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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 178 - Visite: 8388607

23/11/2011 17:57

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Il Mattia Pascal di Modica: Com'è dura la vita da morto!

Giuseppe Scarso si racconta, dopo la disavventura della sua morte annnunciata

Il Mattia Pascal di Modica: Com'è dura la vita da morto!

Modica - Quarantasette, morto che parla. E sembra anche, per sua fortuna, star benone. Giuseppe Scarso, 64 anni, residente a Rosolini, racconta sorridendo la sua disavventura di essere stato spacciato ufficialmente per morto, con tanto di necrologio con fotografia.
Fa gli scongiuri, sorride a quanti lo conoscono e gli si avvicinano, pacca sulla spalla a mo' di sfottò, per chiedergli come sia la vita nell'aldilà, ma lui, fedele, non si è proprio distaccato da questo mondo ed anzi, dal 6 ottobre, data in cui risulta deceduto, continua in modo zelante a recarsi ogni giorno a lavoro presso i servizi igienici diurni comunali di Modica bassa.
A scoprire dell'errore, incredulo, è stato uno dei due figli. «Si è recato come di consueto ad un tabacchi di Rosolini - racconta Scarso - ed il titolare gli ha porto le condoglianze dicendogli che se l'avesse saputo prima sarebbe venuto al funerale. Mio figlio scendeva dalle nuvole e gli ripeteva che mi aveva visto soltanto mezz'ora prima, per cui doveva certamente essersi sbagliato. E allora il tabaccaio, sicuro dal canto suo, ha preso il giornale in cui era riportato con tanto di foto il necrologio. Acquistato il giornale mio figlio mi ha contattato e poi ci siamo rivolti al nostro legale di fiducia, avv. Gerratana, di Siracusa, che incontrerò nei prossimi giorni». 
Scarso continua a riderci su, prendendo questa disavventura come augurio di lunga vita, ma poi si fa serio. «Per quest'errore, che pare sia riconducibile all'ospedale Umberto I di Siracusa, che avrebbe sbagliato ad inviare al Comune di Rosolini anzichè a quello di Avola i dati del mio omonimo purtroppo deceduto ed anche lui nato nel '47, potrei passare seri guai. Basti pensare l'eventualità che io venga coinvolto in un incidente stradale. Bene, come mi ricovererebbero in ospedale se risulto deceduto? E il mio medico, se avesse la necessità di prescrivermi delle medicine, come potrebbe farlo? Le prescriverebbe ad un morto? Così potrebbe anche lui rischiare rogne?».
Eppure, ad oggi, Scarso, ufficialmente deceduto, non possiede il suo certificato di morte. «Al Comune non erano certo felici di sentirsi chiedere il mio certificato di morte e suggerimenti per come fare a rimettere in ordine ogni cosa. A questo punto è il mio legale ad avere sotto controllo la situazione». 
E mentre c'è già chi smorfia l'inconsueta vicenda per trarre fuori una bella cinquina, e qualcun altro scherza su quanto accaduto, dicendo che solo in questo modo il Comune potrà far fuori i dipendenti e quindi mano a mano scalare i debiti sulle mensilità pregresse, il fu Mattia Pascal di Modica riscrive il finale pirandelliano: per lui nessun ritorno e riappropriazione della vecchia vita, perché Scarso non se n'è mai voluto andare e vuole che tutto torni come prima.

 

La Sicilia

Valentina Raffa

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