25/05/2011 19:59
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Ragusa - Quando, nel corso di un’intervista a tre e rispondendo ad una domanda assolutamente generica sulle unioni omosessuali, ho dichiarato che la famiglia è quella composta da un uomo, una donna ed i loro figli, ho inteso esprimere un concetto che, prima ancora che mio personale convincimento, è il frutto del doveroso rispetto nei confronti della legge italiana.
La famiglia è infatti un’istituzione prevista dalla legge e non può avere una forma diversa da quella che il Legislatore impone, tanto con le norme della Costituzione quanto con quelle della legge ordinaria.
Potrà dirsi che queste norme mostrano gli anni che hanno, ma resta il fatto che la famiglia non può essere che quella prevista dalla legge.
La Costituzione pretende che essa si fondi sul matrimonio, che per legge ha la valenza di un preciso, reciproco e gravoso impegno tra un uomo ed una donna.
Ciò non toglie che le unioni tra due persone, le quali non vogliano o non possano sposarsi, non debbano ricevere tutela. Anche tali unioni avvengono tra cittadini che sono e devono restare portatori di diritti. E, in particolare, l’unione tra due persone dello stesso sesso, che non può per questo essere formalizzata in un matrimonio, va attentamente vagliata per evitare una odiosa discriminazione, peraltro assolutamente vietata dalla stessa Costituzione e dal senso etico di tutti noi. Anche dal mio!
Il Legislatore dovrà trovare il modo più corretto e più garantista perché anche questi uomini e queste donne possano godere dei diritti e delle facoltà che ogni stato civile deve garantir loro.
Ho pure detto che io rispetto sempre qualsiasi scelta che, per quanto diversa dalle mie, ognuno ha pieno diritto di fare nell’ambito della propria sessualità. E che rispetto sempre, anche non condividendola, ogni opinione diversa dalla mia. Ciascuno deve godere del diritto di esprimere liberamente le proprie idee e del diritto ad essere rispettato.
Anche per questo non c’è ragione per cui il mio convincimento che l’istituzione “famiglia” debba esser lasciata così com’è non possa essere quantomeno rispettato, quand’anche non condiviso.
Redazione
21/05/2012 - 15:35
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21/05/2012 - 23:48
Lettere in redazioneRoma
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9
28/05/2011 10:36
DIPASQUALE, GIOVANARDI E IL TOTALITARISMO
Fabri
A quanto pare le recenti sparate del sottosegretario giovanardi su pubblicità, famiglia e costituzione non erano isolate, il suo alto magistero si irradia per tutto il Pdl fino ai gradini più bassi, come quello occupato dal sindaco Dipasquale che riprende tale e quale il suo curioso punto di vista. Credo sia evidente che la famiglia prima di essere un’istituzione che viene fuori dal codice civile o dalla costituzione sia un fenomeno antropologico, sociale, che pre-esiste al Diritto e allo Stato. Non a caso l’art. 29 recita: “La Repubblica RICONOSCE (e non attribuisce) i diritti della famiglia come società naturale…” Il Diritto non crea i fenomeni sociali, li disciplina. E nemmeno li deve cristallizzare una volta per tutte, non può farlo, pena l’ineluttabile desuetudine. Da qui il principio per cui la legge posteriore abroga la più vecchia nonché la possibilità di riforma della Costituzione. Il Diritto corre appresso alla società e ai suoi mutamenti, li disciplina si, ma non impone concetti ai suoi membri (nemmeno al sindaco), che sono liberi di dissentire e mettere in moto quelle attività che portino anche nel campo del Diritto il cambiamento sociale già verificatosi. Al di là della legittima opinione politica di Dipasquale sulle unioni omosessuali, quello che mi fa specie e anche un po’ paura è la visione della legalità, della società, della libertà che emerge da dichiarazioni come “il mio personale convincimento è il frutto del doveroso rispetto nei confronti della legge italiana” come se fosse DOVEROSO conformare il proprio pensiero in materia sociale a quanto previsto dalla legge e quindi fosse una violazione della legge stessa PENSARLA diversamente. “La famiglia è un’istituzione prevista dalla legge e non può avere una forma diversa da quella che il Legislatore impone.” Non è vero. Non è vero perché nella realtà non esiste solo la nozione giuridica di famiglia, cui si riferisce Dipasquale, sulla Terra prima di tutto c’è quella sociologica! Wikipedia definisce il Totalitarismo come “la dottrina o la prassi di qualsiasi stato intenda inserirsi nell'intera vita anche privata dei suoi cittadini, al punto da identificarsi in essi o da far identificare essi nello Stato.” Si legge: “Giovanni Gentile affermò che «... per il fascista tutto è nello Stato e nulla di umano e spirituale esiste e tantomeno ha valore fuori dallo Stato. In tal senso il fascismo è totalitario...»” e sempre su Wikipedia “Si definisce totalitarismo quando il potere politico invade la società soffocandone ogni autonomia”. Palesi le analogie con la visione espressa da Dipasquale. E non si può obbiettare che il sindaco in quanto amministratore le leggi non le fa ma le applica: la domanda dell’intervista tripla e anche la presente “precisazione di Nello” tirano in ballo il Dipasquale politico a trecentosessanta gradi, non l’amministratore. D’altra parte queste sono competenze del parlamento, un sindaco in quanto tale non conta una cippa.
