22/05/2011 20:50
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Ragusa - Stenta a decollare, dopo il rinvio del mese scorso a causa dello sciopero degli avvocati, il processo a carico di Carmelo Iacono, primario di Oncologia dell'ospedale Maria Paternò Arezzo di Ibla, imputato di peculato e concussione, reati che sarebbero stati commessi dal maggio 1997 al settembre del 1999.
Le indagini sono state svolte dai Nas dei Carabinieri di Ragusa. Davanti al Tribunale (presidente Andrea Reale, a latere Rosanna Scollo ed Ivano Infarinato) ha chiesto di costituirsi parte civile l'Azienda sanitaria provinciale 7. Con la delibera 587 del 31 marzo, l'incarico è stato affidato all'avvocato Angelo Pennisi di Catania.
Quindi, si è andati avanti con problemi di natura procedurale che hanno portato al rinvio al 30 settembre dell'udienza a causa di impedimenti vari. Per la prossima udienza sono stati citati i primi testimoni. Si tratta di inquirenti e pazienti, citati dalla Procura (rappresentata dal pm Marco Rota). Si tratta dello stesso magistrato che ha chiesto ed ottenuto dal gup Claudio Maggioni il rinvio a giudizio dell'imputato lo scorso 27 luglio. Secondo l'accusa, il direttore dell'Unità operativa di Oncologia, difeso dall'avvocato Carmelo Di Paola, abusando della sua qualità, avrebbe programmato e attuato, oltre a quelli dovuti, anche accertamenti ed esami di competenza dell'Unità di Chirurgia, ricoverando 34 pazienti nei confronti dei quali prescriveva o faceva prescrivere dai suoi assistenti indagini specialistiche finalizzate alla preparazione dei pazienti all'intervento chirurgico.
L'invito era motivato dal fatto che la sala operatoria del "Civile" di Ragusa era chiusa; che c'era da attendere molto. Le alternative prospettate alle 34 pazienti affette da tumore erano quelle dei viaggi della speranza. Secondo l'accusa, quindi, i pazienti venivano preparati a Ragusa a carico della struttura pubblica, ma andavano a sottoporsi all'intervento chirurgico in una clinica privata a Catania. Per la pubblica accusa, quindi, il primario Iacono, abusando della sua qualità e dei suoi poteri, avrebbe indotto le 34 pazienti a promettergli indebitamente denaro quale corrispettivo per le prestazioni chirurgiche da effettuare a Catania. Sono tutte accuse che dovranno essere provate in aula nel corso dell'istruttoria dibattimentale. Quello a carico del direttore dell'Unità operativa di Oncologia dell'ospedale Maria Paternò Arezzo (la struttura da qualche anno è stata allocata nell'ospedale di Ibla) è uno dei primi processi penali che vede nel ruolo di presidente del collegio il giudice Andrea Reale, giovane magistrato siracusano, presidente della sottosezione di Ragusa-Modica dell'Associazione nazionale magistrati.
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