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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 68 - Visite: 8388607

01/10/2011 20:03

Notizia letta: 678 volte

Ragusa, la Uil: Infrastrutture, tanti allarmi e nessuna proposta

Parla Giorgio Bandiera

Ragusa, la Uil: Infrastrutture, tanti allarmi e nessuna proposta

Ragusa - Riattivare da subito il tavolo con le parti sociali, coinvolgere il partenariato economico della nostra provincia, affrontare con la classe politica in modo serio e deciso le problematiche che bloccano il cammino delle infrastrutture. L’unità degli intenti darà certezza e futuro allo sviluppo del nostro territorio.

La proposta arriva da Giorgio Bandiera della Uil confederale, dopo il crescendo di interventi stampa sull’argomento, per riportare nei giusti cardini il dibattito sullo stop alle infrastrutture della nostra provincia. Per il segretario generale della UIL è importante riattivare, seriamente, il motore dello sviluppo territoriale, fermo, oramai, da troppo tempo: “decidere e indicare cosa fare, attivando tutti i meccanismi per poter sbloccare la situazione di stallo che si è venuta a creare finora. Occorre muoversi in un solo coro sociale –sostiene Bandiera- per affrontare, tutti insieme, le motivazioni politiche che non favoriscono la crescita delle infrastrutture nella nostra provincia. Capire, principalmente, chi sono i nostri interlocutori e i soggetti competenti, per poi sfidarli a viso aperto, con gli strumenti democratici che ci appartengono, per l'accertamento delle eventuali responsabilità. Si tratta – conclude Bandiera- di superare quell’assurdo criterio politico che vuole sottodimensionare la nostra provincia rispetto ad altre realtà territoriali. Ragusa è, per molti versi, un hub naturale e strategico. Dal porto di Pozzallo all’aeroporto di Comiso passerà il futuro della nostra economia. Ecco perché occorre aggredire la questione in modo significativo e deciso. Servono idee e volontà comuni per il raggiungimento del bene della collettività. Lanciare grida di allarme sul blocco politico alle infrastrutture per poi nascondere la mano dietro un timido comunicato stampa, solo per avere visibilità mediatica individuale, senza pestare calli e piedi a nessuno, così come è avvenuto in questi giorni, non servirà a difendere i diritti del nostro territorio. 

Redazione

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