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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 66 - Visite: 8388607

18/10/2011 13:09

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Lei lo lascia, lui lo perseguita, in otto a giudizio a Modica

Di mezzo ci sarebbe l’interruzione di una relazione

Lei lo lascia, lui lo perseguita, in otto a giudizio a Modica

Modica - Ci sono reati a iosa per gli otto imputati rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, per una vicenda a sfondi sessuali dove viene “contemplato” anche lo stalking, dal momento che il principale accusato è sottoposto all’obbligo di non avvinarsi ai luoghi frequentati da una minore modicana, nonché il divieto di comunicare con la stessa con qualunque mezzo, a seguito di un’ordinanza del Gip emessa il 12 agosto del 2010.

 

Si va, infatti, dagli atti persecutori aggravati, alla rissa, dalle ingiurie e minacce continuate in concorso alle percosse, dal danneggiamento alle ingiurie, dalla violenza privata alle lesioni personali. Di mezzo ci sarebbe l’interruzione di una relazione tra questi due. Come si diceva, sono otto gli imputati: R.F., 23 anni, la madre, L.A., 44 anni, il padre S.F., 49 anni, G.C., 25 anni, M.C., 25 anni, C.R., 47 anni, padre della minore, M.S., 45 anni, la madre, e G.S., 25 anni, tutti difesi dagli avvocati Fabio Borrometi e Salvo Maltese. Probabilmente il ventitrenne non aveva digerito l’interruzione della storia amorosa.

 

Secondo la denuncia avrebbe preso a minacciare la pubblicazione di foto intime e riservate della giovane, poi addirittura le avrebbe masterizzate su alcuni compact disk cominciando a diffonderle. Fino a quando nella vicenda non intervennero i genitori e altre persone. R.F. avrebbe anche lasciato degli scritti con vernice spray rossa sui muri di Marina di Modica che offendevano l’onore della minorenne. Il 22 giugno del 2010 la situazione degenerò proprio a Marina di Modica dove si registrò una rissa tra le due famiglie che coinvolsero anche altri due giovani. Uno di questi, M.C., fu ricoverato in ospedale con quindici giorni di prognosi mentre la sorella del ventitrenne, A.F., guarì in dieci giorni. Questi ultimi, infatti, sarebbero stati bloccati in Piazza Mediterraneo mentre transitavano a bordo di una Fiat Punto, e minacciati dalla famiglia della minore e da altre due persone, e anche percossi.

 

Si passò anche alle minacce gravi. Parti offese sono sette. Rispetto al gruppo di imputati, mancano il ventitreenne e i genitori, ma figurano la sorella e M.C., che è patrocinato dall’avvocato Giovanni Favaccio. Saranno processati il prossimo 16 aprile.

Saro Cannizzaro

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