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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 81 - Visite: 8388607

16/10/2011 11:12

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Ciao, Paolo

Il cordoglio degli amici

Ciao, Paolo Ciao, Paolo

Scicli - “Non può essere. Non può essere vero. Paolo, dimmi che non è vero, ti prego!”, scrive un’amica all’alba.

Il primo a dare la notizia è Facebook. Paolo Ferro ha perso la vita forse a causa di una pozzanghera che ha fatto impazzire la sua Nissan Primera all’uscita di Marina di Modica, e domenica mattina Scicli si sveglia stordita, sconvolta, con una mazzata in testa.

“Ti ricorderò sempre col tuo sorriso, ti ricorderò sempre per la tua vitalità, ti ricorderò perche eri il mio migliore amico. Ciao Paolo, riposa in pace, mancherai a tutta la comunità di Donnalucata”, scrive il papà di uno dei suoi amici più cari.

“Sono desolata e rammaricata: penso anche alla sua povera mamma, che gli si è squarciato il cuore!”, si dispera una coetanea. “La vita alle volte è crudele. Possiamo solo ricordare i bei momenti trascorsi insieme. E rimarrà sempre nei nostri cuori!”. Un altro non si dà pace: “Non si può morire a 32 anni. Perché? Perché?”. Anche i conoscenti sentono il bisogno di esprimere il proprio dolore: “Lo conoscevo poco, ma non sarà facile dimenticare quel suo rassicurante sorriso. Riposa in pace”.

“La cosa che non potremo mai dimenticare è il tuo sorriso. Ciao, Paolo”. “Solare e splendente come te, Paoletto”, aggiunge un’altra ragazza. “Un'esplosione di vita”. Lo descrive così un’insegnante elementare: “Lo ricordo quando frequentava un pub a Donnalucata, nei primi anni duemila. Sempre così positivo nei confronti della vita…”.

Infine, la riflessione di un’amica: “Chi ha provato l'esperienza della scomparsa di una persona cara sentirà sempre il vuoto che ha lasciato. La si cerca in casa o nei luoghi amati, negli oggetti della vita quotidiana, manca il suono della sua voce e, soprattutto, manca il bene che ci ha voluto. Restiamo con le mani aperte, con il nostro amore che ora non sappiamo a chi dare; è come cadere e non sapere come rialzarsi e ci vuole tanto tempo per reagire, per amare ancora, per ritrovare l'equilibrio e la serenità. Non ci sono ricette preconfezionate, ma una buona cosa potrebbe essere questa: dopo aver curato le ferite che comunque ci sono e fanno male, iniziare piano piano a indirizzare l'amore per la persona scomparsa su altre cose meritevoli, su altre persone che sono nel mondo con noi e ne hanno tanto bisogno. Chi è partito per il Cielo ci mancherà comunque, ma avremo offerto tenerezza e calore a nuove persone, sentiremo la vita tornare in noi, troveremo nuove ragioni, nuovi orizzonti che ci chiamano oltre il lutto che ci ha colpiti. Abbiamo sempre un Amico, come Paolo, che ci vuole bene in Dio”.

 

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