14/10/2011 18:12
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Modica - "Non ci sarà giustizia per nostra figlia perchè c’è omertà e le responsabilità non vengono accertate". Giuseppa Sortino, conosciuta come Pina, madre di Chiara Modica è delusa e arrabbiata.
"Non si fa mai riferimento all’autoambulanza che è arrivata dopo oltre trenta minuti e non aveva un medico a bordo, e il corpo denudato di Chiara è rimasto per momenti interminabili disteso sull’asfalto, - dice la signora - solo curiosi intorno che non hanno voluto testimoniare".
I genitori non si danno pace, per loro si tratta di una tragedia annunciata e forse Chiara si poteva salvare. In molti hanno assistito alla tragedia e i parenti hanno distribuito volantini per cercare la verità ma hanno trovato solo un muro di indifferenza tra gli studenti e i docenti che hanno pregato i genitori di non infastidire i ragazzi e si sono rinchiusi nelle aule.
" Avevano vociferato che l’autista parlava al cellulare ma nessuno ha voluto confermare quanto detto. – continua la Sortino - Inoltre non è stato fatto l’alcol test al conducente del bus dopo l’incidente. Adesso si fanno scioperi per la sicurezza delle classi allo Scientifico ma perché nessuno ha voluto lottare per la sicurezza delle strade e dei nostri figli? ".
Il piazzale non era sicuro e la madre di Chiara è amareggiata perchè il caso della figlia non ha toccato il cuore nemmeno degli altri genitori.
"Poteva capitare a chiunque ma è successo a Chiara e nessuno si è voluto esporre. – continua la signora - Adesso sono ancora tante le strade pericolose per i nostri figli nella città. Ci sono buche, dislivelli, arterie trafficate e nessuno ne parla, fino a quando non ci sarà un’altra vita spezzata, un’altra famiglia dilaniata dal dolore".
Su quella strada anche la vita della signora Sortino si è fermata. Congelata in quell’istante di dolore e sofferenza che ha portato via Chiara. "Della mia bambina è rimasto solo il ricordo che oggi non è nemmeno onorato. – dice - Nessuno vuole parlare del caso e Chiara non avrà mai giustizia. Nella sua classe le amiche avevano sistemato un mazzo di fiori sul banco che era di Chiara ma i professori, privi di sensibilità, hanno ordinato di rimuovere tutto per “fare spazio”". Un’espressione che a mamma Pina non è piaciuta perché il suo posto, nel mondo, Chiara lo ha lasciato troppo presto.
La testimonianza delle amichette
"Ricordiamo bene il giorno dell’incidente e del funerale. Le urla, le lacrime, il dolore. Sono stati momenti drammatici, molti di noi hanno solo voglia di dimenticare".
Noemi e Aurora non conoscevano bene Chiara Modica, ma raccontano con le lacrime agli occhi i momenti successivi al tragico incidente che ha stroncato la vita alla sedicenne, arrotata da un autobus a due piani Ast, carico di studenti, sotto gli occhi increduli degli amici, mentre era in sella al suo scooter nel piazzale Baden Powell.
Il giorno dopo la diffusione della notizia della perizia depositata in Tribunale che indica che Chiara sarebbe morta per colpa della condotta imprudente dell’autista e che richiama anche la responsabilità dell’Amministrazione comunale per non aver disposto l’opportuna segnaletica orizzontale e verticale, in pochi hanno voglia di parlare.
Nel piazzale, sotto i manifesti funebri logori, le amiche portano ancora fiori e peluches, e all’uscita della scuola c’è ancora tanta commozione al ricordo di Chiara anche se non tutte le amiche hanno seguito i risvolti giudiziari della vicenda.
"Nessuno potrà ridarci Chiara – dice Maria Gloria Agosta, compagna di classe della ragazza scomparsa – Non ci può essere risarcimento o condanna che potrà far ritornare il suo sorriso. Noi eravamo nel piazzale al momento dell’incidente e da quello che abbiamo visto noi è difficile stabilire chi abbia avuto colpe. Quello che è sicuro è che Chiara non c’è più, che noi non la dimenticheremo mai come non dimenticheremo mai la tragedia che l’ha portata via. Una tragedia che forse si poteva evitare perché da sempre era stato segnalato che la zona era troppo trafficata. C’è stato bisogno del morto per fare intervenire qualcuno e cambiare le cose".
Nel piazzale Baden Powell è stata adesso introdotta una nuova segnaletica ed è stata disposta una nuova area per la sosta degli autobus. "Adesso il traffico è più regolato – dice Annalisa Ferro, studentessa - c’è meno caos ed è quantomeno chiaro quali corsie bisogna percorrere. Purtroppo questo piazzale è molto trafficato ed è stato sempre pericolosissimo soprattutto nelle ore di punta. Molti incidenti, fortunatamente non gravi, ci sono stati e speriamo che non se ne ripetano altri".
I parenti della ragazza sono contenti per quanto appreso sulla perizia ma sono anche molto delusi e amareggiati perché hanno lottato da soli. Nei giorni successivi alla tragedia avevano fatto stampare dei volantini per chiedere aiuto in modo da fare luce sulle tante ombre che secondo loro ancora restavano sulla dinamica dell’incidente. "C’è stata grande omertà – dice Grazia Puglisi, zia di Chiara,– anche chi ha visto è stato convinto a non testimoniare". Il dolore è ancora vivo e, anche se sarà trovata la verità e fatta giustizia, sarà difficile per quanti volevano bene a Chiara trovare consolazione.
La Sicilia
Adriana Occhipinti
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