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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 107 - Visite: 8388607

23/08/2011 19:52

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Fornace Penna: la figura successiva

Come la visita ad un parente sofferente, anche oggi sono andato in contrada Pisciotto

Fornace Penna: la figura successiva

Scicli - Quando ho cominciato a mettere in fila riflessioni sull’architettura della Fornace, avevo pensato di poter descrivere uno stato, di fare una mappa delle afflizioni del manufatto. Invece ho scoperto che l’afflizione non è uno stato, bensì una storia. Un processo che rivendica non proprio la necessità della pericolosa ristrutturazione funzionale, quanto il bisogno della naturale ruderizzazione. Ruderizzazione come ultimo dignitoso atto di esistenza.


Per attualizzarne gli eventi, non serve una mappa geometrica, serve saper leggere la corsa del tempo e se non smetto di scrivere questa vicenda in un punto del tutto arbitrario, non vedo per quale motivo dovrei mai smettere. Ogni anno, ogni giorno, c’è qualche novità da registrare. Niente in quell’architettura è una fissità immutabile. C’è sempre una storia sempre nuova da raccontare, così come il tempo che passa la scrive e la descrive.

Come la visita ad un parente sofferente, anche oggi sono andato in contrada Pisciotto.

 

Per affetto a registrarne lo stato di salute.

 

Le pietre dal trampolino più alto - stanche d’ansia per il precario equilibrio - si sono lanciate in un suicidio funzionale, per depositarsi in uno strato spesso sul soprassuolo. I mattoni teneri della ciminiera, corrosi dalle intemperie, hanno lasciato vuoti vistosi in dense ombre. La vegetazione infestante tende a coprire gli ordini inferiori e le balze del forno di un tappeto rigoglioso e scuro. Così l’artificio della Fornace si agghinda di natura e diventa esso stesso materia organica di pregio.

 

Purtroppo nel lato di ponente – proprio dove si estende la vigna – una discarica di materiale inquinante (amianto) a sorpresa e ben nascosta si evidenzia. A che serve urlare attaccamento al Pisciotto, se poi neppure la minima manifestazione di un vivere civile si riesce ad attuare? È pigrizia? È malcostume? È sentirsi furbi? È essenzialmente ignoranza!

 

Fieramente la Fornace tace.

Al corrente di non vivere un troncamento del processo della sua storia, ma una delle fasi. Non l’interruzione della danza, ma una delle tante mutevoli figure successive.

 

Il destino (o che altro è) gode a produrre un grande talento e a renderlo poi vano.

Beethoven diventò sordo.

 

 

 

 

 

Ph di Pasquale Bellia 

 

 

Pasquale Bellia

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