22/07/2011 21:13
Notizia letta: 1418 volte
Ragusa - Il Presidente del Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa Prof. Vincenzo di Raimondo e il Vice Presidente Sen. Gianni Battaglia esprimono anche a nome dell’intero Consiglio di Amministrazione e dei Soci soddisfazione per l’esito del ricorso deciso dal Tar di Catania, che fa proprio l’argomentazione dei nostri legali, e legittima i comportamenti e gli accordi finora sottoscritti e rende sereni gli studenti di Ragusa e le loro famiglie.
La scelta a suo tempo fatta di puntare sulla Facoltà di Lingue organizzata in esclusiva nella nostra Provincia si è rivelata vincente.
Adesso ci auguriamo, avendo posto fine ad ogni precarietà che gli studenti siciliani neo diplomati possano scegliere, preiscrivendosi entro il 2 agosto p.v. di studiare in un luogo ricco di bellezze straordinarie come Ragusa e in una Facoltà di eccellenza e che gli studenti già iscritti possono proseguire nei loro studi senza più alcuna preoccupazione.
Chiusa definitivamente questa vicenda l’impegno del CdA del Consorzio proseguirà per cercare le opportune intese con l’Università di Catania per garantire agli studenti di Agraria e Giurisprudenza di poter completare i propri studi nella sede di Ragusa.
Redazione
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23/07/2011 13:39
Difendono il passato. Le facoltà fra quattro mesi non esisteranno più. Difenderle è inutile, dovrebbero costituire il dipartimento ma i membri del consorzio e i politici ragusani sembra non abbiano mai letto la riforma Gelmini e parlano a vanvera facendo fare brutta figura a tutti i ragusani. La prima domanda: che senso ha spostare una facoltà con pochi docenti (oggi otto, domani qualcuno in più) a Ragusa per sei mesi, dopo i quali entrerà in vigore una legge (la “riforma” Gelmini) che cancella le facoltà e chiede che vi siano solo dipartimenti con non meno (nel nostro ateneo) di 45 docenti? Non sarebbe stato meglio per tutti far vivere la facoltà in un assetto bipolare consolidato e poi lavorare a un grosso dipartimento di lingue tra Catania e Ragusa? "La seconda. Ma a Ragusa è chiaro cosa accadrà a breve? Lo domandiamo – col massimo rispetto, anche qui e tra i docenti c’è grande confusione, come tutti sanno - perché a qualcuno di noi è capitato di parlare, alcune settimane fa, con un esponente pubblico ragusano il quale sosteneva che “per la città di Ragusa la facoltà di Lingue sarà nei prossimi anni una risorsa”. Quando si è replicato che non ci saranno più facoltà, a breve, e gli si è spiegata la legge Gelmini, l’interlocutore è trasecolato e ha chiesto se, onestamente, non fosse tutta una macchinazione del “gruppo di Famoso” (una sorta di Spectre, di Cia occulta che qualcuno si è inventato per qualche interesse, ma che diverte, se possibile, in questa situazione che di divertente ha ben poco). Gli si è risposto che per Ragusa – che ha anche il merito storico di aver consentito l’assunzione di molti giovani e qualificati docenti - e insieme felicemente per Catania sarebbe una grande risorsa un dipartimento (!) di Lingue e culture europee e orientali che operasse in continuità e sinergia, nei prossimi anni. Chi non lo vuole? A quale interesse pubblico e generale corrisponde questa cancellazione?" http://www.step1.it/index.php?id=7105-di-catania-e-di-ragusa