21/05/2011 15:54
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Ragusa - “Se c’è una soluzione troviamola in armonia, con il contributo di tutti. Solo oggi la nuova gestione si rende conto del sistema Pozzallo”.
Adolfo Vannucci, presidente di Socotherm spa, esordisce così alla riunione del 20 Maggio 2011 presso l’ASI di Ragusa. Sollecitato da Filctem, Femca e Uilcem territoriali il 26 Marzo scorso, l’incontro è stato utile per fare luce sui possibili scenari occupazionali e produttivi per la marine base di Pozzallo.
Socotherm -come sostiene il Presidente Vannucci, nel board della società veneta dal 29 dicembre 2010- guarda oggi a un futuro a breve termine. La crisi aziendale, che ha portato alla quasi liquidazione della società di Zeno Soave nel 2009 per l’importante dissesto finanziario e al conseguente stop della CONSOB alle trattative del titolo in borsa, non è del tutto ristabilita.
La ristrutturazione aziendale, messa in campo da Cristiano Battelli nel 2009, che ha toccato inesorabilmente anche il nostro territorio con la chiusura dello stabilimento ragusano e l’espulsione di 16 lavoratori dal ciclo produttivo -evidenziano i sindacati nel loro intervento- ha solo ridotto i margini di un default, quasi inevitabile. L’asset di Pozzallo, uno stabilimento nato solo ed esclusivamente per le grandi commesse, o meglio, per i grandi utilizzatori di tubazioni per il trasporto di olio e gas, in & off shore, si dimostra ancora oggi l’anello debole di una filiera industriale incompleta che penalizza fortemente il nostro territorio.
L’equazione delle produzioni per Socotherm, così come ha ben spiegato l’ing. Berti, direttore generale tecnico, si risolve in 3 semplice passi: costruzione tubazione in acciaio, rivestimento in plastica, spedizione. Pozzallo, punito da una logistica dei trasporti disarmante (nonostante la prossimità di un porto commerciale a soli 4 km dallo stabilimento di contrada Fargione), non risponde alle aspettative dei clienti. C’è troppa distanza da colmare, in termini di tempo e di spazio, per chiudere con un certo vantaggio l’interesse della committenza. I contractors – sottolinea il direttore delle produzioni di Socotherm- vogliono un prodotto completo: E Pozzallo non potrà mai colmare il gap strutturale, geografico, che spinge il proprio stabilimento lontano dalle produzioni di tubazioni in acciaio per essere poi rivestite.
Per il sindacato, tuttavia, non esistono difficoltà insormontabili. Servono chiarimenti e precisazioni sulla continuità delle produzioni per il sito di Pozzallo, così come ha ribadito l’ASI, e soprattutto la presentazione di un piano industriale serio. Un progetto di spesa, corroborato da commesse certe e garantite, che si possono rapidamente realizzare nella marine base di Pozzallo. Da qui la rinnovata opportunità occupazionale per il nostro territorio, nel rispetto del primo progetto industriale, proponendo come punto di mediazione la valorizzazione del sito presso l’ASI, con la ripresa attività lavorativa, il rispetto del piano occupazionale e per ultimo l’annullamento del procedimento di revoca concessione terreno, che potrà avvenire solo ed esclusivamente con la promulgazione di una legge ad hoc emanata dalla regione siciliana.
Interesse dell’ASI e del sindacato è di salvaguardare il bene, per l’opportunità occupazione ed economica del nostro territorio, così come l’interesse primario per Socotherm è consolidare e tutelare l’investimento.
Nessuna definizione d'intesa, dunque alla riunione del 20 presso l’ASI di Ragusa. Nessuna pregiudiziale da parte del sindacato a una ripresa delle relazioni industriali, interrotte da più di un anno con l’azienda veneta.
La gestione delle relazioni sindacali in mano al Presidente Vanucci, già amministratore di Esso, lascia ben sperare.
Redazione
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