26/07/2011 12:16
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Vittoria - Un nuovo grosso problema per i produttori agricoli. Soprattutto nel Vittoriese dove gli operatori sono impossibilitati, dalle normative vigenti, a smaltire, bruciandole, le piante di pomodoro estirpate dall’interno delle serre.
A lanciare l’allarme il consigliere provinciale Ignazio Nicosia. “Un impedimento che deriverebbe dalla valutazione secondo cui – spiega – almeno stando a quanto sostengono i vertici della Polizia provinciale, l’incenerimento produrrebbe anidride carbonica e quindi inquinamento dell’aria, considerando anche che le piante conterrebbero i residui di antiparassitari e fitofarmaci. Una valutazione che ci stiamo riservando di approfondire anche perché, se così fosse, se, cioè, gli antiparassitari non avessero una loro scadenza, anche i frutti raccolti manterrebbero la propria tossicità. Ma non solo. Potremmo, infatti, sostenere che bruciando le frasche in questione si inquinerebbe l’aria a causa dei veleni contenuti al loro interno. O che, lasciate a macerare in un qualsiasi terreno, le frasche potrebbero inquinare le falde acquifere già alle prime piogge. E’ chiaro che, comunque sia, aldilà del fatto che siano rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi, sempre di rifiuti si tratta e per questo motivo vanno conferiti in appositi centri”. Il consigliere Nicosia teme, tra l’altro, che procedendo in questo modo, con le frasche accumulate dove capita prima, si rischia di creare i presupposti per grossi incendi che potrebbero rovinare l’habitat circostante.
“Per come ho potuto appurare – continua Nicosia – una discarica è stata creata vicino a Kastalia in mezzo a delle piante di carrubo. Un’altra in contrada Zafaglione accanto a delle serre. Tante altre, ancora, sono sparse per le campagne. Ecco perché chiedo che la questione possa essere affrontata nella maniera più corretta. Urge un punto di raccolta e trasformazione anche perché stiamo parlando di un prodotto che può rappresentare una ricchezza, attraverso la biomassa. Al momento, per quel che mi risulta, le discariche non accettano tale tipologia di rifiuto. Anche perché ci sono già problemi non di poco conto per il conferimento dei rifiuti solidi urbani che vengono trasportati a Motta Sant’Anastasia”.
Redazione
21/05/2012 - 15:35
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28/07/2011 01:06
300.000 MORTI PER L'INQUINAMENTO DA BENZENE
ma lo sapete quanto benzene e polveri sottili rilasciano nell'aria le autovetture della polizia provinciale con grave rischio della salute dei cittadini proporrei alle competenti autorità sanitarie di verificare ciò prima di farle circolare in tutte le strade della provincia
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27/07/2011 13:00
RECUPERO DEGLI SCARTI DI ORTIVE
Prof. Orazio Sortino
Consigliere Ignazio Nicosia, facendo seguito alle sue recenti dichiarazioni sugli scarti delle coltivazioni di ortive in ambiente protetto, desidero informarla che da parecchi anni il Centro Sperimentale dell’Università di Agraria di Catania della sede di Modica studia la questione dello smaltimento dei residui colturali proponendone un loro riutilizzo come fonti energetiche e per la produzione di fertilizzanti, ottenendo risultati incoraggianti e di facile applicazione. Consiglio la lettura dell’articolo della rivista “ Terra e Vita” n° 30/2008, pp. 26-30 da cui potrà trarre riflessioni utili per concrete proposte applicative. Il Centro è disponibile a collaborare al fine di supportare gli agricoltori e tutelare l’ambiente.
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27/07/2011 00:52
IL PROBLEMA è ...
Emans
Per questi signori che decidono bisognerebbe che si informerebbero prima di affermare certe cose, altrimenti capiteremo come il Batterio Killer. Nell'orticoltura ci si confronta sempre di più con analisi multi-residuale per rispettare i limiti di legge, sempre più stringenti, come si può affermare nell'articolo sopra che le piante e i prodotti contengono residui di fitofarmaci? Consiglio vivamente di informarsi e magari coinvolgei degli agronomi
1
26/07/2011 17:40
UNICO RIMEDIO: LA PIROLISI
Uccio Pazienza
Poichè le piante assorbono nitrati l'unico rimedio per lo smaltimento è la pirolisi, processo ottenuto mediante calore in assenza di ossigeno (sottovuoto o anareobico). In questo modo il materiale subisce la scissione dei legami chimici. Dal processo si ottiene olio di pirolisi che può essere utilizzato come combustibile per impianto di quater - cogenerazione (elettricità - caldo - freddo e CO2) . Per ogni kilowatt ottenuto da cogenerazione lo Stato ti riconosce un contributo onnicomprensivo di euro 0,28 per 15 anni.