13/04/2011 19:59
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Modica - Una forma: la Sicilia, triangolo spigoloso. Un’installazione di legno, bulloni e ruote. Per smentire la geografia che abbiamo a mente, e che ci mente.
C’è un ragionamento dirompente, una sfida alla cristallizzazione del pensiero, un invito a metterci in gioco nella relazione aperta, vissuta fuori dagli spazi istituzionali, a realizzare un’evoluzione attraverso il confronto e l’interazione, c’è tutto questo in Geografi(c)amente, la personale dell’artista siracusano Sebastiano Mortellaro, inaugurata domenica sera allo spazio SAI di via Caitina a Modica (Rg), nell’ambito della rassegna di arte contemporanea Art is town e della XIII Settimana della Cultura. Geografi(c)amente è un’opera che rende fisicamente l’idea dinamica del cambiamento, del continuo spostamento dei punti di riferimento, con una forma che può diventare sempre un’altra e un’altra ancora: “Solo deformando i concetti predefiniti e stereotipati, bagaglio insensato che perde pezzi col passare del tempo –ha spiegato lo stesso Mortellaro- si riuscirà a raggiungere una forma non rigida ma aperta e si passerà dalla geografia che sempre abbiamo avuto a mente, a quella diversa, frutto di ciò che saremo riusciti a smentire”. “E’ importante –spiega il curatore Francesco Lucifora- comprendere le trasformazioni che oggi operano nel presente sempre più stratificato, complesso e mediato. Geografi(c)amente è una personale/relazionale in cui Sebastiano Mortellaro ha riversato un dispositivo interattivo il suo pensiero riguardo alla geografia che mente e che abbiamo imparato talmente a memoria da farci perdere lucidità di visione. La forma è quella di una terra che è stata sempre trasformata da altri, pochi, fin troppo pochi. Una forma scultorea e installativa che rilancia un doppio senso di collettività: opera pensata in provenienza dalle relazioni tra l’artista e il popolo siciliano, opera che viene azionata da un insieme casuale di persone. Il risultato è la continua trasformazione, il rifiuto di una condizione di incertezza tra il non fare, il non voler fare e l’impedimento al fare”. Geografi(c)amente sarà visitabile fino al 22 aprile, tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19.30.
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