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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 84 - Visite: 8388607

01/09/2011 17:35

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Disinstallare un amore, premio miglior montaggio ad Alessia Scarso

Una commedia sentimentale sulla fenomenologia dell’amore finito ai tempi di internet

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Trani - L’anteprima nazionale di “Disinstallare un amore” coincide anche con la conquista del suo primo prestigioso premio: al suo battesimo ufficiale lo scorso fine settimana, in occasione della XII edizione del Trani Film Festival, il cortometraggio di Alessia Scarso prodotto da “Arà” ha ricevuto la Menzione Speciale per il “Miglior Montaggio”.

Un riconoscimento che premia due volte Alessia Scarso, alla sua opera prima come regista dopo una lunga carriera al montaggio. Ecco infatti la motivazione del premio assegnato dalla Giuria del Trani Film Festival: “Ottimo esordio alla regia. Rilevante consapevolezza e padronanza delle tecniche di editing.  Elevata professionalità in tutti i reparti produttivi”.

 “Disinstallare un amore” è una commedia sentimentale sulla fenomenologia dell’amore finito ai tempi di internet (e di Facebook in particolare!), dove le sofferenze vengono amplificate per la difficoltà di liberarsi dei ricordi che restano intrappolati nella rete, dato che gli strumenti tecnologici che ci tengono “connessi” semplicemente disconosco il diritto all’oblio. Il protagonista Andrea (Alessandro Rugnone) vuole cancellare la sua ex Anna (Cristina Odasso) dai suoi ricordi, e lo stravagante imbonitore della Delete Corporation (Giuseppe Antignati) gli promette che lo aiuterà ad eliminarne ogni traccia, ma la “formattazione” funziona a ritroso e l’eliminazione dei ricordi recenti, i più brutti, fa riaffiorare quelli remoti, i più dolci: il protagonista vive così una sorta di lavaggio del cervello che lo porta a intersecare involontariamente il presente della solitudine con il passato in coppia. 

Il montaggio è stato avvincente –commenta Alessia Scarso- perché la storia si sviluppa con piani temporali diversi e in ambienti sempre diversi, e il rapporto tra la finzione e la realtà dipendono molto dai tempi di edizione. La regia lo è stata altrettanto, per la sfida di immaginare e ricostruire il mondo che esiste nella mente di una persona che perde la capacità critica di fronte ad eventi incredibili. La mia esperienza di montatore mi è stata di grandissimo aiuto, ma è anche vero che il lavoro di regia mi ha fatto affezionare ad ogni suo dettaglio e questo l’ha reso…il montaggio più difficile che io abbia mai fatto in vita mia!”.

Non passa inosservato nella menzione di Trani il riferimento alla “elevata professionalità” dimostrata in tutti i reparti produttivi: “Una soddisfazione per noi – commenta Roberta Trovato, produttrice della giovanissima Arà- perché spesso gli aspetti legati alla produzione vengono sottovalutati rispetto al valore artistico di un prodotto cinematografico: ma è solo grazie agli sforzi della produzione, se questi possono essere valorizzati”.

“Disinstallare un amore”, dopo l’anteprima a Trani, prosegue il suo percorso festivaliero in Italia e all’estero.

 

 

 

Alessia Scarso, classe 1979, modicana, si è diplomata in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha lavorato, fra gli altri, per la regista Francesca Archibugi che le ha affidato il montaggio di “Gabbiani”, prodotto da Rai Cinema, presentato alla 61sima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Ha collaborato con la produttrice Donatella Palermo, lavorando a film tra i quali "Le ombre rosse" di Citto Maselli, presentato alla 66sima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, e “La scomparsa di Patò”, primo lungometraggio tratto da un libro di Andrea Camilleri. Ha avviato collaborazioni con i giornalisti Giampiero Marrazzo e Gianluca Cerasola, montando il documentario "Sopra e sotto il tavolo” sulla strage di Ustica, con interviste a Cossiga, Andreotti, De Michelis e il giudice Priore. Ha montato tra gli altri i cortometraggi di Ivano Fachin e ha diretto diversi spot e documentari per enti pubblici e privati.

 

 

 

 

 

 

 

 

A “Disinstallare un amore” hanno lavorato Coralla Ciccolini per la sceneggiatura, Ferran Paredes Rubio per la fotografia e Marco Cascone per le musiche. Il corto ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dei Beni Culturali – Direzione generale per il Cinema.

Redazione

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