10/11/2011 15:06
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Scicli - Un caso di studio. Scicli e i beni culturali, Scicli nel Sudest.
Una trentina di studenti che frequentano il Corso di Perfezionamento Universitario Post Laurea intitolato "Strategie di valorizzazione economica delle risorse turistiche culturali del Mediterraneo", promosso dalla Fondazione Garrone, in collaborazione con l'Università degli Studi di Genova, e l’Università di Catania ha fatto tappa a Scicli.
Quindici studenti del Master non sono siciliani, ma provengono da tutte le regioni italiane per verificare il modello di sviluppo culturale del Sudest.
I corsisti hanno incontrato l’assessore ai beni culturali del Comune di Scicli Vincenzo Giannone, ponendogli domande sulla gestione dei siti culturali, hanno visitato il quartiere rupestre di Chiafura, ponendosi il tema della messa in rete di beni culturali stratificati: chiese e monumenti della ricostruzione tardo barocca successiva al terremoto del 1693, quartiere trogloditico abitato fino agli anni sessanta (Chiafura), luoghi di Montalbano, tutela di un sito Unesco (via Mormina Penna e palazzo Beneventano).
Seguiti dalla professoressa Melania Nucifora e dall’arch. Ignazio Lutri, i corsisti hanno ipotizzato strumenti di messa a reddito dei beni culturali sciclitani attraverso modalità di osmosi dell’interesse del turista che viene per visitare i luoghi della fiction e scopre poi Chiafura, o viceversa.
“La stratificazione culturale di Scicli è così intensa –ha detto nel corso della lezione la professoressa Nucifora- che rappresenta un caso di studio controverso e interessantissimo, dato che la città è un concentrato di esperienze difficilmente ripetibile in Sicilia”.
Molte le domande degli studenti sul Piano di gestione del sito Unesco, che tarda a partire, e che è in attesa dei finanziamenti europei, ora che i distretti culturali (e fra questi il Sudest, presieduto dal sindaco di Scicli Venticinque) sono diventati anche distretti turistici, destinatari perciò di specifiche risorse.
Redazione
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11/11/2011 10:33
ADDIRITTURA
Ippodamo da Mileto
L'università ci sta studiando sopra a Scicli, cavoli ti immagini che coacervo di soluzioni che verranno fuori! Fa piacere pensare che comunque c'è un bel movimento di opinione per la città ma purtroppo il Master mi sa che lo dovrebbero fare altri non gli architetti che tra pochi giorni tornano nelle loro rispettive provenienze. Qui invece chi resta è certamente solerte nel far da sponda a queste iniziative del tutto legate all'immagine del cosidetto distretto ma poi quello stesso Distretto è come dire "distratto" scusate il bisticcio di parole e non vede volutamente quello che davvero dovrebbe essere posto in essere per coordinare un vero progetto turistico complessivo che sia di ampio respiro per tutto il Sud-Est. Credo che se manca l'aereoporto, le strade si fermano a Rosolini e la Ragusa Catania è in forse, aggiungiamo una crisi che ancora deve investire l'isola visto che qui arriva tutto dopo, anche quella purtroppo, forse dobbiamo convertire i discorsi non già nella coscienza del patrimonio di cui siamo i gestori, ma delle iniziative per renderlo fruibile e perchè diventi la prima fonte di reddito visto che l'oro verde non c'è più e di soli servizi non si può vivere, mica possiamo statalizzare tutto, ed inoltre la piccola industria che dovrebe salvare il comparto almeno quello ragusano ha una indubbia inflessione sui mercati esterni non fosse altro perchè patisce ancora di più ora la distanza tra produzione e commercializzazione e fatica a porsi in posizione di rispetto, dovendo invece purtroppo mendicare per ottenere un riconoscimento di qualità che già possiede, ma la fiducia nelle imprese meridionali oggi è doppiamente diffcile ottenerla Conviene invece potenziare il turismo studiando meglio come "vendere" la nostra storia e non "svendere" la miriade di errori anche urbanistici oltrechè politici compiuti fino ad ora.
1
10/11/2011 17:11
ABBIAMO UNA RICCHEZZA
che non sappiamo valorizzare
Saremmo ricchi, eppure siamo poveri