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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 141 - Visite: 8388607

06/11/2011 14:34

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I 120 manifestanti di stamani, in favore del Busacca

Ci scrive Guglielmo Ferro, segretario sciclitano dell'Italia dei Valori

I 120 manifestanti di stamani, in favore del Busacca

Scicli - Stamattina ho partecipato al Sit In di protesta contro la chiusura del pronto soccorso di Scicli. Personalmente sono, non da oggi, molto pessimista riguardo alle possibilità di successo di una battaglia per salvare questo importante pezzo del diritto alla salute dei nostri concittadini, ma dopo stamattina, lo sono ancor di più.

Intanto alla manifestazione eravamo presenti quattro gatti (circa 120 persone) dopodiché, quando si è parlato, di fronte a questa nuova grave incombenza, non si è trovato nulla di meglio del solito bla-bla.

Il Presidente delle ACLI Donzella, che aveva invitato alla parola i cittadini in quanto tali, evitando la sfilata dei politici, ha consentito che i soliti Orazio e Ammatuna (Il Sindaco lo ammettiamo per la veste istituzionale) si facessero il loro bel “comizietto”.

Ma la cosa che trovo più demoralizzante è che questi signori, Sindaco compreso, che gli astanti avrebbero dovuto accogliere con una scarica di fischi, sono stati persino applauditi. E cosi tutti hanno dimenticato gli ultimi anni in cui, di fronte a chi lanciava il grido di allarme della chiusura, Orazio e 25, ti replicavano con serafica “sfottoria” sufficienza che non c’era nessun pericolo di chiusura e non facevano nulla: questi hanno aspettato e sperato solo che l’inevitabile ci cogliesse il più tardi possibile. Oggi che siamo al dunque, per cui la perdita di una gloria patria come il nostro Ospedale, ultracentenario, bellissima struttura, patrimonio di tutta la comunità, e, ancor più in generale, in nome di un risparmio sempre sulla pelle dei deboli e mai dei forti e dei furbi, si consuma lo scempio dei diritti fra cui anche il diritto alla salute, questi signori, solo oggi, trovano quelle parole di chiamata alla lotta popolare che per anni hanno accuratamente evitato di evocare.  E che dire dell’ On. Ammatuna che, dimentico del fatto che il suo partito in Regione è alla cabina di regia, fa finta che le decisioni che portano alla chiusura degli ospedali vengano prese dal pianeta Marte.

Stamattina erano tutti e tre incazzati neri contro quegli inavvicinabili poteri che commettono queste ingiustizie… e la gente li applaudiva. Mi veniva da vomitare ma non sono intervenuto al momento, in primo luogo perché la mia timidezza mi rende difficoltoso l’intervento in pubblico, ma poi perché l’Organizzatore aveva invitato a non esser politici e francamente mi imbarazzava far il politico per rompere la festa e farlo con una, forse impopolare, polemica per giunta sulla pelle di una cosa sacra come l’Ospedale e la salute.

Sono molto pessimista: in questa drammatica crisi la perdita per noi cittadini,  non solo di Scicli ma dell’Italia intera, di tanti diritti fra cui ogni forma di protezione sociale, appare una cosa ogni giorno più inevitabile. Se questo, che era un grande Paese, l’Italia, ha potuto esser spolpato da una classe dirigente dalla insaziabile voracità, ciò è avvenuto perché il popolo spesso non ha nessuna coscienza e … applaude. Applaude quei politici che potendo scegliere fra il servire le ragioni del popolo e servire le loro stesse carriere politiche, naturalmente propendono per queste ultime e si son sempre guardati bene dal dispiacere i loro referenti palermitani o romani… ma a noi qui ci vengono a raccontare le favole, a professare rabbia e indignazione. Non c’è nulla da fare la “casta” galleggia sulla semplicioneria o, peggio, sulla complicità della gente e tutto questo stamattina davanti all’ospedale è stato paradigmaticamente rappresentato.

Anche se personalmente parteciperò ad ogni forma di lotta in favore del diritto alla salute dei miei concittadini ed anche se probabilmente lo dovrò fare sotto la guida di queste autorità politiche per cui, l’ ho appena detto, nutro profondo discredito, son convinto che tutto sarà inutile finché alla lotta continuerà a mancare l’unico ingrediente che conta: la coscienza popolare. 

Guglielmo Ferro

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