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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 79 - Visite: 8388607

09/09/2011 15:38

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Davide Donzella, l'Inps replica

Dopo la sospensione della pensione di invalidità

Davide Donzella, l'Inps replica

Ragusa - Con riferimento all’articolo pubblicato da diversi organi di stampa in data 9 settembre 2011, relativo alla pensione di invalidità civile sospesa dal 1° settembre al signor Davide Donzella, il direttore provinciale dell’Inps, dott. Michele Porrello, fornisce le precisazioni dovute, fiducioso di ottenere lo stesso spazio riservato alla protesta del pensionato in oggetto.


 

“L’Istituto esprime sincera solidarietà al signor Davide Donzella per il suo handicap con cui è costretto a vivere, ma questo non autorizza il genitore ad assumere comportamenti insolenti nei confronti dei funzionari dell’Inps, né irrispettosi delle leggi dello Stato che sottopongono a revisioni periodiche i beneficiari di indennità economiche in questo momento di grande emergenza finanziaria.

 

La premessa, per evidenziare che alla richiesta di convocazione a visita (dopo 10 anni dalla prima che ha riconosciuto lo stato invalidante, 18/08/2001) appare discutibile che si risponda con un fax illeggibile, pieno di contumelie e “saluti (che certamente non possono essere cordiali)”. Quante lettere dal tenore offensivo ricevono (e giustamente cestinano) le redazioni del giornali!? Anche un dipendente della pubblica amministrazione è portatore degli stessi diritti degli altri cittadini: la dignità al primo posto.

 

E ora i fatti che spiegano nei dettagli il perché il padre del signor Davide Donzella, passa dalla ragione nella sostanza al torto nella forma e merito.


 

-Punto primo: il signor Donzella, sconosciuto fisicamente all’Inps, è stato ritenuto invalido il 18/8/2001 a seguito della visita effettuata dal MEF (Ministero Economia Finanze).


 

-Punto due: nell’ottica della revisione nazionale imposta dalle leggi vigenti, al fine di recuperare prestazioni indebite riconosciute a falsi invalidi (non è il caso del pensionato in questione), il signor Davide Donzella, inserito nel piano di verifiche di cui sopra dalla Direzione generale Inps, è stato invitato a produrre documentazione, anche via fax, all’ufficio Sanitario dell’Inps, in via Peppino Arezzi, 2.


 

-Punto tre: il padre del signor Donzella, anziché inviare fax completamente illeggibili (che si allegano alla presente precisazione) e carichi di livore e di saluti (“che non possono essere cordiali”) avrebbe potuto tentare un contatto più rapido e cordiale con i sanitari dell’Istituto, ai quali il pensionato è completamene sconosciuto, sia fisicamente che tramite cartelle cliniche (datate 18/8/2001) e inesistenti all’archivio sanitario dell’Inps. Se avesse mandato un certificato medico, o chiesto la visita domiciliare tutto questo non sarebbe accaduto.


 

-Punto quattro: il padre del signor Donzella non ha tenuto conto dei vari inviti dell’Inps e si è fatto vivo con una lettera pubblica solo dopo che gli è stato comunicato che dal primo di settembre 2011 la pensione invciv del figlio sarebbe stata sospesa.


 

-Punto cinque: alle 9,40 l’ingresso della sede sanitaria di via Peppino Arezzi beneficia dell’ombra del grande palazzo adiacente a sinistra fino a mezzogiorno. Ma già il signor Donzella, in quanto non deambulante, era stato ammesso fino davanti all’ingresso dell’ufficio, le cui pertinenze e la pulizia del luogo non competono all’Inps ma a un privato. Alle 9,30 il signor Donzella era stato già visitato in via prioritaria rispetto ad altri utenti, e la sua pensione ripristinata in attesa che la procedura amministrativa rimetta in pagamento la mensilità bloccata.


 

-Punto 6: si comprende il sensazionalismo dato all’evento, dal punto di vista mediatico rende e anche i commenti dell’opinione pubblica danno, come da copione, addosso all’untore. Strano, però, che a dire e a scrivere queste cose siano gli stessi soggetti che hanno plauidito e plaudono quando l’Inps e gli altri organismi dello Stato: Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri e Ispettorato del lavoro, nel rispetto delle leggi emanate dal Parlamento (non è il caso del signor Donzella, per carità) recuperano pensioni di invalidità a ciechi che guidano le macchine o a portatori di handicap motori che vanno a ballare in discoteca”.

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Tanto si doveva, per dare all’evento anche l’altra verità dei fatti. Si ringrazia per la collaborazione e si porgono cordiali saluti.


 

Redazione

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