07/10/2011 00:53
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Firenze - A metà degli anni Ottanta partecipai – presso il centro di calcolo dell’Università - ad un corso sul Linguaggio di programmazione FOLTRANT. Le elaborazioni si effettuavano su ingombranti computer IBM e i dati venivano immessi tramite schede perforate.
A pensarci ora, mi sembra di parlare di archeologia dell’informatica. È proprio vero il tempo scorre diversamente nei settori disciplinari: meccanica ed elettronica.
Dopo poco approdai ad una macchina per allora rivoluzionaria con un sistema operativo innovativo: Apple mod. Macintosh Plus 1MB! Era un computer piccolo. CPU e monitor erano insieme dentro una colonnina e si portava in giro con una comoda maniglia. Design innovativo e maggiormente semplicità delle azioni. Nessun comando si doveva digitare sulla esigua tastiera (come nell’MS/DOS dei computer IBM), tutto si azionava con il mouse in finestre che si aprivano una dentro l’altra.
Ogni azione era molto simile alle operazioni manuali: spostare, tagliare, incollare. È stata anche quella facilità d’uso a decretare il successo dei prodotti Apple. E poi l’eleganza del design e la cura grafica di ogni particolare. Nell’editoria e nella grafica, da sempre, è la macchina preferita. Il suo ideatore lasciò gli studi universitari e – dopo un errare introspettivo - si dedicò a studi calligrafici. E quella cura grafica da sempre è stata la carta vincente insieme alla robustezza, all’inalterabilità da qualsiasi attacco di virus.
Altri Macintosh ed iMac, hanno seguito il primigenio. Con ognuna di quelle macchine ho instaurato un rapporto d’affetto perché su ciascuna tastiera ho battuto pensieri premurosi e fette d’amina. Con quei mouse ho tracciato linee di progetti. Corretto gli effetti in fotografie. Dato sfogo a creatività e concretizzato idee.
Ora – quell’ingegno che felicemente passeggiava sui palcoscenici a presentare le sue creazioni, non curandosi del male che lo prosciugava – ci ha lasciati. Ieri volevo accendere un lumino accanto al mio Macintosh Plus, perché in quelle opere è il Suo monumento.
Le sue invenzioni sono tra le mani di tutti i popoli del mondo e in quell’uso, in quelle soddisfazioni, Lui vive e vivrà ancora e per sempre.
Sono certo che se su FaceBook un Angelo mi chiede l’amicizia … è stato il solito genio ribelle a divulgare quella mistica anche lassù!
Ellj Nolbia
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
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18/05/2012 - 12:28
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22/05/2012 - 20:22
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17/05/2012 - 11:55
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20/05/2012 - 14:56
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19/05/2012 - 17:58
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6
09/10/2011 16:44
FIRENZE E STEVE JOBS
Matteo Renzi
"Firenze ieri lo ha ricordato proiettando nei video dei cortili di Palazzo Vecchio, riaperti alla cittadinanza da un anno e quindi accessibili a chiunque, il video di Steve a Stanford, durante la lezione magistrale in occasione del conferimento della laurea honoris causa. Già, la laurea che non aveva raggiunto da studente e che riceveva in quel momento da una delle più importanti istituzioni accademiche del mondo." Matteo Renzi
5
08/10/2011 21:42
LA VERITà, ROMANA GENTILISSIMA
Mac-estimatore
l'ambiente Mac ... è tutto un altro mondo! -------------Altro che DOS, Windows ... materia grezza!
4
08/10/2011 21:11
RETTIFICO
Romana
Era il1986, per la precisione. Poi ho cambiato ufficio ed ho imparato il Dos e il Dos Plus, poi altro ufficio con altro computer con Windows.
3
08/10/2011 20:53
NEL 1988
Romana
Iniziai ad adoperare il primo computer: un Apple. Carino, piccolo, con un mouse. In ufficio, naturalmente. E ora sto scrivendo con un i phone.
2
08/10/2011 19:03
PER SAPERNE DI PIù
Mac-estimatore
http://tv.repubblica.it/dossier/morte-steve-jobs/addio-a-steve-jobs-l-uomo-che-visse-tre-volte/62512?pagefrom=1