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Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 16:22 - Online: 217 - Visite: 8388607

09/06/2011 21:31

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Modica, il degrado di Villa Cascino

Al quartiere Dente

Modica, il degrado di Villa Cascino

Modica - Muri di cinta pericolanti, alberi e siepi abbandonati, lampioni e sedili rotti, scale in legno fradice e servizi igienici completamente fuori uso. Ecco cosa rimane del più grande spazio a verde della Città della Contea, il parco comunale di Villa Cascino, nel quartiere Dente, a Modica.

Recuperato alla fine degli anni novanta dall’allora amministrazione comunale di centrosinistra e aperto alla fruizione dei turisti e dei cittadini per concerti, rappresentazioni e servizi fotografici di sposi, il parco è chiuso, a scopo precauzionale, dal 2009, dopo il crollo di un’ampia parte di muro che sovrasta via Nuova Sant’Antonio.

Dal 2006, infatti, quando la manutenzione ordinaria è stata affidata alla Multiservizi, per l’ampio giardino di Villa Cascino è iniziato, e non ancora terminato, un periodo di abbandono, fino all’odierno degrado.

Ma come e quando si pensa, se si pensa, di recuperare e restituire alla città questa rara e preziosa area a verde?

In realtà, a Marzo di quest’anno, il Comune ha provveduto, attraverso una deliberazione di giunta, a stipulare un accordo biennale per gli anni 2011-2012 con associazioni di volontariato che prevede anche la concessione in comodato di alcuni locali, per iniziative di carattere sociale.

Pare, quindi, che l’amministrazione  sia orientata ad affidare a terzi la gestione della Villa e dei suoi servizi anche se, al momento tutto è fermo. Tranne il tempo, che inesorabile trascina la bellezza di questo affascinante angolo di Modica, verso il declino.

Sull’argomento, negli ultimi giorni, si sono susseguite alcune note di Marcello Medica e di Giovanni Rosa, assessore al verde pubblico alla fine degli anni novanta, sullo stato di abbandono di diverse zona della città: dagli angoli più suggestivi e affascinati, come la scalinata di San Giorgio e l’annesso Orto del Piombo e ancora San Giuseppe “u Timpuni”, ai cigli e incroci stradali, ai vialetti nei pressi dei plessi scolastici, dove la mancata scerbatura mette a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e dei pedoni.

Insomma, quando una città, come Modica, offre davvero tanto di suo, interini di bellezze architettoniche, paesaggistiche, naturalistiche, gli Enti preposti, come il Comune, potrebbero, e dovrebbero, quantomeno occuparsi della manutenzione ordinaria di questi luoghi, per evitare che, con il passare del tempo, restino solo rottami e sterpaglie; e non affidarsi ad una gestione che, oltre a non valorizzare le risorse della città e a penalizzare i potenziali fruitori dei luoghi, si rivela anche antieconomica, dato che gli interventi straordinari sono sicuramente più impegnativi di una cura costante.

Vittoria Terranova

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