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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 79 - Visite: 8388607

18/09/2011 10:55

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Francesco Roccaro, fotosequenza di una truffa

Il racconto delle telecamere nascoste

Francesco Roccaro, fotosequenza di una truffa Francesco Roccaro, fotosequenza di una truffa Francesco Roccaro, fotosequenza di una truffa

Modica - Modica. Ore 21.16, 4 marzo 2010. Il dottore Francesco Roccaro, alla guida della sua vettura, entra nel parcheggio del Cup di via Aldo Moro. Apre la porta d'ingresso con le chiavi, accende le luci ed effettua una timbratura in uscita alle 21.18.

Timbratura con la quale il dirigente medico in servizio al Cup del distretto sanitario di Modica, arrestato giovedì mattina con l'accusa di peculato e truffa aggravata e continuata ai danni dell'Asp iblea, avrebbe poi dimostrato falsamente, di aver fatto del lavoro straordinario in ufficio, sino a sera tardi. Il fotogramma qui a lato, immortala quel momento, ed è una delle centinaia di immagini riprese dalle telecamere che la Polizia scientifica di Catania, ha installato su richiesta del Commissariato di Modica e della Procura, mentre le indagini erano in corso. 
Ieri mattina al Centro unico di prenotazione del distretto di Modica, situato davanti all'ospedale Maggiore e a poche centinaia di metri di distanza dal palazzo della Procura, l'aria era tesa.

Utenti silenziosi, le file dei cittadini che avevano bisogno di prenotare visite, scorrevano senza intoppi, tramite il sistema del ticket elettronico. Allo sportello due impiegate, efficienti, svolgevano il loro lavoro. Nessuno ha voluto parlare sul caso dell'arresto del dottore Roccaro, fermato e prelevato venerdì mattina dai poliziotti, mentre si trovava in corso Umberto (il medico era in ferie) e delle sue due collaboratrici, Concetta Baglieri ed Elena Maria Grazia Scivo

letto, da due giorni ai domiciliari per le stesse accuse contestate al loro dirigente. La dirigente del Cup ha preso le distanze dallo scandalo. "L'ambulatorio Medicina dello Sport retto dal dottore Roccaro è completamente distaccato dal Cup, addirittura appartiene a un dipartimento diverso", ha affermato ieri mattina la dottoressa Nigro. Le infermiere che uscivano ed entravano dagli uffici adiacenti all'ambulatorio della Medicina dello Sport, erano gentilissime. "Non vorremmo che adesso si faccia di tutta l'erba un fascio", commenta un infermiera a denti stretti. Su 45 impiegati nello stabile di via Aldo Moro, al centro e nel mirino di questa inchiesta diretta dalla Procura di Modica (coordinata dal Procuratore capo Francesco Puleio) ed eseguita con certosina pazienza dal Commissariato Ps locale, ben 22 di loro sono a rischio, nel senso che la loro posizione è molto delicata, dato che potrebbero dover rispondere all'accusa contestata di assenteismo, cioè di aver falsamente attestato la loro presenza in ufficio. Queste 22 persone saranno interrogate dal gip ad ottobre. Qualcuno, fra i pazienti visitati dall'ambulatorio di Roccaro, aggiunge on line anche particolari inediti, che la Polizia sta vagliando. 
A proposito delle visite intra-moenia eseguite da Roccaro, senza autorizzazione a farlo e quindi senza versare alcun introito all'Asp, e fra l'altro, in totale o parziale esenzione fiscale gli inquirenti hanno scoperto che il dirigente nell'ambito dell'orario di servizio, faceva soltanto le visite ai minori.

Da regolamento infatti queste visite non vengono pagate. Le altre, quelle per gli sportivi adulti, che devono essere pagate, venivano invece dirottate alle ore pomeridiane e quindi fatte con il sistema dell'intra-moenia. Molti utenti, fra quelli interrogati dagli investigatori, sottoposti a controlli ecocardiografici, nemmeno si erano accorti di aver fatto una visita privata, cioè di aver pagato Roccaro e non l'Azienda sanitaria provinciale. Come veniva aggirato da Roccaro e collaboratrici, il sistema di prenotazione al Cup? Probabilmente il fatto che fosse necessario un colloquio introduttivo, era un facile meccanismo per dirottare le telefonate di prenotazione direttamente al dirigente medico o alle sue segretarie.

Fra l'altro gli inquirenti hanno potuto verificare che il dirigente usava il timbro dell'Asp per sottoscrivere certificati medici di buona salute, per utenti che dovevano presentare tali certificati per partecipare a concorsi pubblici. E ciò nonostante quelle visite avessero carattere privato e non pubblico. "Rispetto a tanti altri arresti - spiega la dirigente del commissariato di Modica, Maria Antonietta Malandrino - la risposta della gente a questo tipo di operazioni è molto più eclatante. Sono questi i momenti in cui la cittadinanza pensa con forza che la giustizia è eguale per tutti".

 

La Sicilia


 

 

Rossella Schembri

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