16/04/2011 13:32
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Ragusa - “La nomina dei nuovi componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ci fornisce lo spunto per esprimere le nostre rimostranze rispetto ad un percorso che, ancora una volta, tende ad escluderci dai ragionamenti politici complessivi attuati in seno al centrodestra, di cui, fino a prova contraria, facciamo parte a pieno titolo”.
Ad affermarlo il coordinatore provinciale dei Popolari di Italia Domani, Vincenzo Castilletti, amareggiato per il fatto che, ancora una volta, non si sia sentita l’esigenza, da parte della coalizione, di coinvolgere il Pid in un discorso di oculata gestione di una delle complesse macchine presenti sul nostro territorio.
“Diciamo subito – continua Castilletti – che ne facciamo un discorso politico e qualitativo. Per quanto riguarda il secondo aspetto, non siamo affatto soddisfatti delle nomine effettuate. Se ci avessero consultato, avremmo potuto fornire il nostro apporto anche fornendo dei nominativi di professionisti che, a nostro modesto modo di vedere le cose, avrebbero potuto garantire un supporto concreto verso quel percorso legato alla creazione del quarto polo che, da solo, potrà salvare la realtà della presenza universitaria in provincia di Ragusa. Se ciò non accadrà si rischia, inevitabilmente, il tracollo. Altro e più grosso problema, per il Pid, è il nostro mancato coinvolgimento, ed è la seconda volta che accade, nelle scelte politiche che vengono effettuate per fornire gli indirizzi di massima al futuro di questo territorio provinciale. Non possiamo essere utili solo quando c’è da assicurare il nostro contributo elettorale mentre quando occorre pianificare strategie operative veniamo messi da parte. E’ ovvio che si tratta di una situazione che non ci piace”.
Salvatore Battaglia: Due pesi e due misure
“Da un lato chiedono al presidente della Regione, uno tra gli ultimi è stato Nello Dipasquale, di erogare contributi consistenti per il mantenimento e la crescita dell’Università a Ragusa, dall’altro non coinvolgono il partito che lo esprime nella scelta delle linee di indirizzo da fornire al Consorzio, come si evince anche dalla nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione. Mi chiedo: qual è il filo logico, sul piano politico, che muove tutto ciò?”. A porsi l’interrogativo è Salvatore Battaglia del Movimento per l’Autonomia, candidato sindaco della città di Ragusa, perplesso per la piega che ha preso la gestione dell’Università nell’area iblea. “Sarebbe stato il minimo fare partecipe il presidente della Regione o chi per lui – continua Battaglia – delle scelte che si intendevano compiere con la nomina dei nuovi componenti del Cda. Ma, evidentemente, si pensa a Lombardo soltanto quando deve allentare i cordoni della borsa. Mi pare che la politica dei due pesi e delle due misure non funzioni. Ad ogni modo, non mettendo bocca sulla professionalità dei vari componenti presenti nel Cda, dico che non erano queste le figure di cui aveva bisogno il Consorzio in una fase così delicata come l’attuale. Per potersi promuovere in un mercato sempre più difficile, era indispensabile, per il Consorzio, la creazione di un management in grado di rendere appetibile, alle varie aziende presenti sul territorio, e non solo, l’opportunità di investire in formazione. Ed è molto difficile che ciò possa accadere, mi auguro di sbagliarmi, con l’attuale Cda”.
Redazione
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