue, al lavoro, alimentando miti, così da diventare quello che sono: un meraviglioso mondo dove tutto è vivo, composito, ricco di senso. Queste città hnno saputo però accogliere anche i morti, spesso ignoti, affidati dal mare alle coste e alle braccia pietose di chi li ha raccolti. E’giusto, è nobile ricordarli e fermarsi per un momento in un gesto di pietà. Il 2 novembre può essere considerato una festa religiosa confessionale, ma è pur sempre il giorno in cui noi ricordiamo tutti i nostri morti, senza differenze di fede, di partito, di censo: quel giorno potremmo ricordare anche questi poveretti che, è vero, sono di altre fedi, ma daremmo un bel segno di civiltà nel ricordarli tutti, assieme ai nostri, come fossero parte di una stessa famiglia.
4
04/04/2011 13:09
IO HO FATTO DA TEMPO UNA PROPOSTA
Un Uomo libero.
che mi pare molto condivisibile: dedicare nel nuovo cimitero cittadino un angolo senza croci e senza simboli se non la lapide di pietra che sigilla per sempre una vita, dove poter collocare questi morti senza nome e senza credo. Sarebbe un gesto di grande pietà cristiana per chi ci ha cercato e non ha potuto raggiungerci.
3
04/04/2011 13:07
PER PEPPE CARVALHO
errore..i cinesi sono stati rinvenuti morti sugli scogli e sulla spiaggia di costa di carro...
2
04/04/2011 12:12
CORRIDGE
Pepe Carvalho
Non so se l'errore è nel racconto di Peppe o nella rielaborazione della giornalista del Corriere, ma in questa piccola ricostruzione c'è un po' di confusione. In quella occasione della notte tra il 17 e il 18 Novembre 2005 di fronte Baia Samuele lo sbarco era di circa 200 nordafricani e forse qualche iracheno, ma non di cinesi: ne morirono almeno 25, forse 30, e furono sepolti in buona parte a Scicli. Invece gli unici cinesi morti sulle nostre coste che io ricordi sono forse 4, qualche anno prima del 2005, nei pressi del molo di Donnalucata, sempre sepolti a Scicli.
1
04/04/2011 10:04
BRAVO CARLO
Romana
Known but to God è scritto su molte croci del cimitero americano di Nettuno, quello dove sono sepolti gli alleati morti durante lo sbarco ad Anzio. Ma quelle sono di marmo ...