08/05/2011 18:46
Notizia letta: 2607 volte
Santa Croce Camerina - E' in atto l'estirpo di un secolare carrubeto per far posto ad un impianto fotovoltaico. Sabato alcuni volontari di Legambiente, su segnalazione di cittadini, hanno constatato che, sulla strada comunale che congiunge S. Croce Camerina alla frazione di Casuzze, si stanno eseguendo i lavori, attraverso l'abbattimento di diversi ettari di un antico carrubeto.
Come testimoniato dalla tabella dei lavori, le opere sono effettuate nell'ambito della realizzazione di un "impianto di produzione di energia elettrica da parte della società agricola Arte Orto Energy", regolarmente autorizzata dall'assessorato regionale dell'Energia, con decreto 2249 del 23 dicembre del 2009.
"La normativa vigente vieta tassativamente l'abbattimento degli alberi di carrubo, mentre l'eventuale loro trapianto in altro sito è autorizzato solo per individui di età inferiore a 6 anni: evidentemente quindi non si applica ad esemplari di età elevate - spiega Legambiente in una nota - come sono quelli interessati alle operazioni". Legambiente ha quindi allertato sia la Soprintentenza ai Beni culturali di Ragusa sia il Comune di Santa Croce Camerina perchè possano verificare l'operato dell'azienda che sta eseguendo i lavori e prendere, se necessario, dei provvedimenti. Dal canto suo l'azienda sostiene di avere tutto in regola. "Tutti gli alberi sani saranno trapiantati nello stesso sito - assicura uno dei proprietari di Arte Orto Energy, Guglielmo Zisa - cosa che sta già avvenendo attualmente".
Telenova
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7
11/05/2011 06:55
Concordo con gli ultimi tre commenti. Mi auguro che Legambiente ci tenga informati, magari su queste pagine, su cosa sta veramente accadendo in provincia di Ragusa e in Sicilia in genere con queste imprese industriali pseudo-ecologiche che sono solo distruzione, a vantaggio di pochi.
6
09/05/2011 15:06
COME DISTRUGGERE UN CAPITALE
sandro foresto
Che siano serre o impianti fotovoltaici, la distruzione del paesaggio è una distruzione di capitale che pagheremo noi e le generazioni future. Quando ci si ritroverà in un posto brutto, in un paesaggio sfregiato, che giustificazione daremo? Con qualunquistica faciloneria si dà addosso agli ambientalisti senza sapere di che si parla. In realtà siamo nella stessa logica, nella stessa irresponsabile leggerezza che ha già distrutto mezze coste della Sicilia (per restare in Sicilia, ma altrettanto si può dire per mezza Italia) accampando motivi di urgenza, di gravità sociale ecc ecc mentre non si trattava che di speculazione. Poi ci si ritrova con niente in mano e senza la possibilità di porvi rimedio. Il problema dell'energia va risolto con ben altri strumenti.
5
09/05/2011 11:33
FATAMORGANA
... ma perchè non utilizzare tutte le coperture delle zone industriali e artigianali? con una convenzione con i proprietari dei capannoni si avrebbe energia e nessun consumo di suolo.
4
09/05/2011 10:08
Zap
concordo con il commento n.2, anche se io preferisco piccoli impianti a tetto piuttosto che grandi impianti a terra che, comunque, consumano suolo.
3
09/05/2011 09:09
Perchè parlate dell' impianto di quello di santacroce, e non parlate di quello di scicli!?
2
09/05/2011 09:05
AMBIENTALISTI IMPROVVISATI
V
Purtroppo se avessero estirpato il carrubeto per fare una distesa di serre (cosa che avviene quotidianamente nella nostra provincia) nessuno avrebbe sollevato il problema. Ci si scopre all'improvviso ambientalisti senza neanche sapere che significa. Quasi vi meritate una centrale nucleare.
1
08/05/2011 23:29
SicMan
Mi sembra strana la dichiarazione di Legambiente: per quanto possa sembrare incredibile, non esiste alcuna legge che tuteli gli alberi di carrubo, e infatti in anni recenti ne sono stati estirpati a centinaia per far posto alle serre. Ne parla anche il grande artista Guccione nel documentario realizzato sul Parco degli Iblei. Sono invece tutelati gli alberi di ulivo, che possono essere estirpati, ma solo a determinate condizioni. D'altra parte, per rilasciare tutte le autorizzazioni del caso, la Regione dovrebbe aver sentito, a suo tempo, anche il parere della Soprintendenza, che quindi dovrebbe essersi già espressa favorevolmente. Potrebbe trattarsi di carrubi, magari antichi, ma non di pregio, nè paesaggistico, nè produttivo.