07/11/2011 16:47
Notizia letta: 1478 volte
Palermo - «È a rischio la realizzazione di tutte le nuove grandi infrastrutture in Sicilia e nel Mezzogiorno d'Italia a causa della nuova interpretazione normativa, da parte della Direzione generale Competitività dell'Unione europea, che considera i relativi finanziamenti come 'aiuti di Stato' e come tali da valutare secondo una lunga e rischiosa procedura. In realtà, finora le infrastrutture nelle Regioni dell'area 'Obiettivo 1' erano sempre state ritenute dal'Ue come una precondizione di sviluppo e, dunque, incapaci di creare squilibri o concorrenza sleale nel libero mercato».
A lanciare l'allarme è Salvo Ferlito, presidente regionale dell'Ance Sicilia, che ha chiesto il sostegno dei presidenti Ance delle Regioni del Sud Italia e del presidente nazionale dell'Ance, Paolo Buzzetti, sull'Unione europea per bloccare immediatamente questo «gravissimo precedente - dice Ferlito - che rischia di fare arenare tutti i progetti in fase di istruttoria da parte delle altre competenti Direzioni generali dell'Ue, come l'interporto e le opere per l'area industriale di Termini Imerese e la Catania-Ragusa. Esiste persino il pericolo che si debbano restituire i finanziamenti per gli aeroporti di Comiso, Fontanarossa e Punta Raisi».
Il caso è stato posto a proposito del progetto del porto hub di Augusta, inserito nella programmazione strategica dei trasporti europei in quanto si integrerà con la rete portuale e ferroviaria a servizio del corridoio Helsinki-Palermo. La scheda progettuale dell'opera, cofinanziata da ministero delle Infrastrutture, Autorità portuale di Augusta e Pon trasporti per 116 milioni di euro, era già stata esaminata dalle Direzioni generali Regioni e Trasporti dell'Ue; ma quella della Competitività, per la prima volta nella storia dell'Unione, ha assimilato il finanziamento pubblico di una infrastruttura per la mobilità ad un «aiuto di Stato» e come tale intende valutarlo. «Giova ricordare - osserva Ferlito - che la Direzione generale Competitività, prima di dare il via libera alla legge regionale sul credito d'imposta in Sicilia, ha impiegato ben due anni. La singolare interpretazione normativa pone a rischio non solo le grandi opere siciliane, ma quelle di tutte le regioni meridionali dell'Obiettivo 1 che scontano una debolezza politica, economica e territoriale. Le nostre imprese non possono attendere tempi lunghi, sono ormai al collasso per l'assoluta mancanza dal mercato di grandi opere pubbliche, che fa il paio con il ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Se perdessero anche queste opportunità che le istituzioni ci avevano prospettato come bandi imminenti, non avrebbero alternativa alla chiusura».
«È per questo - conclude Ferlito - che oltre ad un richiamo urgente da parte dell'Ance nazionale alle istituzioni europee, occorre una ferma posizione della Conferenza delle Regioni sul ministero delle Infrastrutture, cosa che ci auguriamo il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo si affretterà a richiedere».
Redazione
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
22/05/2012 - 20:22
CronacaScicli
17/05/2012 - 11:55
AttualitàScicli
2
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
2
20/05/2012 - 14:56
AttualitàScicli
1
19/05/2012 - 17:58
AttualitàScicli
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.
4
08/11/2011 14:59
MALEDETTA EUROPA!!!! NOI SIAMO ITALIANI NN EUROPEI MA QUALKUNO LO VUOLE CAPIRE O NO????
3
08/11/2011 09:23
COME HO GIà E SEMPRE DETTO
Bolina
non ci sono stati vantaggi per un paese come il nostro quando ci siamo buttati in questo pasticcio dell'euro. soprattutto con la moneta , perchè questa non si doveva toccare. per quanto riguarda la burocrazia in più questa invece l'abbiamo acquistata. per non parlare di quanto ci è costato e di quanto ci costa rimanere in questo circolo governato dai banchieri. Pensate solo che noi, cioè i cittadini già prima contavamo poco, adesso un c...figuratevi se a Bruelles (dopo essersi pappati 35 mila eurini al mese) i grandi manovratori, conoscono la nostra situazione o pensino alle ferrovie che chiudono e alle grandi opere attese da centinaia di anni. Ragazzi questo è l'addio alla democrazia e alle decisioni dei popoli ! Una grazie a chi cia ha condotti fino a qui. E badate bene non è questione di destra o sx, i banchieri non hanno ne partito ne colori ne anima, loro conoscono solo i numeri (quelli che più gli convengono).
2
07/11/2011 17:24
MAAHH
Schifato
stanno facendo di tutto per non far partire queste importanti opere.
1
07/11/2011 16:08
SCUSATE L'IGNORANZA
Non capisco !
ma qualcuno potrebbe spiegarmi i vantaggi della nostra permanenze nella comunità europea ? Non è il caso di mandarli a quel paese ?