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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 66 - Visite: 8388607

07/10/2011 00:53

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Steve Jobs, oggi un angelo mi ha chiesto l'amicizia su Facebook

Il mio primo Mac

Steve Jobs, oggi un angelo mi ha chiesto l'amicizia su Facebook

Firenze - A metà degli anni Ottanta partecipai – presso il centro di calcolo dell’Università - ad un corso sul Linguaggio di programmazione FOLTRANT. Le elaborazioni si effettuavano su  ingombranti computer IBM e i dati venivano immessi tramite schede perforate.

A pensarci ora, mi sembra di parlare di archeologia dell’informatica. È proprio vero il tempo scorre diversamente nei settori disciplinari: meccanica ed elettronica.

 

Dopo poco approdai ad una macchina per allora rivoluzionaria con un sistema operativo innovativo: Apple mod. Macintosh Plus 1MB! Era un computer piccolo. CPU e monitor erano insieme dentro una colonnina e si portava in giro con una comoda maniglia. Design innovativo e maggiormente semplicità delle azioni. Nessun comando si doveva digitare sulla esigua tastiera (come nell’MS/DOS dei computer IBM), tutto si azionava con il mouse in finestre che si aprivano una dentro l’altra.

 

Ogni azione era molto simile alle operazioni manuali: spostare, tagliare, incollare. È  stata anche quella facilità d’uso a decretare il successo dei prodotti Apple. E poi l’eleganza del design e la cura grafica di ogni particolare. Nell’editoria e nella grafica, da sempre, è la macchina preferita. Il suo ideatore lasciò gli studi universitari e – dopo un errare introspettivo - si dedicò a studi calligrafici. E quella cura grafica da sempre è stata la carta vincente insieme alla robustezza, all’inalterabilità da qualsiasi attacco di virus.

 

Altri Macintosh ed iMac, hanno seguito il primigenio. Con ognuna di quelle macchine ho instaurato un rapporto d’affetto perché su ciascuna tastiera ho battuto pensieri premurosi e fette d’amina. Con quei mouse ho tracciato linee di progetti. Corretto gli effetti in fotografie. Dato sfogo a creatività e concretizzato idee.

 

Ora – quell’ingegno che felicemente passeggiava sui palcoscenici a presentare le sue creazioni, non curandosi del male che lo prosciugava – ci ha lasciati. Ieri volevo accendere un lumino accanto al mio Macintosh Plus, perché in quelle opere è il Suo monumento.

Le sue invenzioni sono tra le mani di tutti i popoli del mondo e in quell’uso, in quelle soddisfazioni, Lui vive e vivrà ancora e per sempre.

 

Sono certo che se su FaceBook un Angelo mi chiede l’amicizia … è stato il solito genio ribelle a divulgare quella mistica anche lassù!

Ellj Nolbia

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