8
27/05/2011 08:27
IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO
Un Uomo libero.
nella Chiesa Cattolica è amministrato dai coniugi e, solo, ratificato dalla chiesa! Se, allora, io mi sposo con il rito buddista o con un rito mau mau, la Chiesa accetta le mie intenzioni e le ratifica. Questo la dice lunga sulla parola "Matrimonio". Vogliamo chiamarle "Unioni civili"? vale! " Vogliamo chiamarle "Nozze gay"? E perché no? Vorrei comunque chiedere: che cosa cambia in una società se due persone di sesso identico desiderano vivere una vita sentimentale in comune per sostenersi affettivamente come due individui (non importa il sesso, l'età e la condizione)? Nulla. Non capisco dunque certe impuntature stupide da trogloditi e il desiderio di negare un'evidenza che tuttavia esiste in natura e, dunque, va rispettata e regolata. Ho molti amici "parejas omosessuali" e si amano con una tenerezza tale che ancora non ho visto tra "coniugi normali etero". Lasciamo libere le persone di vivere la loro vita, per favore, e smettiamola con tutte queste ca..ate!.
7
27/05/2011 00:03
FAMIGLIA
Claudio
Per me qualsiasi unione tra due persone, legate da vincoli d'affetto o d'amore e che abbiano comuni obiettivi, è Famiglia! Due sorelle o due fratelli che vivono assieme, un figlio che vive con madre o padre anziano, ed ovviamente due uomini o due donne che stanno assieme. Non sono la "famiglia perfetta del mulino bianco", ma sono una Famiglia! In caso contrario, non sarebbero famiglia, le coppie senza figli, il padre vedovo con figli/o, la madre divorziata con figli/o.
6
26/05/2011 09:39
IO CONOSCO COPPIE
formate da uomini e donne uniti da matrimonio che non hanno figli, anche per loro scelta. Che facciamo, gli annulliamo il matrimonio visto che non sono una famiglia? Oppure li obblighiamo, entro una certa data dalla loro unione, ad adottare un bambino? Eliminiamo il concetto di famiglia, che forse facciamo meglio.
5
25/05/2011 23:38
AL SIGNOR DIPASQUALE
pastor angelicus
Non voglio muovere nessuna critica, ma nell'intervista le si chiede di Unioni Civili e non di Matrimoni e/o di Famiglia; ma non è colpa sua se lei come molti altri politici locali, provinciali e regionali siete rappresentanti di quella mediocrità che ancora esiste in Italia. Ha la mia stima per i suoi 5 anni di mandato come primo cittadino di Ragusa, ma adesso si metta l'animo in pace e torni a fare il suo bel mestiere, ops dimenticavo .... i politici (quelli falsi) sapete saper fare solo chiacchiere! Cordialmente.
4
25/05/2011 23:16
COME LA PENSO
cattolico (credo)
Secondo me quando due persone dello stesso sesso stanno o vogliono stare insieme, beh contenti loro contenti tutti, ma questo non significa che possono essere o diventare una famiglia, di sicuro sono una coppia, intimi, per la pelle, ma essere una famiglia NO. La famiglia è sempre stata formata da un uomo e da una donna dalla quale unione nascono I FIGLI, cosa che può avvenire quindi dall'unione di due persone di sesso opposto. beh, i gay vogliono insieme tra loro? ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma non possono però volere-avere il diritto di farsi chiamare famiglia, io non lo accetto, anche se io fossi un gay non potrei mai chiedere questo, è antinatura. Scusatemi ma io la penso così, Grazie.
3
25/05/2011 22:15
giovanni
dai Roberto aspettiamo con ansia il tuo commento...
2
25/05/2011 20:01
IERI HO VISTO
Romana
due ragazzi - due bei ragazzi - seduti ad un tavolino di un lussuoso bar del centro. Sono passata accanto a loro. Ho notato che si tenevano per mano. mani tenute in alto, sul tavolino, in bella vista. Sono una famiglia? Sicuramente sono una coppia che si vuole bene, si sorreggono l'uno con l'altro, si aiutano nel momento del bisogno. Penso a tanti matrimoni fatti per interesse e alle urla che si sentono dagli appartamenti quando le coppie "normali" litigano.