13/07/2011 14:47
Notizia letta: 1413 volte
Scicli - Esiste un decreto di vincolo, del 31 luglio 2009.
I proprietari della Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri sono tenuti a provvedere alla preservazione del monumento, e in caso contrario è la stessa Sovrintendenza di Ragusa ad avere l’obbligo di agire in sostituzione e in danno dei privati inadempienti.
E’ il movimento Patto per Scicli, fondato da Franco Susino, a sollevare la questione.
“Vero è che i proprietari hanno opposto ricorso al Tar chiedendo una decisione nel merito e bypassando perciò la sospensiva, ma il decreto è vigente e cogente, per cui né i proprietari né la Sovrintendenza possono far finta di non sapere” –dichiara Franco Susino.
Nel decreto di vincolo dell’assessorato regionale ai beni culturali si legge che “il complesso rappresenta un esempio rarissimo di architettura industriale produttiva. Il complesso fa già parte della letteratura specifica essendo stato registrato negli anni 60 dall’Enciclopedia della Tecnologia (Boringhieri, Torino, 1967) e dalla rivista Industrial Archeology nel 1992, e più recentemente censito come esempio di archeologia industriale da Wikipedia”.
Sono 22 gli eredi cui il vincolo è stato notificato, ma dal luglio 2009 ad oggi né i privati hanno provveduto a un’opera di conservazione del manufatto, né la Sovrintendenza di Ragusa ha fatto nulla per sostituirsi agli eredi inadempienti.
Foto Luigi Nifosì
Redazione
12/07/2011 - 00:09
CulturaScicli
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
22/05/2012 - 20:22
CronacaScicli
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
2
17/05/2012 - 11:55
AttualitàScicli
2
16/05/2012 - 10:49
AttualitàRagusa
1
21/05/2012 - 23:48
Lettere in redazioneRoma
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.
5
14/07/2011 20:24
LE VOGLIE E LE REALI POSSIBILITà
siamo "innamorati" della Fornace e tutto quanto per il litorale rappresenta. Sono più che in accordo con g.m da Sampieri e anche con UUl. Però ... per sostenere le idee che manifestano questi signori, si capsice chiaro non hanno cognizione dell'operazione restauro e recupero. Se si vuole "bene" al manufatto, se vogliamo si tramandi la sua identità e tutto quanto di connotazione nell'immaginario risiede ... non si può volere nè la rifunzionalizzazione, nè il recupero in alcun modo, perchè questo, il recupero, NON è possibile senza fare diventare la Fornace altro da se stessa.
4
14/07/2011 15:00
A VOLTE LA CECITà
Un Uomo libero.
e la poco lungimiranza sta proprio nelle soluzioni facili come quella prospettata dal signore del precedente post. Perché non si potrebbe recuperare e offrire alla collettività questo splendido manufatto, rudere di una società industriale che ha visto coinvolta questa parte dell'isola abitualmente definita "babba" e addormentata. L'albergo sarebbe un ulteriore scempio imposto a un territorio che non merita assolutamento tanto accanimento. Con buona pace di chi la pensa diversamente.
3
14/07/2011 14:04
intervento conservativo? conservare lo Stabilimento allo stato attuale o ripristinarlo? e quale ritorno ne avrebbero i 22 compropietari? un ritorno di immagine , forse? non certamente quello economico che ognuno spera poter realizzare a fronte di un copicuo investimento di soldini....! mecenati in giro se ne vedono pochi, potremmo provare a chiedere al Sig. Della Valle ( Mr. Tods per intenderci) se per caso è disponibile a finanziare il recupero conservativo dello Stabilimento del Pisciotto così come ha fatto per il Colosseo..... tanto sempre di finestroni ad arco si tratterebbe! io più realisticmente penso si debba dare la possibilità ai privati possessori di recuperare il manufatto destinandola a struttura turistica ( albrghiera o altro) cosa farebbe di sicuro registrare un ritorno economico sia per i proprietari che per la collettività , basti pensare l'indotto che determinerebbe una valida struttura di tal genere. si può certamente pensare di dubordinre tale struttura a vincoli legati al rispetto di alcune condizioni che l'Amministrazione potrebbe porre legando la realizzazione al rispetto del panorama, della tipicità dei luoghi, all'utilizzo di mano d'opera e,di fornitori e quant'altro, esclusivamente locale. Altrimenti.... lasciamolo piano piano morire per consunzione... la cecità sta in questa seconda ipotesi. g.m. sampieri
2
13/07/2011 20:59
OGNI PAROLE è INUTILE
cosa si può aggiungere al parere di Un uomo Concreto? Non sarà un tecnico, non sarà un esperto ... ma ha fatto l'unica osservazione sensata e possibile che alcuni sosteniamo da tantissimo tempo., Tutti gli altri che dicono diversamente ... o sono in malafede, o non capiscono niente, oppure - che è peggio ... hanno interessi privati. Lasciate la fornace al suo destino di rudere ...
1
13/07/2011 12:21
CARI CONCITTADINI ...
Un Uomo Concreto
e forse meglio che pietra dopo pietra si distrugge tutto interamente ..... ma chi mai potrà finarziare il restauro dell'edificio .... aprite la mente se volete far vedere l'ex fornace ai vostri nipoti .... qualsiasi utilizzi purchè l'aspetto esteriore rimanga inalterato ... o quasi.