04/11/2011 15:56
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E si aggiusta e riaggiusta la cravatta, che è una forma di riflesso condizionato, un tic, un lapsus rivelatore come quelli che si mettono continuamente le mani in tasca perché non sanno dove metterle.
Nella foto di gruppo Berlusconi è il pittoresco, rispetto all’eleganza dell’indiano con il turbante. Guardate il leader arabo con la galapia! Come tutti gli altri, anche lui è vestito all’occidentale, ma solo Berlusconi è in preda a una goffaggine patetica e di tutto punto. Senza la tranquillità e la disinvoltura dello spagnolo, con la cravatta allentata.
Il fatto è che ogni volta che fanno i summit internazionali c'è sempre quello che sa che alla prossima non ci sarà più, o perché scade o perché viene cacciato.
Berlusconi è qui come quelli che fanno l’ultimo ballo. Il suo è il ballo dell’ultima sera. Ricorda forse che nella foto precedente c’era Gheddafi, il suo amico. Sono immagini terribilmente tristi, queste di Berlusconi al G20, di un uomo a disagio, di un uomo stordito. Lui che si affolla le notti, qui è sotto i riflettori della solitudine.
Ogni foto lo espone all’isolamento, più che fotografie sembrano radiografie, Tac, tomografie, che lo rivelano per come è dall’interno.
Saluta e nessuno dalla folla gli risponde, come quando saluta i gendarmi in alta uniforme.
Le bandiere sventolano e anche il suo cappotto va col vento. La sola cosa che resta immobile sono i suoi capelli, le zampe di gallina, le uniche rughe di espressione che ha risparmiato alla cosmesi, sembrano arrampicate su quella collina che gli stampa in faccia il cerone e che gli blocca il viso in un sorriso raggelato.
Qui si capisce che la sua ossessione non è il salvataggio dell’Italia, ma sono i fotografi, e gli occhi gli diventano sempre più piccoli dietro questi rigonfi di silicone che gli scendono e debordano da tutte le parti, dalle palpebre, dalle ciglia.
Sorride, e nel frattempo in faccia gli si disegna un rigonfio, come se avesse in bocca una mela cotogna. E poi la Merkel e Obama parlano e lui finge di sentirli, di capirli, ma non perché non sa l’inglese, è perché è confuso, è inebetito, è rintronato. E poi ride mentre Obama parla, e nessuno se ne accorge, e compiace Sarkozy, e ride al discorso di Sarkozy con la Kirchner. Non osa fare più battute galanti, ed è un contrappasso. Berlusconi fa quello che per anni sono stati costretti a fare gli uomini che si teneva intorno.
Quando ride alle parole di Obama sembra Alfano, sembra Bonaiuti, che ridono alle battute di Belusconi.
E’ un Berlusconi che fa pena. E qui si capisce meglio che nel suo declino c’è anche l’orrore di se stesso. Ci dicono pure, queste foto, che ormai Berlusconi non piace, perché non si piace.
Francesco Merlo
21/05/2012 - 15:35
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05/11/2011 16:01
L'ARTE DELLA NON DIGNITà
Uno dei tanti
Povero Silvio. Lui è stato il rappresentante della italianità pura. Credo che i suoi maggiori nemici siano stati coloro che lo hanno votato e si apprestano a voltargli le spalle anzi lo hanno già fatto... Da domani nessuno lo conoscerà, tutti lo avevano detto... diranno. POVERA ITALIA. Altro che lui ... i colpevoli siamo noi che scegliamo i nostri governanti che ci raccontano balle, perchè siamo noi a volere le balle. Adoriamo le balle ma la dura realtà avanza e inesorabilmente ci travolge. Alcuni decenni fa Mussolini, oggi Berlusconi... quest'ultimo ha anche insegnato agli italiani l'arte della non dignità: la colpa è sempre degli altri: dei comunisti... dei magistrati... degli oppositori... di Fini.... di Casini.... dei sindacati... della crisi... mai un cenno di autocritica e noi italiani siamo diventati così. GRAZIE SILVIO
2
04/11/2011 19:00
caronte
Mai articolo fù così veritiero e reale , parla da solo come un imbecille facendo finta di far parte della discussione in atto , ma nessuno se lo caga , è una goduta vedere il demente senile isolato come un appestato , ormai lo sanno tutti che non rappresenta più il popolo italiano, per fortuna !!!!!
1
04/11/2011 14:43
A BERLUSCONI
Un Uomo libero.
capiterà quello che è capitato a Papadopulos: cacciato prima dalla UE e poi dal popolo. Sentivo commenti in questa direzione. Ma dobbiamo proprio arrivare a tanto in Italia? Non potremmo in un momento di lucidità anticipare quello che è già una sentenza di condanna da parte dell'UE.